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	<title>Notizie dall&#039;Inferno &#187; energie alternative</title>
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		<title>Stop agli incentivi per l&#8217;efficienza energetica.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 09:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>
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		<description><![CDATA[Incredibile&#8230; Adesso anche il cercare di risparmiare, di ridurre i consumi energetici, viene di fatto ostacolato dal Governo Italiano. Non solo si è opposto all&#8217;obiettivo di miglioramento del 20% entro il 2020, ma adesso si colpisce anche quella parte di virtuosi che si erano convinti a migliorare le condizioni energetiche dei loro stabili. In pratica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile&#8230; Adesso anche il cercare di risparmiare, di ridurre i consumi energetici, viene di fatto ostacolato dal Governo Italiano.</p>
<p>Non solo si è opposto all&#8217;obiettivo di miglioramento del 20% entro il 2020, ma adesso si colpisce anche quella parte di virtuosi che si erano convinti a migliorare le condizioni energetiche dei loro stabili.</p>
<p>In pratica, si cancellano i vantaggi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica.</p>
<p>Si cancellano così gli effetti della norma introdotta due anni fa dall&#8217;allora ministro Bersani, norma che prevedeva la popssibilità di detrarre fino al 55% della spesa sostenuta per migliorare l&#8217;efficienza energetica della propria abitazione, come ad esempio anche il cambiare gli infissi per mettere quelli con doppi vetri.</p>
<p>Quello che viene spontaneo chiedersi, è a chi giova questa inversione di rotta.</p>
<p>E non si vedono poi tanti interessati, se non i petrolieri ed i nuclearisti.</p>
<p>Quello che qesto Governo fa, in sostanza, è disincentivare l&#8217;ammordernamento delle nostre abitazioni, per portarle ad un livello di consumi più basso in quanto più efficienti.</p>
<p>E questo in pieno contrasto con tutti gli indicatori che dicono quanto sia indispensabile rivedere i modelli dei consumi energetici, come dice il trattato di Kyoto.</p>
<p>Per fare un parallelo, il nuovo Presidente degli USA, Obama, ha dichiarato invece la sua intenzione di creare qualche milione di posti di lavoro proprio nel campo delle energie alternative.</p>
<blockquote><p>&#8230;. Washington ora intende fare ancora più di Bruxelles, riconquistando la leadership tecnologica della rivoluzione verde. Se a Roma si insiste nel denunciare i presunti costi delle politiche ambientali, la promessa elettorale di Obama è stata invece quella di <strong>creare nel giro di dieci anni 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell&#8217;energia pulita e di arrivare a un taglio delle emissioni di C02 dell&#8217;80% entro il 2050</strong>.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue-2/obama-ambiente/obama-ambiente.html?ref=search" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Quindi, gli USA hanno capito e si lanciano nella riduzione con obiettivi ancora maggiori di quelli Europei, noi andiamo nella direzione opposta.</p>
<p>Il dubbio nasce spontaneo: miopia o interesse ?</p>
<p>Ai posteri l&#8217;ardua sentenza&#8230;</p>
<blockquote><p>ROMA &#8211; Il concetto di efficienza energetica si conferma decisamente ostico per il governo. Dopo la battaglia per impedire l&#8217;obiettivo del miglioramento del 20% entro il 2020 imposto dalla apposita direttiva dell&#8217;Unione Europea e dopo aver cancellato l&#8217;obbligo di certificazione energetica nella compravendita degli immobili, Palazzo Chigi ha dato un&#8217;altra picconata alle misure per ridurre la bolletta energetica nazionale. Questa volta la misura è contenuta nel recente piano anticrisi approvato dall&#8217;esecutivo e va a colpire la possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.</p>
