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	<title>Notizie dall'Inferno &#187; Cultura e Società</title>
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	<description>Notizie intrappolate nella rete</description>
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		<title>Fumo in auto: demagogia pura.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[divieto di fumo]]></category>

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Citazione
Demagogia è un termine di origine lingua greca (composto di demos, &#8220;popolo&#8221;, e agein, &#8220;condurre, trascinare&#8221;) che indica un comportamento politico incline ad assecondare le aspettative della gente, sulla base della percezione delle loro necessità, per ottenere consenso. Di frequente uso nel dizionario politico, con accezione dispregiativa indica il comportamento di colui che utilizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address id="msg_4257"> </address>
<div>
<div>Citazione</div>
<blockquote><p>Demagogia è un termine di origine lingua greca (composto di demos, &#8220;popolo&#8221;, e agein, &#8220;condurre, trascinare&#8221;) che indica un comportamento politico incline ad assecondare le aspettative della gente, sulla base della percezione delle loro necessità, per ottenere consenso. Di frequente uso nel dizionario politico, con accezione dispregiativa indica il comportamento di colui che utilizza frasi retoriche ed esprime promesse inconsistenti per accaparrarsi il favore dell&#8217;elettorato, facendo spesso leva su sentimenti irrazionali e bisogni latenti nel sociale, alimentando la paura o l&#8217;odio nei confronti del nemico o dell&#8217;avversario politico. In altri termini, la demagogia è l&#8217;attività del politico che, in vista del proprio favore, spinge il popolo a fare qualcosa contro il suo stesso interesse, sviando la percezione delle necessità reali e dei progetti possibili e non immaginari.</p>
<p>Platone e Aristotele indicavano la demagogia come una forma di governo che deriva dalla degenerazione della democrazia e che sarebbe preludio alla tirannide o all&#8217;anarchia.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Demagogia" target="_blank">Wiki</a></p></blockquote>
</div>
<div>
<p>Si sta cominciando a discutere su una proposta sul &#8220;vietare di fumare in auto&#8221;, perchè costituirebbe distrazione pericolosa.</p>
<p>Demagogia pura, non la si può definire altrimenti.<br />
Perchè è sì vero che fumare in auto può (può, non è automatico&#8230;) causare distrazioni pericolose, ma se il problema è &#8220;la distrazione causata da&#8230;&#8221;, allora andrebbero vietati TUTTI i comportamenti che la possono causare, è ovvio !</p>
<p>Si può in qualche modo asserire che è &#8220;solo&#8221; il fumare in auto a causare distrazione?<br />
O che questa causata distrazione sia la causa maggiore di incidenti?</p>
<p>Visto che si sta parlando del fumo in auto&#8230; direi che è proprio tutto &#8220;fumo negli occhi&#8221;.</p>
<p>Allora, il problema è la &#8220;distrazione causata da&#8230;&#8221;, questo è il problema, giusto?<br />
Benissimo, è encomiabile che un governo si preoccupi di questo, ma dovrebbe farlo nella maniera più organica e completa, se davvero lo vuole fare.<br />
Quindi, vanno eliminate TUTTE le cause di distrazione o di possibile distrazione.<br />
E pensando a questo, non possono NON venire in mente tanti altri atteggiamenti che causano distrazione.<br />
A parte l&#8217;uso dei telefonini, già vietato ma, com&#8217;è tipico in Italia, già passato nel dimenticatoio, come dimostrano tutti i filmati che abbiamo visto in televisione grazie a trasmissioni come &#8220;Striscia la Notizia&#8221; o &#8220;Le Jene&#8221;, ci sono tanti, tantissimi altri atteggiamenti che possono creare occasioni di distrazione.<br />
Basta pensare, ad esempio, all&#8217;uso dei navigatori satellitari: sarebbero da vietare immediatamente, visto che obbligano, oltretutto, a distogliere lo sguardo anche se per poco, dalla strada.<br />
E allora li vietiamo?<br />
Altro esempio: le chiacchiere&#8230;<br />
Se ricordiamo, su tutti gli autobus c&#8217;è il cartello &#8220;Vietato parlare al conducente&#8221;.<br />
Perchè? Per non provocare distrazione.<br />
Quante volte abbiamo visto gente che chiacchiera in auto? E che magari, proprio per questo, non si accorge del sopraggiungere di un&#8217;altra auto?<br />
A chi non è mai capitato di spostarsi di corsia in autostrada senza accorgersi del sopraggiungere di un&#8217;altra auto?</p>
<p>- Distrazione è anche cercare una nuova stazione radio.<br />
- Distrazione è cercare o cambiare il CD.<br />
- Distrazione è anche rispondere alla morosa, o ancora peggio litigarci&#8230;<br />
- Distrazione è maneggiare il computer di bordo dell&#8217;auto per vedere quanto si sta consumando, a che velocità stiamo andando.<br />
- Distrazione è &#8220;sbirciare&#8221; le gambe della signorina seduta di fianco&#8230;<br />
