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Ritorno del fascismo in Italia… spauracchio o realtà ?

E’ quello che in molti si chiedono oggi: il ritorno del fascismo è un pericolo reale ?

La maggior parte delle persone risponde ovviamente di no, che non è un pericolo reale.

Perchè dico ovviamente ? Perchè è un pensiero che nessuno accetta, che nessuno, dopo quello che si è vissuto in Italia, ritiene possibile, un qualcosa che “automaticamente” la gente rifiuta.

Ed allora perchè qualcuno, tra i quali mi sento anch’io, lo ritiene possibile ?

Perchè la storia ci ha insegnato che il fascismo, inteso come periodo storico, è finito, sepolto sotto le macerie di un’Italia distrutta da una guerra che è stata scelta dal suo dittatore nella speranza, tutta Italica, di salire sul carro del vincitore presunto, la Germania di Hitler, per rivendicare poi i territori bottino di guerra.

E tutti sappiamo com’è andata a finire.

Ma quello che non è morto è il fascismo inteso come “pensiero politico”, se così lo possiamo definire.

Cioè quell’insieme di ideologie, di atteggiamenti, di immagini che si rifanno ancora a quel periodo, acuiti anche da oltre mezzo secolo di “repressione”.

Oggi, stanno tornando fuori, aiutate da un governo che non fa nulla per nascondere le proprie simpatie.

Anzi.. pur continuando, per immagine, a dire che il fascismo non tornerà (futuro…), alcuni suoi ministri non hanno perso occasione per cercare di far passare un “revisionismo” edulcorato da occasionalità come celebrazioni riguardanti la fine della guerra, come hanno fatto La Russa ed Alemanno in occasione dell’8 settembre, pur in aperto contrasto con Napolitano.

Che il pericolo sia reale, lo si può capire anche da quello che è successo alla festa di Azione giovani ‘Atreju 08′ a Roma.

Fini, il presidente di AN, promotore della svolta di Fiuggi, ha apertamente sconfessato, riferendosi alle affermazioni di La Russa ed Alemanno riguardo ai caduti della R.S.i., i suoi “colonnelli” dichiarando:

“A Salò c’è stata buona fede, riconoscerla è in molti casi doveroso ma è altrettanto doveroso dire che non si può equiparare chi stava da una parte e dall’altra. Onestà storica e compito di una destra che vuole fare i conti con il passato è dire che non è equivalente chi combatteva per una parte giusta e chi, fatta salva la buona fede, combatteva dalla parte sbagliata. La destra deve ribadirlo in ogni circostanza non per archiviarlo ma per costruire una memoria che consenta al nostro popolo di andare avanti”.

Fonte: repubblica.it

E ancora parlando dei giovani :

La destra politica italiana e a maggior ragione i giovaniha detto Gianfranco Fini alla festa di Azione giovani ‘Atreju 08′ a Roma – devono senza ambiguità dire alto e forte che si riconoscono in alcuni valori della nostra Costituzione, come libertà, uguaglianza e solidarietà o giustizia sociale“.

A questo punto, si pensava che il messaggio fosse chiaro, ma altrettanto chiara e netta è stata la risposta dei suoi giovani:

“Ce l’ho messa tutta – conclude Iadicicco – per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo. A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti

Più chiaro di così… non saremo mai antifascisti.

A mia memoria, non ricordo che un’affermazione del genere sia mai stata fatta in politica, anzi…

Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo ai tempi di Pertini se qualcuno avesse detto qualcosa del genere. Probabilmente il “vecchietto” si sarebbe presentato “di persona” a schiaffeggiare questi bambocci.

Purtroppo… dal governo, niente… un silenzio assordante.

Anzi, ci sono solo segnali di sostegno. Dove ? Nel silenzio del ministro per i giovani, Meloni, ad esempio, nel non sconfessare le parole di La Russa o Alemanno, nella camicia nera ostentata (perchè questo è) da Berlusconi in tutte le interviste che non siano su RAI1 da Vespa.

In tutti i discorsi che tendono sempre e comunque a trovare una “giustificazione” a certi atteggiamenti o affermazioni, come se ce ne fossero.

Dimenticando che “l’apologia del fascismo” è un reato, apologia che esiste anche se non si ricostituisce un vero partito fascista.

Ci si basa su un senso di “impossibilità nel ritorno” che è tutto da dimostrare, oggi.