<p>La normativa introdotta un paio di anni fa dall&#8217;allora ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani prevede infatti l&#8217;opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio, per installare un pannello solare o sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre. Ma ora, con l&#8217;entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile.</p>
<p>&#8230;.</p>
<p>Un cambio di registro rispetto ai buoni risultati ottenuti sino ad oggi duramente criticato dall&#8217;opposizione e dalle associazioni ambientaliste. &#8220;Lo sconto fiscale del 55% sulle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali &#8211; denuncia il ministro ombra dell&#8217;Economia Pierluigi Bersani &#8211; era una tipica norma di sostegno all&#8217;economia e all&#8217;ambiente secondo priorità universalmente riconosciute dal Protocollo di Kyoto in poi. Anche questo viene vanificato, addirittura con effetti retroattivi. Per stare al concreto, chi ha realizzato l&#8217;intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15mila euro&#8221;.</p>
<p>(30 novembre 2008) <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/efficienza-energetica/sgravi-fiscali-difficili/sgravi-fiscali-difficili.html" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
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		<title>E ci risiamo con il nucleare&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 10:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[b]]></category>
		<category><![CDATA[c]]></category>
		<category><![CDATA[colonna d'acqua oscillante mercato]]></category>
		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[referendum nucleare, ci risiamo]]></category>
		<category><![CDATA[solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco la trovata contro il caro-petrolio: torniamo al nucleare ! Che fenomeni&#8230; Sono passati venti anni dal referendum sul nucleare&#8230; e siamo ancora qui. Forse ci siamo dimenticati &#8220;come mai&#8221; eravamo arrivati al referendum. Anche allora i problema era il costo del petrolio, anche allora si cercavano energie alternative, anche allora ci eravamo resi conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la trovata contro il caro-petrolio: torniamo al nucleare !<br />
Che fenomeni&#8230;<br />
Sono passati venti anni dal referendum sul nucleare&#8230; e siamo ancora qui.</p>
<p>Forse ci siamo dimenticati &#8220;come mai&#8221; eravamo arrivati al referendum.</p>
<p>Anche allora i problema era il costo del petrolio, anche allora si cercavano energie alternative, anche allora ci eravamo resi conto di cosa volesse dire la schiavitù dal petrolio.<br />
Infatti, in tutti questi anni&#8230; non abbiamo fatto altro che continuare ad essere schiavi del petrolio.<br />
Ed oggi vorremmo poter pagare il petrolio come lo pagavamo allora !</p>
<p>Oggi, ci vengono a dire che &#8220;non c&#8217;è alternativa&#8221; al nucleare&#8230;.<br />
Casomai non è &#8220;stata cercata&#8221; l&#8217;alternativa, è un attimo diversa la cosa&#8230; presuppone delle responsabilità.</p>
<p>Ma siamo così sicuri che non esistano veramente alternative ?<br />
I sostenitori del nuclare, spingono vantando la &#8220;potenza&#8221; di una centrale, sottovalutando il fattore sicurezza.<br />
Perchè sottovalutando ?<br />
Perchè non hanno nessun modo di poter ASSICURARE in maniera CERTA che le centrali, anche se di ultima generazione, siano sicure al 100%.<br />
Ed è qui il problema. Mi si può dire: ma la certezza non esiste in niente&#8230;<br />
Vero, ma proprio per questo, perchè devo rischiare con qualcosa che &#8220;se scoppia&#8221; o &#8220;se perde&#8221; fa un danno incalcolabile ?<br />
Perchè coloro i quali fanno i ragionieri quando si devono calcolare i benefici del nucleare, non mettono in conto quali potrebbero essere i danni ?<br />
<strong>Se</strong> succede qualcosa ad una di queste centrali, ne abbiamo per MIGLIAIA di anni, e senza scampo.</p>