- Distrazione è&#8230;. tutto quello che distrae dall&#8217;esercizio stretto della guida.</p>
<p>Allora, se il problema è &#8220;la distrazione&#8221;, onestà vorrebbe che venissero vietati TUTTI quegli atteggiamenti che possono causare distrazione. TUTTI, non solo alcuni&#8230;</p>
<p>Non si può stare a guardare se uno ne causa più di un altro, perchè bisognerebbe averne la certezza, prima di farlo.</p>
<p>Questa proposta è puramente demagogica, vuole solo trovare un facile consenso, colpendo laddove già è in atto una limitazione, come nel caso dei fumatori.<br />
Si fa una proposta del genere perchè ci si vuole appoggiare al sentimento già diffuso (e giustissimo) di &#8220;rifiuto&#8221; del fumo.</p>
<p>Ma guarda caso, si lasciano aperti tanti altri &#8220;spiragli&#8221;.</p>
<p>No, signori miei, non è in questo modo che si risolvono i problemi.<br />
Se si vuole che la gente smetta di distrarsi, bisogna &#8220;educare&#8221; l&#8217;automobilista, non vietare una cosa invece di un&#8217;altra.</p>
<p>Altrimenti, che si vieti veramente TUTTO quello che può essere causa di distrazione, dalla sigaretta&#8230; alle donne.</p>
<p>Togliamo il sedile del passeggero di fianco all&#8217;autista, i passeggeri si siedano dietro, magari separati da un vetro insonorizzante.<br />
E si elimino tutti quegli accessori che forniscono comodità ma possono (possono) causare distrazione: telefoni, computer,m navigatori, autoradio, lettori CD.</p>
<p>Questo dovrebbe essere il giiusto atteggiamento se davvero lo si facesse con convinzione.</p>
<p>Lo scegliere &#8220;cosa&#8221; crea distrazione, è solo strumentale e dimostrazione di parzialità inaccettabile.</p>
<p>E&#8217; il solito esercizio di demagogia all&#8217;italiana.</p></div>
<hr /><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/demagogia-del-divieto-di-fumo/" target="_blank"><em>Discussione nel forum</em></a></p>
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		<item>
		<title>Internet e controllo: fine della libertà? Iran docet.</title>
		<link>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/internet-e-controllo-fine-della-liberta-iran-docet.html</link>
		<comments>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/internet-e-controllo-fine-della-liberta-iran-docet.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni stiamo assistendo alla tragedia in IRAN, dove il regime degli ayatollah contestato dalla opposizione e accusato di brogli elettorali sta reagendo contro le manifestazioni con una repressione feroce e violenta.
Tutto quello che abbiamo saputo fino ad oggi, lo abbiamo saputo solo grazie alla rete, ai vari sistemi di messaggistica personale o social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni stiamo assistendo alla tragedia in IRAN, dove il regime degli ayatollah contestato dalla opposizione e accusato di brogli elettorali sta reagendo contro le manifestazioni con una repressione feroce e violenta.</p>
<p>Tutto quello che abbiamo saputo fino ad oggi, lo abbiamo saputo solo grazie alla rete, ai vari sistemi di messaggistica personale o social network che utilizzati dai giovani hanno permesso al mondo intero di sapere e &#8220;vedere&#8221; quelloo che sta succedendo in quel martoriato paese.</p>
<p>E&#8217; stata la più grande dimostrazione di quanto la rete possa essere utile anche in questi casi, sfuggendo al controllo centrale e diffondendo in tempo reale notizie, filmati, foto e testimonianze.</p>
<p>Ma &#8230; il regime sta riuscendo nel suo intento di bloccare il flusso delle informazioni.</p>
<p>Come? Con il controllo a livello dello Stato, come viene spiegato in <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/iran-5/oscuramento-web/oscuramento-web.html" target="_blank">questo articolo</a>:</p>
<blockquote><p>Nelle manifestazioni del &#8216;68 c&#8217;era la psicosi dell&#8217;&#8221;agente in borghese che fotografava&#8221;. Al G8 di Genova si temette che vi fossero dei provocatori che alimentavano la violenza. Sono attività che possono essere svolte anche sulla rete, si possono mandare messaggi fiammeggianti e linkare un sito che è in realtà della polizia e che registra gli indirizzi IP (la targa) di tutti coloro che lo visitano. I video di youtube e le foto di flickr possono essere viste e &#8220;scaricate&#8221; sia dalla polizia che dagli amici e in seguito analizzati, anche se &#8220;pixelati&#8221; per prudenza. La rete è di tutti, dei &#8220;buoni&#8221; e dei &#8220;cattivi&#8221;, e così la tecnologia.</p>
<p>Si possono incrociare i messaggi con i tabulati degli sms e dei video spediti dai telefoni. Si può sottoporre ad esame &#8211; grazie a software specifici &#8211; il flusso dei messaggi inviati ai server di twitter. Nei giorni scorsi il Wall Street Journal ha denunciato la vendita di tecnologie occidentali ed in particolare europee alla polizia iraniana. Servono per registrare ed analizzare tutto ciò che si fa sulla rete e ad individuarne i responsabili.</p>
