A volte ritornano.
Per chi pensava che con Mani Pulite fosse finito il malaffare nella politica italiana, questa è la dimostrazione che certi “vizi” difficilmente si perdono.
Anzi, con la situazione che oggi va delineandosi, si può anche capire che questo vizio non ha colore, partito, età.
E’ solo una questione di opportunità, mai detto fu più vero: l’occasione fa l’uomo ladro.
Anche se l’uomo ha fatto battaglie sociali come sindacalista.
Una volta toccata “la poltrona”, la trasformazione in politicus mangiantibus avviene per gradi, ma inesorabilmente.
“E’ tornata tangentopoli”. Cosi’ Antonio Di Pietro ha commentato l’arresto di Ottaviano Del Turco a margine di un seminario al residence di Ripetta sulle riforme. “E’ difficile invece – ha aggiunto l’ex pm – che torni mani pulite dal momento che in Parlamento si fanno le leggi per non fare i processi e invece di occuparsi della giustizia si occupa di fermare la giustizia”. Secondo il leader dell’Idv, “al di la’ della responsabilita’ penale di cui si occupera’ il giudice, in Abruzzo c’e’ la necessita’ di un ricambio generazionale della classe politica per che’ questo sistema politico non ha nulla da invidiare a quello della prima repubblica. L’unica differenza- sottolinea Di Pietro – è che allora si vergognavano quando venivano scoperti, oggi la prima cosa che si fa, come ha fatto Berlusconi, e’ attaccare la magistratura che fa il suo dovere”. Sulle dichiarazioni del presidente del consiglio, Di Pietro ha osservato: “Berlusconi conosce uno solo foglio delle carte dei magistrati in Abruzzo, ma prima di parlare dovrebbe leggere tutte le carte”. In ogni caso, conclude, la vicenda abruzzese dimostra che “cio’ che va cambiato non sono le sigle dei partiti, ma le persone”.
Fonte: repubblica.it
E se lo dice lui….
Del Turco, Di Pietro
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