Notizie dall'Inferno

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Homo berlusconensis

Quando si vuole mettere sul mercato un prodotto, soprattutto se si tratta di qualche cosa di innovativo , è necessario testarlo.
Non è affatto detto che quello che noi crediamo “buono” lo sia per davvero: a deciderlo sono i consumatori.
Dunque , tramite la somministrazione ad un campione di numerosità necessaria e sufficiente, magari localizzato entro un terrotorio geograficamente delimitato, verrà indagato il responso rispetto alle attese.
Se il campione dimostrerà un certo livello di gradimento, allora si passerà alla fase definitiva di lancio, con relativa campagna promozionale; se, invece il campione mostrerà delle “crepe” si decideranno le opportune modfiche o, nel peggiore dei casi, persino l’abbandono del prodotto.

Berlusconi, grande innovatore, ha deciso, assieme al suo staff Fininvest e Publitalia, di trasformare anche la politica in prodotto.
E perchè no? Anche la politica può essere qualche cosa che si consuma: “io te la propongo e tu la consumi; e mi paghi col voto e il consenso”

Berlusconi ama rivolgersi direttamente al “popolo” cioè a quella massa indistinta di cittadini che comprende tutto e il contrario di tutto.
Però, in realtà, sa bene che i suoi messaggi, i suoi programmi, non possono essere indistinti e non possono andare bene per tutti.
Dunque, la cosa che ha fatto nel momento in cui ha deciso di “scendere in campo” è stato quello di definire chi sia il “consumatore ideale” disposto a comprerare un prodotto che, in questo caso, coincide con la persona stessa di Berlusconi.

La popolazione comprende una moltitudine di uomini e donne ( unità statstiche) le quali hanno caratteristiche specifiche: (sesso, età, statura, peso, titolo di studio, residenza, fede religiosa ecc.)
Quando si pensa a un prodotto che sia vendibile al massimo, bisogna individuare il “target” di vendita.
Tutto si può vendere: dipende a chi e in quale modo.
Si può vendere dalla collana di smeraldi al lucido da scarpe; dall’abito griffato ai jeans made in China.
Si tratta solo di offrire il prodotto giusto al target giusto. Come? Beh, è il marketing che ce lo spiega.

Una classica semplificazione commerciale consiste nel suddividere la popolazione in cinque categorie:

Ricchezza e prestigio: a questa categoria appartengono le persone abbienti, con reddito elevato e consistente patrimonio. I consumi di queste persone non è ispirato dalla necessità, quanto nell’ostentazione di “status symbol” in grado di evidenziare il loro rango.
Spendere molto per un oggetto , per costoro può essere una forma di “civetteria” tale da suscitare ammirazione e invidia nella cerchia di amici e parenti del medesimo livello.
Di solito sono persone “laiche” che usano il doppio binario della rigida accettazione delle convenzioni sociali e un forte liberismo nei costumi propri.
Il loro orientamento politico è prevalentemente a destra, con qualche defezione “liberal” ( in questo caso sarà ostentata come tratto distintivo)

Bellezza e salute: a questa categoria appartengono persone che, pure no avendo un reddito elevato, amano apparire giobvani, belle, abbronzate. Non rinunciano al fitness, alla vacanza in località esotiche. Amano apparire dinamiche, ricche di relazioni sociali, “fashion”.
Tra questi vi è anche una componente “radical chic” per cui non è raro che la loro collocazione politica sia tra la “sinistra di opinione”

Casa e lavoro A questo gruppo appartengono persone di modesta cultura. Molti dei quali sono “self made man” Persone tutte “lavoro e famiglia”. Concedono poco al “tempo libero” allo svago. Amano circondarsi di oggetti costosi , come arrivare tra i primi ad acquistare l’ultimo modello di televisore al plasma, piuttosto che il cellulare costoso, il “fuoristrada”
Spendono pochissimo in libri, non vanno mai a teatro. Il loro gusto è di massa e decisamente improntato al consumismo.
La loro vita è improntata al perbenismo tipo “Dio, casa e famiglia”.
Hanno un pensiero conservatore, piuttosto chiuso in tema di diritti civili (gay, minoranze etniche, emancipazione femminile)
Per i figli preferiscono le scuole private.
Cercano di dimostrare in ogni modo il fatto che siano “arrivati”; fieri di essersi fatti “dal nulla”

Povertà atavica: Appartengono a questa categoria le persone prossime alla soglia di povertà ( un pò sopra, o un pò sotto) persone che fanno fatica ad arrivare alla “quarta settimana”.
I loro consumi sono frugali, essenziali; il discriminante è sempre il prezzo delle merci.
La loro è una vita di sacrifici, sempre sul filo del rasoio, per potere sbarcare il lunario.
Il loro orientamento politico è prevalentemente a sinistra.
Spesso mostrano una grande coscienza sociale, senso del dovere, della giustizia, dell’equità.

Povertà consumistica: a questa categoria appartengono persone di modesto reddito; spesso anche discontinuo.
Pure non potendoselo permettere non rinunciano a consumi che possano fare apparire loro meno disagiati di quanto lo siano nella realtà
E’ la categoria dell’acquisto “a rate” che si concretizza nell’indebitamento, pur di potere acquistare oggetti di “prestigio”, quali bella automobile, pelliccia, orologio d’oro ecc.
Questa categoria è molto lontana dalle letture, se non giornali sportivi o riviste “rosa”. E’ la categoria, che socialmente esprime la piu’ elevata propensione all’illecito , anche di rilevanza penale.
E’ molto influenzabile dai media e con netta propensione a dare credito a chi promette facili guadagni senza troppa fatica.

E’ da questi modelli che Berlusconi e il suo staff hanno scelto il target e perfezionato il “prodotto” da offrire.

Piu’ o meno come fa la Polizia quando costruisce un “identikit” ( prendendo un naso da tutti i nasi possibili, occhi, da tutti gli occhi possibili ecc.) così si è costruito il “consumatore ottimo” del Berlusconi pensiero e l’esercito dei suoi consumatori.

L’uomo ( e la donna) che ne sono venuti fuori hanno dei connotati rintracciabili, prevalentemente, nelle categorie ” casa e lavoro” e ” povertà consumistica”.
Infatti il “prodotto” politico berlusconiano è sempre stato visto con molto sospetto dalla categoria “povertà atavica” decisamente orientato a sinistra; e col “naso arricciato” dalla categoria “ricchezza e prestigio”

(Discussione aperta nel Forum Politico di Notizie dall’Inferno)

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mar
24
2009