<p>In particolare c&#8217;è una sigla che merita attenzione. Si chiama DPI. La Deep Packet Inspection.</p>
<p>La DPI può analizzare i contenuti delle comunicazioni internet. E può arrivare a &#8220;capire&#8221; quale tipo di attività gli utenti stanno svolgendo. Può anche cercare &#8211; sono sempre compiti che si affidano ai computer &#8211; dentro il traffico internet alcune parole chiave che siano state predeterminate da chi usa il software. Lo fa come facevano i postini ficcanaso di una volta: intercetta la &#8220;busta&#8221; , la apre, la fruga e poi la richiude e la fa proseguire per la sua strada, come se tutto fosse a posto.</p>
<p><strong>Lo stato iraniano ha acquistato questo programma nel 2008</strong>.</p></blockquote>
<p>Quindi, lo Stato Iraniano si è attrezzato con tecnologie occidentali.</p>
<p>Ergo, queste tecnologie sono già in uso in occidente, solo .. non sono ancora (ancora) emerse in maniera palese perchè da noi non ci sono situazioni a quel livello.</p>
<p>Ma le abbiamo sviluppate noi occidentali, è per quale motivo se non per controllare la rete?</p>
<p>E qui si innesta il discorso sul &#8220;controllo della rete&#8221;, da tanti invocato come &#8220;soluzione necessaria&#8221; per combattere fenomeni come il terrorismo.</p>
<p>Di fronte a questa evenienza, combattere il terrorismo, credo che nessuno possa negare l&#8217;utilità di questi strumenti, ma c&#8217;è qualcosa che &#8220;cozza&#8221; con il concetto di &#8220;libertà di espressione&#8221; e di &#8220;diritto della privacy&#8221;.</p>
<p>Perchè è vero che permette di controllare, ma <strong>come </strong>viene utilizzata?</p>
<p>Chi ci garantisce che non venga utilizzata &#8220;in generale&#8221; per controllare tutto e tutti?</p>
<p>Perchè è ovvio che se voglio controllare &#8220;qualcuno&#8221; in particolare, esistono tanti modi per farlo, in maniera precisa.</p>
<p>Ma questa tecnologia sembra più volta ad un &#8220;ascolto&#8221; generalizzato della rete al fine di trovare eventuali messaggi terroristici o similari.</p>
<p>Quindi, ecco riproporsi l&#8217;annoso problema: <em><strong>quis custodiet custodes?</strong> (chi controlla il controllore?)</em></p>
<p>Nel film &#8220;Watchmen&#8221;, ambientato negli USA della Guerra Fredda, gira tutto intorno a questo dubbio: <strong>fino a dove ci si può spingere in nome della â€œsicurezza?</strong></p>
<p>A molti questo sembra un problema da poco<strong>, </strong>o comunque un problema che riguarda altri.</p>
<p>Ma è esattamente lo stesso dubbio che ci dovremmo porre ogni volta che si sente parlare di &#8220;controllare&#8221;. E&#8217; lo stesso dubbio che ci si dovrebbe porre quando si pensa alle intercettazioni telefoniche.</p>
<p>Ecco, in questo caso, in Italia, abbiamo permesso il &#8220;blocco delle intercettazioni&#8221; perchè, a detta di tanti, non è giusto che &#8220;ci ascoltino&#8221;.</p>
<p>Perfetto, e riguardo ad Internet? Non vale lo stesso discorso?</p>
<p>Eppure, anche in Italia si è sentito parlare di &#8220;necessità di controllare la rete&#8221; per bloccare la diffusione di filmati, foto e quant&#8217;altro.</p>
<p>Un caso lampante in questo senso è senz&#8217;altro la &#8220;bufera&#8221; che si è scatenata intorno alle gesta erotiche del nostro Presidente del Consiglio. La stessa persona che ha voluto il blocco delle intercettazioni, in nome della privacy, è il proprietario di Mediaset, società che ha denunciato Youtube per aver diffuso filmati che erano imbarazzanti per lo stesso Premier.</p>
<p>Curioso, non vi pare?</p>
<p>A cosa può portare questo tipo di &#8220;dicotomia&#8221; nelle considerazioni di legittimità? Al fatto che &#8230; ognuno si fa le regole a modo suo. Ovvero, si mette in discussione il generale diritto alla libera espressione.</p>
<p>Quali effetti portanno avere questi ambigui comportamenti?</p>
<p>Alcuni effetti si possono già vedere anche nelle discussioni che avvengono, ad esempio, nei forum. Quando qualcuno scrive qualcosa di &#8220;scomodo&#8221;, spesso e volentieri (chi ha frequentato forum o lo fa tutt&#8217;ora ne è testimone), c&#8217;è qualcuno che invoca, <span style="text-decoration: underline;">spesso a sproposito</span>, la diffamazione, la &#8220;non possibilità&#8221; di citare fonti se non in possesso di autorizzazioni scritte e quant&#8217;altro sia possibile, <span style="text-decoration: underline;">al solo fine di censurare</span> il tutto.</p>
<p>Ovvero, invece che ragionare del contenuto, si passa immediatamente alla censura del messaggio.</p>
<p>Questo viene permesso da una libera interpretazione della Legge, che evidentemente risulta carente o poco chiara. E&#8217; grazie a questi buchi legislativi che certi comportamenti possono passare senza possibilità di risposta da parte di chi si trova a subirli. Come posso contestare qualcosa se per primo il Premier diventa esempio quando arriva a dire che bisognerebbe bloccare la diffusione, evitare le interecettazioni, limitare la possibilità di diffusione?</p>
