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Fini “spiazza” tutti

Ha dell’incredibile. Gianfranco Fini, proprio lui, Presidente della Camera, dice quello che ci si aspetterebbe sentire da un socialista, non certo dal Presidente di AN. E lo dice proprio quando sembra che i suoi colonnelli (Alemanno, La Russa…) non riescono invece a smarcarsi da frange estremiste che approfittano della possibilità di “farsi vedere” potendo contare su un Governo sicuramente più accondiscendente di quelli che si sono visti in passato.

E’ di pochi giorni l’ultimo, eclatante gesto, visto in tutto il mondo, di un gruppo di estremisti di destra travestiti da ultras al seguito della nostra Nazionale.

E’ vero che Fini si era già espresso in maniera critica verso il fascismo dopo il 2 Giugno, quando i suoi due colonnelli non erano riusciti ad evitare una magra figura, tentando di sdoganare un immagine patriottica (a modo loro) dei caduti della RSI. Incassando, peraltro, il netto rifiuto a dichiararsi antifascista espressogli dai giovani di AN.

Ed è con questi presupposti che appare ancora più interessante l’uscita di Fini.

Che definisce chiaramente certi atti come “xenofobi e razzisti”, definendoli per quelli che sono: ignoranti.

E propone anche un’interessante novità nel panorama della politica internazionale, un cambio di visione strategica che potrebbe risultare vincente :

passare dalla quella che è la ricerca di una “posizione” (sempre in rincorsa) nei confronti dei paesi del nord Europa, a quella che potrebbe divenire una leadership se rivolta ai paesi del mediterraneo.

Come dire, cambiano campionato: forse è meglio primi nel secondo campionato che ultimi nel primo.

A parte gli scherzi, il concetto espresso da Fini contiene un aspetto importante, concreto, reale: l’accettazione degli immigrati come una realtà alla quale non è possibile opporsi, ma che anzi deve essere sfruttato, e non come fanno oggi gli imprenditori, ai quali ha parlato chiaro: siete degli sfruttatori.

Che sia per opportunismo o meno, l’idea che Fini propone non sembra poi così malvagia, anche alla luce della crisi che, inevitabilmente, arriverà a toccare l’economia reale.

Cosa ne penseranno i suoi alleati ? O forse Fini si prepara anche … al dopo ?

ROMA - Per favorire i processi di integrazione c’è la necessità di combattere “la tendenza all’isolamento da parte delle minoranze di stranieri” e “impedire il prodursi di fenomeni di razzismo e xenofobia che nel nostro paese tendono purtroppo ad aumentare per effetto di paura, ignoranza, degrado“. Lo sostiene il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo a un convegno organizzato dalla fondazione “Fare futuro”. Il presidente della Camera ha anche aggiunto: “C’è stata un po’ di accondiscendenza nei confronti di datori di lavoro che, lo dico in modo papale papale, a volte sono degli autentici sfruttatori degli immigrati“.

Il presidente di Montecitorio auspica quindi una “via italiana all’integrazione”, ma avverte che per realizzarla è indispensabile abbandonare gli schematismi ideologici e gli stereotipi, facendo leva su quella “identità mediterranea” che dà al nostro paese un patrimonio privilegiato di “universalità di valori”.

“Non è il formale rispetto delle regole, ma l’adesione ai principi comuni, l’indicazione di obiettivi comuni”. Evitando, avverte ancora Fini, il rischio che l’immigrato si chiuda in enclave autoreferenziali, in grado di “congelare lo straniero nella propria identità”, fermandone l’integrazione. Un aspetto quest’ultimo favorito purtroppo, secondo il presidente della Camera, anche dalla tendenza a “un multiculturalismo ingenuo e ideologico, che nasconde il retropensiero che la nostra cultura di paese ospitante sia per lo straniero un fattore di aggressione”.

(13 ottobre 2008) Fonte: repubblica.it


 
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