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	<title>Notizie dall&#039;Inferno &#187; Casini</title>
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		<title>Quando la &#8220;tentazione&#8221; del potere si fa forte&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 12:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo come mai prima d&#8217;ora si sente parlare di &#8220;pericolo di ritorno del fascismo&#8221; in Italia. Possibile che proprio nel paese che più di altri dovrebbe aver imparato la lezione, visto che è in questo paese che il fascismo è nato, ci siano ancora rigurgiti nostalgici ? Ovviamente, nessuno crede al ritorno delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo come mai prima d&#8217;ora si sente parlare di &#8220;pericolo di ritorno del fascismo&#8221; in Italia.</p>
<p>Possibile che proprio nel paese che più di altri dovrebbe aver imparato la lezione, visto che è in questo paese che il fascismo è nato, ci siano ancora rigurgiti nostalgici ?</p>
<p>Ovviamente, nessuno crede al ritorno delle camicie nere, ma il fascismo di oggi è mascherato da doppiopetti in ogni caso neri.</p>
<p>Perchè se ne parla e perchè c&#8217;è tanto allarme ?</p>
<p>Perchè mai prima d&#8217;ora si erano visti tanti segnali in questa direzione.</p>
<p>Cominciando dallo &#8220;sdoganamento&#8221; di un revisionismo che vuole far apparire come &#8220;romantici&#8221; i soggetti che ancora dopo l&#8217;armistizio avevano scelto la RSI.</p>
<p>O nell&#8217;uso della forza come soluzione in ogni caso in cui si senta il bisogno di fare ordine, che si tratti di manifestazioni o normale gestione del traffico, arrivando a mettere l&#8217;esercito nelle strade o dando permessi straordinari ai sindaci dei comuni, che in questo modo diventano dei veri e propri &#8220;sceriffi&#8221; che sguinzagliano i loro sgherri per le strade a fare concorrenza alle forze di Polizia e Carabinieri (senza peraltro averne la preparazione, Parma docet&#8230;).</p>
<p>Ma soprattutto quello che allarma è nel rapporto tra politica ed esecutivo.</p>
<p>Ovvero, quando un Presidente del Consiglio si dice pronto a ricorrere ai decreti legge per &#8220;fare alla svelta&#8221; ed evitare la discussione in Parlamento, questo allarme non è più solo velato ma diventa serio.</p>
<p>Perchè non si può e non si deve permettere che uno strumento nato per fronteggiare emergenze venga invece utilizzato per togliere di mezzo il ruolo del Parlamento.</p>
<p>Equivale all&#8217;esautorazione del potere del Parlamento, il luogo preposto alla nascita delle leggi DOPO una presentazione e discussione di tali leggi.</p>
<p>Le emergenze che necessitano dei decreti sono quelle VERE, come lo può essere un terremoto, un&#8217;inondazione, un disastro ambientale, un disastro economico.</p>
<p>Un qualcosa che colpisce il paese tutto, senza distinzioni.</p>
<p>Non è un&#8217;emergenza di questo genere neanche il problema sicurezza, il cavallo di battaglia del &#8220;Cavaliere&#8221; che gli ha consentito di portare per strada i militari, come in un regime sudamericano.</p>
<p>Con la conseguenza, tra l&#8217;altro del vedere oggi due ministri che, tra un volo e l&#8217;altro sugli aerei militari, giocano come due bambini con i soldatini litigando su chi deve decidere come e quando impiegarli.</p>
<p>Bisogna ricordare che già questo esecutivo ha utilizzato i decreti legge per &#8220;forzare la mano&#8221; al Parlamento, e per questo era già stato &#8220;richiamato&#8221; anche dai vertici dello Stato.</p>
<p>Ma le dichiarazioni di Berlusconi :</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>imporrò al Parlamento l&#8217;approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese</strong>&#8221;</p>
<p>fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/fini-decreti/berlusconi-attacco/berlusconi-attacco.html" target="_blank">repubblica.it</a></p></blockquote>
<p>fanno obiettivamente paura.</p>