<p>E&#8217; ovvio che chi si trova allineato a questo pensiero, si senta legittimato a riproporlo nel proprio orticello.</p>
<p>Il controllo&#8230; la paura di perderlo, la paura di vedere circolare notizie che per qualcuno sono scomode, tutto questo si nasconde dietro la presunta &#8220;esigenza di controllare per prevenire&#8221;.</p>
<p>Ovvvero, <strong>per prevenire&#8230; te lo impedico</strong> e così siamo a posto! Perfetto!</p>
<p>Altro problema che si riversa nel quotidiano è <strong>CHI </strong>deve giudicare.</p>
<p>Chi è il controllore? Nessuno lo sa.. quindi ognuno si arrangia a modo proprio, lasciando campo aperto alla improvvisazione, all&#8217;arbitrio puro.</p>
<p>Perciò, a casa mia sono io che decido chi, cosa e come si può o non può. E se quello che decido io, che in termini di &#8220;privato&#8221; potrebbe anche starci, va a cozzare con le libertà garantite dalla Costituzione?</p>
<p>Torno all&#8217;esempio dei forum: se anche è vero che un forum è una &#8220;area privata&#8221;, nel senso che è creata e gestita da un privato, è altresì vero che è comunque una &#8220;zona pubblica&#8221;. Può un gestore di un forum limitare la mia libertà di espressione? In base a cosa? Alla sua <span style="text-decoration: underline;">personale interpretazione</span> della legge ?</p>
<p>Certo la Legislazione vigente ha creato ancora più confusione, volendo mettere pezze ai buchi e generando altri buchi.</p>
<p>La legge stabilisce che io sono libero di scrivere quello che voglio in quanto &#8220;<strong>sotto la mia personale responsabilità</strong>&#8220;.</p>
<p>Quindi, se io scrivo qualcosa di scomodo, sono io che ne rispondo &#8220;in prima persona&#8221;, nessun&#8217;altro dovrebbe esserne ritenuto responsabile. Dovrebbe&#8230; condizionale.</p>
<p>Invece, essendo difficile o comunque laborioso andare a ricercare il singolo, si è trovato più semplice &#8220;accomunare&#8221; nella responsabilità anche chi ospita lo scritto, perchè diventa più facile bloccarlo. Tutto qui, solo per comodità e rapidità di&#8230; controllo e limitazione.</p>
<p>E si dà in mano ai singoli la possibilità di ergersi a giudice del mio scritto, in questo modo un gestore può impedirmi di scrivere qualcosa perchè &#8220;anche lui ne è responsabile&#8221;.</p>
<p>Ma non è questo che dice la Legge. Il responsabile dello scritto sono io, ma si è riusciti a corresponsabilizzare l&#8217;ospite per facilitare il controllo, per facilitare la lilmitazione, per generare &#8220;la paura&#8221; della ritorsione. E&#8217; in questa direzione che vanno le limitazioni che vengono imposte ai provider: si obbligano questi (che non c&#8217;entrano nulla con quello che IO scrivo) a bloccare i contenuti, pena &#8230; una corresponsabilità che non trova nessuna giiustificazione legale, se non forzata.. e di molto.</p>
<p>In Francia ci stanno già lavorando&#8230; e il nostro Premier si dice &#8220;ammirato&#8221; dal suo omologo francese (stessa &#8230; statura), lo fanno per evitare il fenomeno della pirateria, dicono.</p>
<p>Ma intanto, mettono in piedi un sistema di controllo e limitazione.</p>
<p>Dove si fermeranno? E domani, chi ci assicura che quello che oggi è ancora consentito per una qualche motivo non diverrà limitato?</p>
<p>Certo, non siamo ancora nella situazione dell&#8217;Iran e probabilmente non ci arriveremo mai, ma già oggi, anche da noi, assistiamo a questi &#8220;picconamenti&#8221; della libetà di espressione e sentiamo da più parti invocare &#8220;il controllo&#8221;.</p>
<p>Non siamo l&#8217;IRAN&#8230; ma ci stanno limitando comunque, silenzionsamente, in maniera meno evidente, ma lo stanno facendo.</p>
<p>In maniera più subdola, passando attraverso le nostre paure o addirittura inducendoci ad averne.</p>
<p>E tanti piccoli censori&#8230; ne stanno già approfittando.</p>
<p>Molto più facile censurare che dibattere ed affrontare le questioni spinose, soprattutto quando si ha.. il &#8220;didietro&#8221; sporco.</p>
<h4><em><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/internet-e-controllo-fine-della-liberta-iran-docet/" target="_blank">Discussione aperta anche nel Forum</a></em></h4>
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		<title>Berlusconi: il Premier nei guai per il sesso.</title>
		<link>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/berlusconi-il-premier-nei-guai-per-il-sesso.html</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 13:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Oramai siamo vicini al collasso, i guai di Berlusconi si stanno moltiplicando, stanno travolgendo tutta la sua coalizione che nel tentativo di proteggerlo (da sè stesso..) fa i salti mortali, con il risultato di creare ancora più problemi.