Come si può affermarlo quando i giovani della destra dicono pubblicamente che non riconoscono i valori dell’antifascismo ? Quando esaltano la RSI ? Quando il Governo tace di fronte a certe affermazioni ? Quando i suoi ministri sono i primi a lanciare certe esaltazioni ?

Non sono così vecchio, ricordo che solo 15 anni fa certe affermazioni sarebbero state “scandalose”.

Lo stesso Fini non riusciva a sdoganarsi dall’immagine di “fascista” essendo il segretario di un partito che nel fascismo affondava le radici, per farlo ha dovuto percorrere un lungo cammino verso la sua Damasco.

E quando a Fiuggi ha sancito l’abbandono della “fiamma tricolore”, la chiusura dell’MSI, ecco che si è consumata la prima dicotomia: da una parte coloro i quali volevano una destra si, ma democratica e quindi non legata ad un passato che di democratico aveva ben poco, e dall’altra coloro i quali hanno preferito mantenere in vita certi ricordi nostalgici, fascinati dall’immagine patriottico-eroica con cui vengono ammantati spesso e volentieri gli sconfitti.

Perchè lo sconfitto fa sempre più tenerezza…

Perchè dico che esiste un pericolo di ritorno del fascismo ?

Perchè ne vedo i segni, tutti i giorni.

Qualcuno mi ha detto: ma dove li vedi ? Non ci sono camice nere in giro, non ci sono squadristi..

Ne siamo poi così sicuri?

Non sono forse azioni da squadristi quei raid punitivi contro il “ragazzo con i capelli lunghi” che rifiuta la sigaretta a MIlano ? Quella contro gli omosessuali che passeggiano mano nella mano a Roma ? L’omicidio di una ragazzo nero perchè accusato di aver rubato un pacco di biscotti al grido di “sporco negro” ?

E anche quegli atti come l’aggressione alla “casa del Grande Fratello” sempre a Roma, come atto dimostrativo.

La stessa “giustificazione” portata dai giovani di AN, che “si sentono vittime” lascia perplessi.

Come si può sentirsi vittime quando si professa un credo che la storia recente ci ha dimostrato essere un credo di regime dittatoriale ?

Eppure… li si lascia fare e dire… e questo può avvenire solo un un “regime” che tollera, per non dire appoggia, certa ideologia.

Come giustamente scrive il caro Daniele, compagno (fino a ieri dato il mio abbandono..) in un forum in cui si “tenta” di dialogare democraticamente:

La democrazia è una cosa seria ed ha alcuni pilastri che sorreggono tutta l’impalcatura del sistema.
Questi “pilastri” sono:
- il diritto della maggioranza di governare
- il diritto dell’opposizione di operare per diventare a sua volta governo
- l’equilibrio dei poteri dello Stato
- forte controllo da parte dei media

Per ogni potere deve esistere un altro che faccia da “contrappeso” che impedisca il nascere della dittatura della maggioranza..
Una democrazia è autentica e funzionante quando nessun potere è al di sopra degli altri e fuori controllo.
Quando, invece, la maggioranza fa di tutto per delegittimare gli altri poteri, irridendoli, prevaricandoli,delegittimandoli, allora si imbocca una china pericolosa ; della quale si conosce l’inizio ma non la fine.

Quando la stampa è tutta “comunista” i giudici sono tutti “comunisti” i sindacati ( controllati dai comunisti) sono irresponsabili e colpevoli del fallimento delle(buone) politiche del governo…beh,dinnanzi a tanta protervia non ci si può stupire che in questo paese non ci sia una democrazia compiuta.

Quando si governa a colpi di sondaggio e non si fa la cosa “giusta” ma la cosa che “piace”; quando il “principe” non bada all’interesse superiore dei suoi sudditi ma si adopera solo per quietarli, per ammansirli,per dare loro quello che vogliono( tranne poi sottrar loro molto di piu’ in forme larvate e poco eclatanti) allora quel “Principe” condanna se e il suo dominio ad un inevitabile declino.

Forse un’attenta rilettura di Machiavelli farebbe bene a molti.

in quello stesso forum, ho vissuto momenti di vera “ditattura”.