<p>Voglio partire da un&#8217;intervista fatta ad un qualcuno che forse qualcosina può insegnarci in questo campo, il Prof. Rubbia :</p>
<blockquote><p>D: <em>Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell&#8217;energia?</em><br />
&#8220;Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, <strong>ma anche l&#8217;uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni</strong>, come del resto anche l&#8217;oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. <strong>Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra</strong>&#8220;.</p>
<p>D: <em>Eppure, dagli Stati Uniti all&#8217;Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c&#8217;è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti?</em><br />
&#8220;<strong>Sa quando è stato costruito l&#8217;ultimo reattore in America? Nel 1979, trent&#8217;anni fa!</strong> E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l&#8217;arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l&#8217;uranio appunto, di durata limitata. <strong>Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie</strong>&#8220;.</p>
<p>D: <strong><em>Ma non si parla ormai di &#8220;nucleare sicuro&#8221;? Quale è la sua opinione in proposito?</em><br />
</strong>&#8220;<strong>Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie.</strong> Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo&#8221;.<br />
Estratto da : <a href="http://www.energoclub.it/doceboCms/news/9_822/270/Rubbia_soltanto_il_sole_pu%C3%B2_darci_energia.html">energoclub.it</a></p></blockquote>
<p>Quindi: <strong>IL NUCLEARE SICURO NON ESISTE</strong>, punto e basta.</p>
<p>Siamo così tanto assuefatti alla nostra dipendenza dal petrolio da non vedere qual&#8217;è il problema principale: che l&#8217;energia la ricaviamo da un qualcosa che è &#8220;in una certa disponibilità&#8221;, ovvero destinato ad esaurirsi, ovvero destinato a subire commercio.<br />
Sarebbe la stessa cosa con il nucleare.</p>
<p>L&#8217;obiezione più ricorrente alle energie alternative, si basa sulla loro presunta limitata capacità produttiva, sul fatto che noi abbisogniamo di un quantitativo tale di energia che solo il nucleare ci potrebbe dare.<br />
Ma è poi così vero ?</p>
<p>Questi sono solo alcuni esempi attuali e reali :<br />
Eolico</p>
<blockquote><p>La più grande installazione di pale eoliche del mondo. Quasi venti kilometri di pale eoliche, per un totale di 350 turbine, saranno collocate nei mari inglesi dalla costa nord di Devon.</p>
<p>Lâ€™impianto eolico, il più grande del mondo,  <strong>riuscirà a fornire energia pulita a più di un milione di case ed ogni anno, eviterà che nellâ€™aria si disperdano più di 2,3 milioni di tonnellate di CO2</strong>. Un progetto fantastico che vedrà sorgere le turbine in mare aperto, e che sarà messo in comunicazione con la terra  tramite cavi posti sottâ€™acqua.<br />
Fonte: <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/06/12/pale-eoliche-inghilterra-energia-pulita-alternativa.htm">architetturaedesign:it</a></p></blockquote>
<p>Idraulico-Marino</p>
<blockquote><p>Il principio della colonna d&#8217;acqua oscillante (OWC)</p>
<p>E&#8217; adottato dalla scozzese Wavegen e dalla australiana Energetech per degli impianti dimostrativi.</p>
<p>Il turbogeneratore ha la proprietà di mantenere lo stesso senso di rotazione indipendentemente dalla direzione del flusso dâ€™aria, quindi le turbine ricevono la spinta sia nella fase di compressione che in quella di decompressione.</p>
<p>Gli impianti sono progettati per una <strong>potenza di 2 MW e non sono necessariamente costieri</strong>. Con piattaforme <strong>al largo si potrà raccogliere la spinta, ben più elevata, delle onde lunghe del mare</strong>. Possono inoltre essere <strong>abbinati agli impianti eolici â€œoffshoreâ€ rendendo migliore la rendita commerciale di entrambe le tecnologie</strong>.</p>
