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	<title>Notizie dall&#039;Inferno &#187; polizia</title>
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		<title>Scontri fra studenti: Cossiga docet&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 08:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma, manifestazione degli studenti davanti al Senato. Sono oramai giorni che gli studenti manifestano pacificamente. E questa volta, siamo stati testimoni del fatto che lo hanno fatto tutti insieme, sinistra e destra. Ma ieri, 29 ottobre 2008, qualcuno ha deciso che bisognava fare qualcosa per &#8220;disfare&#8221; questa coalizione. E probabilmente, ricordando le parole del vecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, manifestazione degli studenti davanti al Senato. Sono oramai giorni che gli studenti manifestano pacificamente. E questa volta, siamo stati testimoni del fatto che lo hanno fatto tutti insieme, sinistra e destra.<br />
Ma ieri, 29 ottobre 2008, qualcuno ha deciso che bisognava fare qualcosa per &#8220;disfare&#8221; questa coalizione.<br />
E probabilmente, ricordando le parole del vecchio Cossiga, ha pensato di utilizzare gli stessi sistemi, infiltrando provocatori travestiti da studenti di destra che hanno aggredito la manifestazione con l&#8217;intento di provocare disordini.<br />
Il  tutto coperto dalla Polizia connivente. Come dimostrano le immagini ed i filmati, come documentato dai giornalisti presenti.<br />
E questo è l&#8217;aspetto più grave: la polizia, come fosse sudamericana, ha coperto le aggressioni.</p>
<p>La cronaca nelle parole di testimonianza di un giornalista, che può citare nomi e cognomi delle persone presenti, a riprova delle sue parole:</p>
<blockquote><p><strong>Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos</strong><br />
<em>La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli <strong>agenti zitti</strong></em><br />
<em>di CURZIO MALTESE<br />
</em><br />
Gli scontri di ieri a Roma<br />
AVEVA l&#8217;aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c&#8217;era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. &#8220;Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane&#8221; sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un&#8217;onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.</p>
<p>Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. <strong>Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia.</strong> Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. <strong>La polizia, a due passi, non si muove.</strong></p>
<p>Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano &#8220;Duce, duce&#8221;. &#8220;La scuola è bonificata&#8221;. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent&#8217;anni, ma quello che ha l&#8217;aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un&#8217;altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell&#8217;università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. &#8220;Basta, basta, andiamo dalla polizia!&#8221; dicono le professoresse.</p>
<p>Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. &#8220;Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!&#8221; protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: &#8220;E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!&#8221;. <strong>Il funzionario urla: &#8220;Impara l&#8217;educazione, bambina!&#8221;. La professoressa incalza: &#8220;Fate il vostro mestiere, fermate i violenti&#8221;. Risposta del funzionario: &#8220;Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra&#8221;</strong>. C&#8217;è un&#8217;insurrezione del drappello: &#8220;Di sinistra? Con le svastiche?&#8221;. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: &#8220;Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un&#8217;azione di violenza da parte dei miei studenti. C&#8217;è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c&#8217;entra se sono di destra o di sinistra? Ãˆ un reato e voi dovete intervenire&#8221;.</p>
<p><strong>Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: &#8220;Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra&#8221;</strong>. Monica, studentessa di Roma Tre: &#8220;Ma l&#8217;hanno appena sentito tutti! Chi crede d&#8217;essere, Berlusconi?&#8221;. &#8220;Lo vede come rispondono?&#8221; mi dice Laura, di Economia. &#8220;Vogliono fare passare l&#8217;equazione studenti uguali facinorosi di sinistra&#8221;. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: &#8220;Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov&#8217;è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finchÃ© non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l&#8217;avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto&#8221;.</p>
<p>Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. &#8220;Ãˆ contento, eh?&#8221; gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: &#8220;Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand&#8217;ero ministro dell&#8217;Interno (&#8230;) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell&#8217;ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all&#8217;ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì&#8221;.</p>
