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Decreto sicurezza, via la norma sul patteggiamento

In precedenza critiche dell’opposizione e sospetti che Berlusconi potesse avvalersene nel caso Mills

MILANO – Nell’ultima bozza di decreto legge sul «pacchetto sicurezza» è stata tolta la contestata modifica al codice di procedura penale che avrebbe permesso a chi è imputato per reati commessi prima del dicembre 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi in modo di valutare se accedere al patteggiamento. L’ultima versione del decreto legge è così composta da 12 articoli e sarà ulteriormente sottoposta all’esame dei tecnici dei ministeri interessati (Interni, Giustizia, Esteri, Politiche Ue e Difesa) che si vedrannoper un altro pre-consiglio dei ministri. Secondo voci non confermate il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, era fortemente contrario alla norma.

LE POLEMICHE PRECEDENTI – Prima che questa norma venisse tolta, da parte di membri dell’opposizione tra i quali Anna Finocchiaro, si erano alzate dure critiche, in particolare sul sospetto che proprio il Presidente del Consiglio si potesse avvalere di questa possibilità. Nicolò Ghedini, deputato di Forza Italia e uno dei legali del Premier, aveva però replicato che «la norma che consente al difensore e all’imputato di chiedere la sospensione del processo per due mesial fine di valutare una eventuale richiesta di patteggiamento non riguarda l’onorevole Silvio Berlusconi che ha interesse ad essere assolto prima possibile».
David Mills (Ansa)
Il Corriere della Sera in edicola di martedì aveva messo in relazione la nuova norma con il processo in cui Berlusconi e David Mills rispondono di corruzione in atti giudiziari. «Non sta nè in cielo, nè in terra – aveva replicato Ghedini – che l’onorevole Berlusconi pensi di accedere al patteggiamento».

20 maggio 2008 Fonte: corriere.it


     

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