<p><strong>Ogni metro</strong> (sic!) di fronte ondoso può sviluppare mediamente <strong>70 kW al largo e 20 kW sottocosta</strong>, il progetto LIMPET (Land-Installed Marine-Powered Energy Transformer), in Scozia, è collegato alla rete elettrica e il costo del kWh è di 0,075 â‚¬ , non male per un prototipo assoluto del genere, per fare un paragone basti pensare che i primi impianti eolici producevano un kWh al costo di 0,16 â‚¬ mentre oggi si hanno costi di 0,04 â‚¬ con la prospettiva di arrivare a meno di 3 centesimi. <strong>L&#8217;efficienza del sistema è buona</strong>, circa il 50%, il fronte dell&#8217;impianto (sottocosta) è di 18 metri e le due turbine da 300 kW producono in un anno circa 2300 MWh , i migliori aerogeneratori con la stessa potenza producono mediamente in un anno circa 1300 MWh, <strong>i costi del prototipo sono 4 volte maggiori di quelli delle turbine eoliche attuali che però godono di una certa industrializzazione</strong>.<br />
Fonte: <a href="http://www.energoclub.it/doceboCms/page/12/idroelettrico_energia_dal_mare.html">energoclub.it</a></p></blockquote>
<p>Solare Termodinamico</p>
<blockquote><p>Nuova tecnologia solare termodinamica15-09-2007 19:37</p>
<p>I sistemi solari termodinamici si arricchiscono di una nuova tecnologia, oltre ai sistemi parabolici lineari, a torre e puntuali, da meno di 2 mesi viene sperimentato in Spagna un sistema con specchi piani che riflette la luce solare su un concentratore secondario composto da lenti di fresnel, il quale concentra la luce solare sul tubo ricevente che contiene il fluido termovettore.</p>
<p><strong>Il vantaggio del nuovo sistema è essenzialmente economico, i componenti sono infatti più economici e già presenti sul mercato.</strong></p>
<p>Il progetto, nel quale sono coinvolti il DLR( centro aerospaziale tedesco) il Fraunhofer ISE e la MAN Ferrostaal AG ( facente parte di un gruppo industriale tedesco con 50.000 addetti e un giro dâ€™affari di 13 miliardi di euro allâ€™anno), prevede la sperimentazione del sistema per circa 2 anni, superata la fase di collaudo e verifica dei dati di progetto <strong>è già prevista la fase commerciale.</strong><br />
Fonte: <a href="http://www.energoclub.it/doceboCms/news/10_314/198/Nuova_tecnologia_solare_termodinamica.html">energoclub.it</a></p></blockquote>
<p>Nei siti citati si trovano tanti altri esempi ed un panorama esaustivo delle (plurale) tecnologie alternative.</p>
<p>Quindi ? Quindi il problema è solo politico.<br />
E&#8217; necessario fare una politica sulle energie alternative. Vanno sfruttate, con metodo e sinergia.<br />
Nell&#8217;articolo sul marino, si fa riferimento al fatto che le turbine possono essere installate sugli stessi impianti delle torri eoliche, minimizzando i costi e ottimizzando la resa&#8230; non so se mi spiego&#8230;</p>
<p>Butto lì un&#8217;idea: in Sicilia abbiamo una storia di saline. Perchè proprio lì ? Perchè lì c&#8217;erano le condizioni ideali per avere una massa d&#8217;acqua che <strong>con il solo </strong>calore del sole evaporava lasciando il prezioso sale.<br />
Ora, la salina per definizione è vicino al mare&#8230; e gode di una fortissima insolazione, per lunghi periodi.<br />
Quindi, se io realizzassi anche sottocosta (dove rende meno, ma tanto per cominciare&#8230;) impianti marini a turbina, li collegassi a terra dove realizzo invece impianti solari termici/fotovoltaici, non otterrei forse un ottimo impianto generale ? Con basso impatto ambientale, visto che simula esattamente la sua storica funzione&#8230;<br />
Magari in quel caso non portò sfruttare appieno l&#8217;eolico, ma non si può avere tutto !<br />
I costi ? Siamo sicuri che siano superiori ad una centrale tradizionale ?<br />
In tutti gli articoli che ho citato, si fa riferimento al fatto che in ogni caso, l&#8217;industrializzazione abbatterebbe i costi di produzione dei componenti, come in ogni tecnologia&#8230;</p>
<p>Sinergia, questo è quello che ci vuole per l&#8217;uso corretto delle energie alternative, sinergia e soprattutto volontà.</p>
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