Il minimo comune denominatore dei guai di Silvio è comunque sempre il solito: il sesso, con giovani donne.
Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai siamo vicini al collasso, i guai di Berlusconi si stanno moltiplicando, stanno travolgendo tutta la sua coalizione che nel tentativo di proteggerlo (da sè stesso..) fa i salti mortali, con il risultato di creare ancora più problemi.</p>
<p>Il minimo comune denominatore dei guai di Silvio è comunque sempre il solito: <strong>il sesso</strong>, con giovani donne.</p>
<p>Di per sè, non ci sarebbe forse neanche di che scandalizzarsi, nel privato ognuno è libero di fare quello che vuole.<br />
Il problema di Berlusconi, è che le libertà che si prende nel suo privato, coinvolgono tutti noi.<br />
Per diversi motivi.<br />
Primo fra tutti il fatto che essendo lui Capo del nostro Governo, purtroppo per noi <strong>ci rappresenta</strong> in giro per il mondo.<br />
E l&#8217;immagine che sta dando dell&#8217;Italia, non è certo delle migliori, basta dare un&#8217;occhiata (se ne si ha il coraggio) alla <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/siti-esteri/1.html" target="_blank">stampa mondiale</a>: tutti oggi parlano dei nuovi guai legati ai suoi festini.<br />
Altra considerazione che entra in gioco, è l&#8217;uso ed abuso delle risorse dello Stato per &#8220;attrezzare&#8221; tali feste, siano state esse nella sua villa in Sardegna, siano quelle tenute a Palazzo Grazioli, sua residenza romana.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/parla-gino/parla-gino.html?ref=search" target="_blank">Dall&#8217;affare Noemi</a> a quest&#8217;ultima <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-8/berlusconi-stampa/berlusconi-stampa.html" target="_blank">inchiesta barese</a>, è stato un &#8220;tripudio&#8221; di feste, festini e baccanali, il tutto avvenuto sfruttando le risorse che, approfittando della sua carica, utilizza.<br />
Dagli aerei di Stato per &#8220;portarsi dietro&#8221; gli ospiti (se così li vogliamo chiamare, il menestrello e le ballerine..), ai servizi di Stato che vanno a &#8220;controllare e bonificare&#8221; il ristorante dove avviene la festa di Noemi, passando per l&#8217;ovvio ustilizzo di auto blu per accompagnare le ospiti, per arrivare alle <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/6509014" target="_blank">ultime foto</a> in cui si vede una pilotina dei Carabinieri fare la scorta a&#8230; a chi ? Alle ragazze che arrivano nella sua villa sarda.<br />
Su questo, vale la pena di spendere una parola in più: se per gli aerei di Stato si è difeso sostenendo che c&#8217;era sempre qualcuno autorizzato al volo e che gli altri erano ospiti, in questo caso si vede benissimo che c&#8217;erano solo e soltanto le ragazze.<br />
Pertanto, perchè la scorta ?</p>
<p>La difesa di berlusconi è la solita: ce l&#8217;hanno tutti con me, perchè sono invidiosi, <span style="text-decoration: underline;">è un complotto politico</span>.</p>
<p>Difesa molto, molto debole.</p>
<p>Anche perchè è lui stesso con le sue dichiarazioni che si mette nei guai.<br />
Come con l&#8217;inizio della storia su Noemi, è stato lui stesso, nella fretta di giustificarsi, a mentire e smentirsi da solo, finendo per dichiarare il falso più volte, falsità che diventa evidente alla prova dei fatti e delle sue stesse dichiarazioni: &#8220;l&#8217;ho sempre incontrata con i suoi genitori&#8221;, e poi vengono fuori le foto che lo smentiscono, e lui cambia versione.<br />
