Quando la “tentazione” del potere si fa forte…
Da qualche tempo come mai prima d’ora si sente parlare di “pericolo di ritorno del fascismo” in Italia.
Possibile che proprio nel paese che più di altri dovrebbe aver imparato la lezione, visto che è in questo paese che il fascismo è nato, ci siano ancora rigurgiti nostalgici ?
Ovviamente, nessuno crede al ritorno delle camicie nere, ma il fascismo di oggi è mascherato da doppiopetti in ogni caso neri.
Perchè se ne parla e perchè c’è tanto allarme ?
Perchè mai prima d’ora si erano visti tanti segnali in questa direzione.
Cominciando dallo “sdoganamento” di un revisionismo che vuole far apparire come “romantici” i soggetti che ancora dopo l’armistizio avevano scelto la RSI.
O nell’uso della forza come soluzione in ogni caso in cui si senta il bisogno di fare ordine, che si tratti di manifestazioni o normale gestione del traffico, arrivando a mettere l’esercito nelle strade o dando permessi straordinari ai sindaci dei comuni, che in questo modo diventano dei veri e propri “sceriffi” che sguinzagliano i loro sgherri per le strade a fare concorrenza alle forze di Polizia e Carabinieri (senza peraltro averne la preparazione, Parma docet…).
Ma soprattutto quello che allarma è nel rapporto tra politica ed esecutivo.
Ovvero, quando un Presidente del Consiglio si dice pronto a ricorrere ai decreti legge per “fare alla svelta” ed evitare la discussione in Parlamento, questo allarme non è più solo velato ma diventa serio.
Perchè non si può e non si deve permettere che uno strumento nato per fronteggiare emergenze venga invece utilizzato per togliere di mezzo il ruolo del Parlamento.
Equivale all’esautorazione del potere del Parlamento, il luogo preposto alla nascita delle leggi DOPO una presentazione e discussione di tali leggi.
Le emergenze che necessitano dei decreti sono quelle VERE, come lo può essere un terremoto, un’inondazione, un disastro ambientale, un disastro economico.
Un qualcosa che colpisce il paese tutto, senza distinzioni.
Non è un’emergenza di questo genere neanche il problema sicurezza, il cavallo di battaglia del “Cavaliere” che gli ha consentito di portare per strada i militari, come in un regime sudamericano.
Con la conseguenza, tra l’altro del vedere oggi due ministri che, tra un volo e l’altro sugli aerei militari, giocano come due bambini con i soldatini litigando su chi deve decidere come e quando impiegarli.
Bisogna ricordare che già questo esecutivo ha utilizzato i decreti legge per “forzare la mano” al Parlamento, e per questo era già stato “richiamato” anche dai vertici dello Stato.
Ma le dichiarazioni di Berlusconi :
“imporrò al Parlamento l’approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese“
fonte: repubblica.it
fanno obiettivamente paura.
Questo è un parlare più che autoritario, è un parlare “dittatoriale”, puro e semplice.
Mai si era sentita una tale protervia nelle dichiarazioni di un capo di governo, sempre che non si trattasse di un dittatore.
E a conferma di ciò, basti pensare che lo stesso Fini, suo alleato e presidente della Camera, non ci può stare e lo mette in guardia: la Camera non lo permetterà.
ROMA – Il presidente della Camera dice basta all’abuso di decreti: “Il ricorso ai decreti legge rientra tra le prerogative del governo. Un eventuale abuso di questo strumento – dichiara oggi Gianfranco Fini – non solo determinerebbe valutazioni di tipo politico, ma anche il diritto della Camera di far sentire la propria voce”. Un’opinione diversa rispetto a quella espressa dal suo omologo in Senato, Renato Schifani, che non vede “discrasie” nei rapporti tra governo e Parlamento.
Fonte: repubblica.it
Ovviamente, il servile Schifani fa un distinguo, dicendo che tale strumento è legittimo e garantito dalla controfirma del Presidente della Repubblica (meno male, diciamo noi…).
Quello che si può far notare è che se un governo, il cui premier si vanta di avere il 68% dei consensi (e chissene…), ha bisogno di decreti legge a raffica, qualcosa che non funziona ci deve essere per forza.
E lo fa presente anche il centro di Casini:
E contro l’annuncio del premier su un aumento del ricorso ai decreti interviene, oggi in Aula, anche Pier Ferdinando Casini. ”Berlusconi ha detto che la decretazione d’urgenza deve diventare lo strumento ordinario – attacca – io che occorra fare un punto politico istituzionale nel Paese. La decretazione d’urgenza è stata applicata come non mai a inizio legislatura, con con il voto di fiducia che ha espropriato la discussione parlamentare. Il Parlamento e’ stato ridotto al ruolo di passacarte. Il rischio è che con un emendamento alla Finanziaria si inserisca il Parlamento tra gli enti inutili da eliminare”.
Fonte: repubblica.it
Se questo non è pericolo di totalitarismo… cos’è ?



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