ROMA – Nel confronto tv, a distanza, tra Veltroni e Berlusconi, il numero di telespettatori ha premiato il leader del Pd. Per il Cavaliere, in onda dalle 21:06 alle 21:40, gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell’11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000, share 13,91%. Gli ascolti televisivi, secondo l’ex sindaco di Roma, confermano che «gli italiani sono stanchi di sentirsi dire le stesse cose degli ultimi 14 anni» e che invece «hanno voglia di futuro».
I TEMI AFFRONTATI – La precarietà è il primo terreno di scontro. «Non è il male assoluto della nostra gioventù» dice Silvio Berlusconi. «È il dramma più grande di questo paese» gli risponde pochi minuti dopo Walter Veltroni. Il tanto discusso duello tv non c’è stato ma i due avversari si sono susseguiti come ospiti alla trasmissione «Conferenza stampa» di Rai Due e in alcuni casi si sono parlati “a distanza”. In mezzo l’immancabile siparietto del Cavaliere: «Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista». «È assurdo però che i due principali candidati al governo del paese debbano essere stati estratti a sorte per una sovrapposizione invece di poterci effettivamente incontrare – ha detto il Cav -. Ma è la legge che lo impedisce».
BERLUSCONI – Oltre a quello dei giovani e del lavoro («Non avverto l’allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù. Bisogna partire dalla scuola e dalla ricerca»), il leader del Pdl ha toccato diversi temi caldi della campagna elettorale. Come le pensioni: «Adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese e far sì che chi assiste un familiare non autosufficiente di andare in pensione cinque anni in anticipo». Alitalia: «Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera». Sì all’accordo con Air France solo se ci sarà «un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni».
MODERATI – Poi i contenuti più strettamente politici, con un messaggio esplicito all’Udc e ai moderati. «Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate» ha detto Berlusconi rivolgendosi al partito di Casini. E poi: «Mi auguro che anche quei moderati che non hanno aderito al progetto del Popolo della Libertà per convenienza o per egoismo dei propri leader, si uniscano a noi per dare all’Italia un grande partito dei moderati». Le prospettive post-elezioni sono più ottimiste rispetto a quelle espresse poche ore prima («Questa legge elettorale non rende sicura al Senato una larga maggioranza»): «Non ho dubbi che avremo la maggioranza al Senato».
VELTRONI – Poi tocca al leader del Pd, che dopo aver risposto per le rime («Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese»), ha sottolineato la necessità per l’Italia di «tornare a crescere». «La prima cosa che si deve fare – aggiunge – è un intervento sui prezzi, sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento, le risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito».
RENDITE – «Non intendiamo aumentare la tassazione delle rendite finanziarie – ha poi aggiunto Veltroni -. Dovremmo invece fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sullo stock option». «Tempi certi e semplicità: sono queste due parole chiave per noi» ha sintetizzato il leader del Pd. E parlando della criminalità organizzata: «Una delle condizione affinché questo Paese si rialzi è che il Sud si liberi da questi “succhiasangue”». Sull’Expo: «Milano è tutta l’Italia. Il Paese viene prima di tutto».
AVVERSARIO – Veltroni non cita mai l’avversario perché vuole «uscire fuori da questo quindicennio» e durante la trasmissione usa sempre la formula «il principale esponente dello schieramento avversario». «Non voglio fare una campagna elettorale di contrapposizione» spiega il leader del Pd, togliendosi però un sassolino dalla scarpa: «La smentita di oggi è una brutta smentita – dice, in merito allo Scontro tra Berlusconi e il Colle -. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta indietro». Dal canto suo il Cavaliere uscendo dagli studi ha ribadito che «non c’era nulla da chiarire». «Con questo presidente della Repubblica ho manifestato rispetto e stima e sono sicuro che ci sono gli stessi sentimenti da parte del capo dello Stato».
01 aprile 2008 Fonte: corriere.it
Berlusconi, Veltroni
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