&#8220;Suo padre era l&#8217;autista di Craxi&#8221;, e non è vero per nulla; &#8220;l&#8217;ho conosciuta anni fa&#8221;.. e poi arriva il fidanzato di lei che smonta tutto, &#8220;..sono stato invitato all&#8217;ultimo momento..:&#8221; ed invece i servizi di sicurezza erano già passati settimane prima a controllare il posto e tutti sapevano che sarebbe arrivato&#8230; e via di questo passo.</p>
<p>I suoi difensori non riescono a faer niente di meglio che gridare istericamente al complotto, mentre è evidente oramai a tutti che non c&#8217;è nessun complotto, c&#8217;è solo una patetica figura da anziano affetto da priapismo senile che per colpa della sua arroganza si è messo nei guai da solo.<br />
E continua ad affossarsi sempre più, non spiegando LUI come stiano le cose, fornendo qualche spiegazione, quale esse siano.</p>
<p>Perfino Ghedini, il suo avvocato, non riesce a trovare niente di meglio da dire che: Berlusconi non ha pagato, è solo &#8220;l&#8217;utilizzatore finale&#8221;.</p>
<p>Da uno come lui, ci si aspettava qualcosa di meglio, ma dà anche l&#8217;idea delle difficoltà in cui anche un professionista del &#8220;Ice-Climbing Estremo&#8221; come lui si trova.</p>
<p>Intanto, restano ancora aperte le &#8220;famigerate&#8221; Dieci Domande di Repubblica, alle quali non ha mai dato una risposta.</p>
<p>Ieri sera ho assistito ad un intervento di Floris, il conduttore di Ballarò, il quale ha detto una cosa semplicissima quanto sacrosanta:</p>
<blockquote><p>- Se il Premier ha delle spiegazioni da dare,<strong> che le dia</strong>, così sapremo come stanno le cose. Ma se non lo fa, i giornali sono più che autorizzati a fare domande,<strong> e i lettori a pensare che non sappia COME spiegare il tutto</strong>.</p></blockquote>
<p>La stampa&#8230; e cosa fa la stampa italiana? Tace, oramai asservita, genuflessa al potere.<br />
L&#8217;unico giornale che dal primo momento ha &#8220;assediato&#8221; Berlusconi è Repubblica, lasciata sola da tutti le altre testate.</p>
<p>Il direttore de &#8220;ilGiornale&#8221; (di casa Berlusconi), in un editoriale cerca di far passare il tutto come &#8220;violazione della vita privata&#8221;.<br />
Davvero patetica la difesa di questo &#8220;giornalista&#8221; (chiedo scusa ai veri giornalisti&#8230; ma ha una tessera che lo qualifica come tale..), perchè, ligio al copione definito come UNICA possibilità, dimentica una cosa: la posizione occupata da questo vecchietto con manie di grandezza (e di altezza).</p>
<p>Peccato che proprio lui, il glabro giornalista si era prodigato non tanto tempo fa a fornire un&#8217;immagine di Berlusconi &#8220;casa e famiglia&#8221;, con un&#8217;intervista esclusiva al Premier, tutta incentrata sulla sua ritrovata serenità familiare:</p>
<blockquote><p>- Ci lasci un&#8217;ultima domanda più lieve. Le ultime foto l&#8217;hanno mostrata in Sardegna e a Portofino con sua moglie Veronica. <strong>Noi abbiamo titolato &#8220;la bella estate di Silvio&#8221;: è tornato il sereno</strong>. Come trascorrerà il Ferragosto?<br />
&#8220;<strong>In famiglia appunto.</strong> Con la serenità che mi deriva dalla consapevolezza di aver utilizzato al meglio in questi primi cento giorni di governo la responsabilità che mi hanno affidato gli italiani&#8221;.<br />
(dall&#8217;intervista di Mario Giordano a Silvio Berlusconi, Il Giornale, 15 agosto 2008).</p></blockquote>
<p>Alla luce dei fatti di oggi, con un divorzio in arrivo, la si potrebbe definire una bella &#8220;gufata&#8221;.</p>
<p>Ecco, la stampa, i media&#8230; sono loro i &#8220;manganelli mediatici&#8221; di cui parla Giordano ?</p>