<p>Questo è un parlare più che autoritario, è un parlare &#8220;dittatoriale&#8221;, puro e semplice.</p>
<p>Mai si era sentita una tale protervia nelle dichiarazioni di un capo di governo, sempre che non si trattasse di un dittatore.</p>
<p>E a conferma di ciò, basti pensare che lo stesso Fini, suo alleato e presidente della Camera, non ci può stare e lo mette in guardia: la Camera non lo permetterà.</p>
<blockquote><p><strong>ROMA</strong> &#8211; Il presidente della Camera dice basta all&#8217;abuso di decreti: &#8220;Il ricorso ai decreti legge rientra tra le prerogative del governo. Un eventuale abuso di questo strumento &#8211; dichiara oggi Gianfranco Fini &#8211; non solo determinerebbe valutazioni di tipo politico, ma anche il diritto della Camera di far sentire la propria voce&#8221;. Un&#8217;opinione diversa rispetto a quella espressa dal suo omologo in Senato, Renato Schifani, che non vede &#8220;discrasie&#8221; nei rapporti tra governo e Parlamento.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/fini-decreti/fini-decreti/fini-decreti.html" target="_blank">repubblica.it</a></p></blockquote>
<p>Ovviamente, il servile Schifani fa un distinguo, dicendo che tale strumento è legittimo e garantito dalla controfirma del Presidente della Repubblica (meno male, diciamo noi&#8230;).</p>
<p>Quello che si può far notare è che se un governo, il cui premier si vanta di avere il 68% dei consensi (e chissene&#8230;), ha bisogno di decreti legge a raffica, qualcosa che non funziona ci deve essere per forza.</p>
<p>E lo fa presente anche il centro di Casini:</p>
<blockquote><p>E contro l&#8217;annuncio del premier su un aumento del ricorso ai decreti interviene, oggi in Aula, anche Pier Ferdinando Casini. &#8221;Berlusconi ha detto che la decretazione d&#8217;urgenza deve diventare lo strumento ordinario &#8211; attacca &#8211; io che occorra fare un punto politico istituzionale nel Paese. La decretazione d&#8217;urgenza è stata applicata come non mai a inizio legislatura, con con il voto di fiducia che ha espropriato la discussione parlamentare. Il Parlamento e&#8217; stato ridotto al ruolo di passacarte. <strong>Il rischio è che con un emendamento alla Finanziaria si inserisca il Parlamento tra gli enti inutili da eliminare</strong>&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/fini-decreti/fini-decreti/fini-decreti.html" target="_blank">repubblica.it</a></p></blockquote>
<p>Se questo non è pericolo di totalitarismo&#8230; cos&#8217;è ?</p>
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		<title>Quante bugie Silvio</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 18:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marco Damilano Nel 2006 c&#8217;era Nanni Moretti a capeggiare il fronte anti-berlusconiano con il &#8216;Caimano&#8217;. Oggi al suo posto c&#8217;è il leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini. Provinciale, populista, Putin all&#8217;italiana: tutti i giorni dà un calcio al Cavaliere, di cui pure è stato alleato a lungo. &#8220;La mia campagna è bilanciata: contro Veltroni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Quante-bugie-Silvio/2003750&amp;ref=hpsp">di <strong>Marco Damilano</strong></a></p>
<p>Nel 2006 c&#8217;era Nanni Moretti a capeggiare il fronte anti-berlusconiano con il &#8216;Caimano&#8217;. Oggi al suo posto c&#8217;è il leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini. Provinciale, populista, Putin all&#8217;italiana: tutti i giorni dà un calcio al Cavaliere, di cui pure è stato alleato a lungo. &#8220;La mia campagna è bilanciata: contro Veltroni e contro Berlusconi&#8221;, spiega l&#8217;ex presidente della Camera: &#8220;Non ho alcuna ossessione verso Berlusconi: è un amico, lo considero ancora tale. Ma da anni c&#8217;era tra noi un dissenso profondo, la pretesa di inglobarci nel suo partito-proprietà ha fatto traboccare il vaso&#8221;. Quattordici anni di vita in comune raccontati da Casini: litigi, riappacificazioni, la rottura. &#8220;A volte riuscivamo a parlare perfino di politica&#8221;.</p>
