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Wall Street Journal: “Veltroni vuole cambio radicale”

“Sul mio Pd i sondaggi sbagliano, Berlusconi inizia ad aver paura”
di LUIGI CONTU
ROMA – Walter Veltroni è davvero convinto di poter vincere le elezioni, a dispetto di tutti i sondaggi che, chi più chi meno, danno il suo Pd nettamente distanziato dal partito di Silvio Berlusconi. E per la seconda fase della campagna elettorale il leader del Pd prepara una nuova offensiva nella quale lancerà la sua ricetta per incrementare le pensioni, presenterà i nomi di alcuni ministri che nominerà in caso di vittoria e avanzerà una proposta per semplificare la vita dei cittadini attraverso la drastica riduzione delle migliaia di leggi e regolamenti con i quali gli italiani fanno i conti quotidianamente.

Veltroni, i sondaggi, anche i più positivi per voi vi danno cinque punti sotto. Si capisce che il suo obiettivo sia quello di non demotivare la truppa ma davvero pensa possibile la rimonta?
“Guardi, proprio ieri ho rivisto i sondaggi pubblicati dai giornali un mese prima del voto del 2006: davano all’Unione un vantaggio di otto punti sul centrodestra, sappiamo poi come è andata a finire. In qualche caso, lo ricordiamo bene, hanno sbagliato perfino gli exit poll. Diciamo che le indagini demoscopiche sono uno strumento importante ma guai a pensare che siano infallibili: e non dimentichiamo che c’è il 30 per cento di indecisi. Anche il principale esponente dello schieramento avversario lo sa…”.

Berlusconi ripete ogni giorno il contrario.
“Lo ripete, ma negli ultimi giorni ho notato un cambio di marcia, un ritorno al copione degli ultimi quindici anni. Quel repertorio di anticaglia a base di anticomunismo e brogli che ha stancato gli italiani e al quale continuo a non voler rispondere. Sono segnali di nervosismo, come la dichiarazione rilasciata al Messaggero con la quale si è rimangiato il proposito di lasciare uno dei due rami dal Parlamento all’opposizione in caso di vittoria. Impegno che invece io confermo perché a mio avviso tra maggioranza e opposizione deve esserci un rapporto corretto e di rispetto reciproco. E poi, c’è la storia del confronto tv. Anche in questo caso dice una cosa e in realtà ne fa un’altra. Mi pare chiaro che sta sfuggendo al dibattito perché teme la forza del Pd, la forza di un progetto che in questi giorni mi sta dando la sensazione di potercela fare”.

Da che deriva questo suo ottimismo?
“Come hanno scritto tutti i giornali locali, nelle 69 province in cui sono stato abbiamo visto manifestazioni enormi, in molti casi le più grandi registrate negli ultimi venti anni. Tutto ciò non può essere casuale anche perché avviene dopo la decisione di andare da soli che avrebbe anche potuto farci pagare un prezzo in termini di consenso. Le piazze sono strapiene, c’è grande simpatia ovunque”.

26/03/2008 Continua su www.repubblica.it


 
Autore: in Cultura e Società, Politica 1 Commento
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1 Commento a “Wall Street Journal: “Veltroni vuole cambio radicale””

  1. Giamaica scrive:

    come al solito chi guarda da fuori ha una visione completamente diversa da quella che ci viene propinata dalla stampa asservita a SB.

    sicuramente il WSJ sarà tacciato di comunismo, come tanti altri giornali stranieri. se parli bene della SX sei comunista, anche se ti chiami Wall Street Journal o The Economist.

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