<p>Peccato che sia esattamente l&#8217;opposto come abbiamo potuto constatare tutti ieri.<br />
Ieri, giornata in cui sono uscite le notizie della nuova inchiesta barese, i principali telegiornali, anche quelli delle reti di Stato, oltre quelli di casa Padronale Mediaset, <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-8/dipo/dipo.html" target="_blank">hanno nascosto la notizia</a>, non ritendo opportuno passarla.</p>
<p>Di questo, se ne sono accorti tutti, &#8220;ALL THE WORLD&#8221; al punto che oggi i Verdi Olandesi:</p>
<blockquote><p>Singolare iniziativa del partito olandese dei Verdi, il Groenlinks, che nei prossimi giorni avvierà una procedura di denuncia contro SIlvio Berlusconi perchè impedisce che l&#8217;Italia abbia libertà di stampa. Sotto accusa, il controllo esercitato su tutto il sistema televisivo italiano, nella doppia veste di proprietario di Mediaset e di Presidente del Consiglio. Ma anche il fatto che negli ultimi tempi viene impedito a giornali o giornalisti, che sono stati critici nei suoi confronti, di accedere alle conferenze stampa che Berlusconi tiene. &#8220;Se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con lâ€™Italia&#8221; ha detto la capolista dei Groenliks, Judith Sargentini.<br />
<a href="http://www.julienews.it/notizia/dal-mondo/olanda-i-verdi-denunciano-berlusconi-perche-limita-la-liberta-di-stampa/28815_dal-mondo_1_1.html" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Alla fine di tutto questo, il quadro è davvero desolante:</p>
<p>Berlusconi <strong>non vuole, non può o non sa</strong> spiegare niente, nonostante più volte abbia detto (a parole..) che lo avrebbe fatto, sia parlando con la televisionie Francese, sia con la CNN.<br />
Si era anche spinto a dire che avrebbe riferito in Parlamento&#8230; cosa mai avvenuta.</p>
<p>Ecco, questo è il punto: un Presidente del Consiglio imbarazzato dai suoi stessi comportamenti, accerchiato dal mondo intero che chiede spiegazioni, perfino la CEI, la conferenza episcopale, <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-8/avvenire-al-premier/avvenire-al-premier.html" target="_blank">che dice</a>:</p>
<blockquote><p>ROMA &#8211; &#8220;<strong>Deve rispondere all&#8217;opinione pubblica</strong>&#8220;. Il giornale dei vescovi chiede a Berlusconi parole chiare sulle vicende delle feste con ragazze a pagamento a Palazzo Grazioli. Lo fa con un editoriale firmato da Gianfranco Marcelli, in cui si parla senza mezzi termini di &#8220;un clima di smarrimento&#8221;.</p></blockquote>
<p>E poco valgono le difese &#8220;in nome della privacy&#8221;: <span style="text-decoration: underline;">un Capo di Governo DEVE essere presentabile</span>, specchiato.<br />
Non è ammissibile che sia anche minimamente sospettato di tutto questo.<br />
Perlomeno è quello che pensano IN TUTTO IL RESTO DEL MONDO.</p>
<p>Tranne che in Italia.</p>
<p>Con quale faccia &#8220;ci rappresenterà&#8221; al prossimo G8 che si terrà proprio qui da noi, e per di più all&#8217;Aquila ?</p>
<p>Basterebbe poco, basterebbe dare qualche spiegazione.<br />
La domanda è semplice: perchè non lo fa ?<br />
La risposta altrettanto semplice è: <strong>perchè non può farlo senza confermare</strong>.</p>
<p>Tana per Silvio.<br />
<!--upnews--></p>
<hr />
<a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/berlusconi-il-premier-nei-guai-per-il-sesso/" target="_blank">Discussione nel Forum</a></p>
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		<title>L&#8217;Italia che ignora</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera ero a casa di amici, si chiacchierava delle prossime elezioni.