<p>Ãˆ quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un&#8217;azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, <strong>attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale.</strong> Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. &#8220;Lei dove va?&#8221;. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. <strong>La battuta del poliziotto è memorabile: &#8220;Non li abbiamo notati&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: &#8220;Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!&#8221;. L&#8217;altro risponde: &#8220;Allora si va in piazza a proteggere i nostri?&#8221;. &#8220;Sì, ma non subito&#8221;. Passa il vice questore: &#8220;Poche chiacchiere, giù le visiere!&#8221;.</strong> Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.</p>
<p>Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s&#8217;affaccia la polizia. <strong>Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco,</strong> respinge l&#8217;assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s&#8217;avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno nÃ© caschi nÃ© bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell&#8217;Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.</p>
<p>A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all&#8217;occupazione, s&#8217;aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. &#8220;Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l&#8217;idea che comunque gli studenti vogliono il casino. <strong>Ãˆ il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo&#8221;</strong>.<br />
(30 ottobre 2008) <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Personalmente, ritengo responsabile Cossiga di istigazione alla violenza, oltre al fatto di avere ammesso di aver usato tale metodo anche in passato.<br />
E la Polizia ha soltanto dimostrato una volta di più di essere uno strumento nelle mani di un regime.<br />
Mai più fiducia nelle forze dell&#8217;Ordine&#8230;. Nuovo.<br />
Che ogni poliziotto e carabiniere si VERGOGNI di essere quello che è.</p>
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		<title>Berlusconi oltre il ridicolo&#8230;..</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 15:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo veramente oltre ogni ridicolo&#8230; Oggi, 23 ottobre 2008, Silvio Berlusconi ha superato sè stesso: ha negato di aver mai pensato di mandare la polizia nelle scuole. L&#8217;unica spiegazione possibile è che ieri abbia parlato senza pensare, ovvero che il suo cervello e la sua bocca siano indipendenti e uno agisca all&#8217;insaputa dell&#8217;altro. Ovviamente (questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo veramente oltre ogni ridicolo&#8230;</p>
<p>Oggi, 23 ottobre 2008, Silvio Berlusconi ha superato sè stesso: ha negato di aver mai pensato di mandare la polizia nelle scuole.</p>
<p>L&#8217;unica spiegazione possibile è che ieri abbia parlato senza pensare, ovvero che il suo cervello e la sua bocca siano indipendenti e uno agisca all&#8217;insaputa dell&#8217;altro.<br />
Ovviamente (questo lo si capisce dalla cronologia dei fatti&#8230;) la bocca è più rapida e parte per prima.</p>
<p>Se non fosse il Presidente del Consiglio, sarebbe tutta da ridere, si potrebbe tirare in ballo una deficienza sanitaria dovutà all&#8217;età, una demenza senile.</p>
<p>Purtroppo, la cosa è grave&#8230;<br />
Questa la sua smentita di oggi:</p>
<blockquote><p>Â«<strong>Mai pensato alla polizia nelle scuole</strong>Â»<br />
Berlusconi da Pechino: Â«Non l&#8217;ho mai detto, i titoli dei giornali sono lontani dalla realtàÂ»<br />
ROMA &#8211; Â«<strong>Non ho mai detto nÃ© pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà</strong>Â». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rispondendo da Pechino alle polemiche provocate dalle sue frasi rilasciate in conferenza stampa a Palazzo Chigi a proposito delle proteste nel mondo della scuola e dell&#8217;Università.<br />
<a href="http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_23/berlusconi_polizia_scuola_a9faa05a-a108-11dd-8514-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Probabilmente ignora (anche se non si capisce come possa..) che già da qualche anno, esistono le riprese televisive.<br />
O forse, dimentico della diffusione che si ha su internet ed abituato al controllo che esercita su tutte le televisioni, pensava che non sarebbe passato niente di quello che ha detto solo ieri.</p>
<p>Tanto per cominciare, ecco il video e le sue parole:</p>
<p><a href="http://www.notiziedallinferno.com/berlusconi-oltre-il-ridicolo"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<blockquote><p><strong>Ordini al Viminale</strong>. Berlusconi ha chiarito che la sua non è solo un&#8217;affermazione di principio, ma l&#8217;inizio di un piano d&#8217;azione che verrà concordato oggi con il Viminale. &#8220;<strong>Convocherò oggi</strong> &#8211; ha chiarito &#8211; <strong>il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell&#8217;ordine per evitare che questo possa succedere</strong>&#8220;. &#8220;La realtà di questi giorni &#8211; ha detto ancora il premier &#8211; è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall&#8217;estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un&#8217;opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo&#8221;.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-2/parla-premier/parla-premier.html" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Hanno ragione all&#8217;estero, simao nelle mani di un clown. Pericoloso però&#8230;.</p>
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