<p><em>Come in una storia d&#8217;amore: il suo primo incontro con Silvio?<br />
</em>&#8220;L&#8217;avevo già conosciuto, ma ricordo una riunione nella sua casa romana, in via dell&#8217;Anima, dietro piazza Navona. Era il 1992, durante l&#8217;ultima campagna elettorale della Dc io, Enzo Carra e Luciano Radi andammo a incontrare lui, Gianni Letta e Fedele Confalonieri. Volevamo farci sentire perchÃ© le sue televisioni aiutavano solo i socialisti e non la Democrazia cristiana. Io, in particolare, protestai con una certa veemenza. Su questo punto avevo litigato anche con Arnaldo Forlani, segretario della Dc: lo accusavo di essere troppo morbido nel rivendicare spazi sulle tv di Berlusconi quando c&#8217;era lo strapotere di Craxi&#8221;.</p>
<p><em>Negli anni Ottanta eravate un partito trasversale: il centro della Dc, il Psi di Craxi e Berlusconi. Se lo aspettava un suo ingresso in politica?<br />
</em>&#8220;Ci chiamavano il Caf: le iniziali di Craxi, Andreotti e Forlani. Quando i partiti furono travolti dalle inchieste giudiziarie Berlusconi ha avuto la grande capacità politica di colmare il vuoto. Una capacità che gli riconosco ancora oggi&#8221;.</p>
<p><em>Voi orfani della Dc eravate messi male: lei si aggirava con un cappello a visiera e Mastella al fianco. Berlusconi ripete: li ho salvati dall&#8217;estinzione e mi ripagano così. Ingrati.<br />
</em>&#8220;Questa è la prima bugia. Berlusconi ha salvato me come noi abbiamo salvato lui. Ãˆ stato un mutuo soccorso&#8221;.</p>
<p><em>Beh, lui aveva i voti, voi no.<br />
</em>&#8220;Berlusconi aveva bisogno di dimostrare che c&#8217;era una continuità con una parte della Dc moderata, noi avevamo bisogno di un accordo per sopravvivere. Siamo nati sulla base di un reciproco aiuto, la lista alle elezioni del &#8217;94 si chiamava Forza Italia- Ccd. Con noi si candidò anche Giuseppe Pisanu: provò a convincerci che Forza Italia era una scatola vuota e che per noi dc sarebbe stato semplice entrare e guidarla&#8221;.</p>
<p><em>PerchÃ© rifiutò di farlo?<br />
</em>&#8220;PerchÃ© Forza Italia era un partito personale, il partito di Berlusconi. Allora sicuramente, oggi molto di più&#8221;.</p>
<p><em>Bella scoperta. Intanto lei ci ha convissuto per 14 anni e si è perfino speso per introdurlo nel Partito popolare europeo. Pentito?<br />
</em>&#8220;Quando mi mossi per far entrare Berlusconi nel Ppe ci fu una riunione in cui Forza Italia si impegnò a svolgere congressi democratici. Da allora, c&#8217;è mai stato un congresso nazionale di Forza Italia? In 14 anni non ne ho visto uno! In questi anni i suoi difetti si sono ingigantiti invece di diminuire&#8221;.</p>
<p><em>Frase da coniuge deluso. Berlusconi le ha mai fatto capire che lei poteva diventare il suo erede, il delfino, come fa con Fini?<br />
</em>&#8220;Non ho mai creduto nÃ© ai delfini nÃ© all&#8217;eredità. Sono cose che per Berlusconi non esistono&#8221;.</p>
<p><em>Le mancano le cene di palazzo Grazioli, i gelati del cuoco Michele?<br />
</em>&#8220;La frequentazione con Berlusconi si è interrotta quando sono diventato presidente della Camera. Mi invitò ad andare da lui e gli risposi che, da quel momento in poi, sarebbe stato lui a venire da me, per galateo istituzionale. Prima ci vedevamo ogni settimana: erano momenti gradevoli, la persona è simpatica. A volte, pensi, riuscivamo a parlare perfino di politica&#8221;.</p>
<p><em>E il primo scontro?<br />
</em>&#8220;Subito, nel 1994. Lui, Giuliano Ferrara e Cesare Previti spingevano per portare Carlo Scognamiglio alla presidenza del Senato. Io e Gianni Letta volevamo confermare Giovanni Spadolini, dicevamo che era uno sbaglio enorme&#8221;.</p>
<p><em>(13 marzo 2008)</em></p>
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