Dalla presenza di un moderatore che, per sua ammissione in privato, non può sanzionare i suoi “superiori” per non sputare nel piatto in cui mangia, al vittimismo di chi (in maniera allucinata) rivendica di “sentire il Duce come un padre” fino al punto di inveire contro chi ne parla male, al fatto di subire continue pressioni nell’esercizio del diritto di cronaca limitando l’espressione e censurando i pareri che non aggradano, mascherandoli come “cautela per il forum contro eventuali denunce…”, con la negazione di cosa si “l’apologia di fascismo” solo perchè non lo dice chiaramente, vedendo gente “espulsa” per aver “insultato” qualcuno (della casta padrona) senza ascoltare gli altri e arrogandosi il diritto di stabilire “cosa si intenda” per insulto, con la censura serale di messaggi per far sì che altri non li vedano…

Ed altre amenità del genere.

Certo, sto parlando di un semplice forum che potremmo definire “di sfigati” (nel senso buono, intendendolo come di piccoli utenti da bar), ma sono tutti atteggiamenti che hanno un loro riscontro nella vita di tutti i giorni, perchè si fa passare il concetto secondo il quale “se non dico di essere un dittatore non lo sono”.

Forum messo in piedi, guarda caso, da due soggetti “di destra” che si dichiarano (ma va ?) democratici… ma che con la democrazia spesso fanno a pugni. Come se Mussolini fosse diventato quello che è stato dicendo a tutti: io ho intenzione di inastaurare una dittatura in cui chi non è con me… peste lo colga.

Nessun ditattore nasce così, anzi.. arrivano tutti cavalcando il bisogno momentaneo del popolo, per poi mostrare il vero volto.

Come dire: di cosa avete bisogno oggi ?

Di sicurezza ? Metto in strada i militari…

Di decenza ? Multe a chi si prostituisce (per strada…) e a chi si ferma…

Di giustizia ? Smantello la magistratura…

Di lavoro ? Se ne parlerà… per adesso contratti a termine e così verrete assunti “enne” volte all’anno.

Più soldi per vivere ? Basta fare più ore, anche se meno remunerate singolarmente, ed ecco fatto (Berlusconi ieri.. sulla questione Alitalia e tagli agli stipendi..)

Per arrivare alla ammissione vera e propria, perchè, come dice il saggio:

chi tace, acconsente.

ROMA – “Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani“. Silvio Berlusconi risponde così, senza sbilanciarsi, ai giornalisti che gli chiedono se si dichiarerebbe antifascista, dopo le polemiche dei giorni scorsi all’interno di An sul ruolo della Repubblica di Salò e sui valori della Resistenza.

Fonte: repubblica.it

Ecco fatto… se non è una dimostrazione questa…

Se questo non basta alla gente per capirlo… vuol dire solo una cosa: oramai ci siamo dentro, e non si ha il coraggio di dirlo.

O addirittura (è una cosa che mi ha sconvolto, lo ammetto) vedere in televisione, sulla prima rete nazionalpopolare di regime, una poliziotta, sposata, medaglia d’oro alle olimpiadi, “offrirla” al Capo Supremo ! (Leggasi Vezzali che dice a Berlusconi: io da lei mi farei toccare… complimenti a lei e alla Polizia Italiana, bella figura.)

Certo… toccare è un termine tecnico… ma in televisione sarebbe meglio stare attenti a certi “lapsus”..

Sempre che di lapsus si tratti.

Non sarà anche questo un segno di “deferenza” verso il Capo Supremo ?

Era un onore concesso a un uomo importante“.

Fonte: repubblica.it

Per chi se la fosse persa:Vezzzali si farebbe toccare
A riprova del fatto che certe affermazioni come quelle dei giovani di AN stiano facendo presa, negando cosa sia stato il fascismo:
Tratto dal forum che citavo prima:

Mussolini fece molti errori, ma essere “antifascisti” significa rinnegare tutto cio’ che di buono è stato fatto in quegli anni, io non avrei la presunzione di dire agli elettori “fuori da An chi non si riconosce nell’antifascismo”, non lo condivido… anche il fascismo ha avuto i suoi valori/principi:

-primo fra tutti, aver combattuto contro il comunismo!
- credere nella grandezza/magnificenza dell’ Italia
- credere nell’ordine pubblico
- credere nel sacrificio lavorativo
- credere nella salute (mente)/benessere (sport) dell’essere umano
- credere fermamente in se stessi, il coraggio!
- armonia e unità tra le classi lavorative, corporativismo

Ammetto che il fascismo ha fatto molte cose negative, tra cui la peggiore in tema “difesa della razza” e l’alleanza con Hitler, rimango contrario a qualsiasi forma di totalitarismo, non dovranno più esistere, ma ne apprezzo diversi principi/valori ed è per questo che non mi ritengo un antifascista.
Fonte


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set
17
2008