Normale, nei giorni precedenti un&#8217;elezione. Quello che ho trovato non-normale, per un paese che dovrebbe essere tra i più avanzati al mondo (questa è tutta da ridere) è stato verificare come in realtà gli ItaGliani non sappiano nulla, ma proprio nulla di tutto quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera ero a casa di amici, si chiacchierava delle prossime elezioni.<br />
Normale, nei giorni precedenti un&#8217;elezione. Quello che ho trovato non-normale, per un paese che dovrebbe essere tra i più avanzati al mondo (questa è tutta da ridere) è stato verificare come in realtà gli Ita<strong>G</strong>liani non sappiano nulla, ma proprio nulla di tutto quello che sta succedendo.<br />
I miei amici sono persone normalissime, di cultura normale, lavorano, un figlio, in poche parole la classica famiglia standard.<br />
Eppure, non sapevano nulla di quello che la stampa inetrnazionale sta dicendo di noi, del nostro Premier, delle sue vicissitudini, delle fotografie sequestrate, delle oramai internazionalmente famose &#8220;dieci domande di Repubblica&#8221;.</p>
<p>Mi sono chieso come facessero a non saperlo, ma ci ho messo poco a capirlo: mi è bastato vedere personalmente cosa dicevano ieri l&#8217;altro <strong>tre</strong> telegiornali &#8220;nazionali&#8221;, TG1, TG3, e TG5.<br />
Il nulla assoluto, una censura su ogni notizia che invece ogni internauta conosce oramai benissimo.</p>
<p>Nessun accenno, neppure il più piccolo, a tutta la &#8220;querelle&#8221; internazionale che ci riguarda. Niente.</p>
<p>Perchè anche i miei amici, come la quasi totalità degli Italiani, non legge quotidiani, ma guarda solo velocemente i telegiornali, pressati come sono dai problemi del vivere giornaliero.</p>
<p>La stessa prova l&#8217;ho fatta con altri amici, professionisti invece che impiegati, per verificare non fosse un problema di &#8220;cultura&#8221;.<br />
Il risultato è stato identico.<br />
Quale il minimo comune denominatore? Non utilizzano internet per documentarsi, anzi&#8230; non ci pensano neanche perchè tanto l&#8217;informazione <strong>la dà la televisione</strong>.</p>
<p>Ecco il &#8220;focus&#8221; del nostro problema: <strong>l&#8217;informazione</strong> (agli Italiani) <strong>la dà la televisione.</strong><br />
Perchè specifico &#8220;agli Italiani&#8221;? Perchè com&#8217;è oramai arcinoto, siamo un popolo che non legge.<br />
Troppa fatica, troppo tempo da dedicare, meglio &#8220;farsi servire&#8221; le notizie mentre si è seduti a tavola.</p>
<p>Del resto, è sempre stato così, e di fondo non ci sarebbe niente di male se&#8230; se non fossimo in Italia.<br />
Perchè in ogni paese civile e democratico, è normale che i giornalisti, pur rispettando &#8220;l&#8217;editore&#8221; e la linea editoriale del giornale in cui scrivono, facciano il loro mestiere, ovvero quello di fare informazione, dare notizie, cercarle queste notizie e quando le trovano, seguirle.</p>
<p>Cosa che invece qui in Italia non è più, com&#8217;è oramai evidente a chi può fare un confronto con i media esteri.</p>
<p>Abbiamo un &#8220;garante&#8221; inutile, inutile perchè completamente inascoltato.<br />
Il suo unico scopo è quello di giustificare il proprio compenso, che ovviamente paghiamo noi.<br />
Tanto&#8230; chi lo ascolta ? E cosa può fare oltre al fare note di biasimo inutili e oltretutto ridicole? Niente.</p>
<p>Tutti i media Italiani, a parte Repubblica, stanno ignorando quello che sta succedendo intorno a noi.<br />
E&#8217; singolare e sintomatico che gli unici che si preoccupano per questa anomalia siano i media esteri, quelli inglesi in primis.<br />
Nessun giornale italiano, compresi quelli che <strong>non</strong> sono nella sfera di influenza diretta del Premier, ha detto nulla quando Berlusconi ha attaccato la libertà di stampa.<br />
Come mai? Come può un giornale, un giornalista non dire nulla quando viene attaccata la libertà d&#8217;informazione?<br />
Come <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-5/replica-times/replica-times.html" target="_blank">ha scritto un giornale inglese</a>, un &#8220;giornaletto&#8221; come il &#8220;<strong>Times</strong>&#8220;:</p>
<blockquote><p>&#8220;Penso che Repubblica stia facendo un lavoro magnifico. Ed è piuttosto sorprendente, <strong>per un osservatore straniero</strong>, che vi siano così <strong>scarse critiche di Berlusconi, sugli altri media italiani</strong>. Naturalmente la ragione è nota: Berlusconi controlla o almeno influenza, direttamente o indirettamente, gran parte dei media italiani, a cominciare dalle tv. <strong>Ma è un triste spettacolo, per un giornalista libero, assistere a un tale servilismo verso il potere da parte di altri giornalisti</strong>&#8220;.<br />
&#8230;.<br />
&#8220;Se si sospettasse che il primo ministro ha una relazione con una 18enne a cui promette dei favori, e sua moglie affermasse che va con minorenni, e il premier in questione fornisse di continuo versioni contraddittorie sull&#8217;accaduto, <strong>tutti i media nazionali gli starebbero addosso 24 ore su 24. Dovrebbe dimettersi nel giro di settimane</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Ovviamente, questi del Times sono comunisti, ispirati dalla sinstra Italiana, ha detto Berlusconi.<br />
E questa, all&#8217;estero, ha fatto molto sorridere&#8230; infatti :</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>Un&#8217;accusa insensata, ridicola</strong>. Sostenere che c&#8217;è una cospirazione, dietro i nostri articoli, <strong>è infantile</strong>. Una cospirazione della sinistra italiana, poi: e come farebbe, la sinistra italiana, a far scrivere quel che vuole al <em>Times</em> di Londra? Noi non scriviamo per fare piaceri a questo o a quello. Scriviamo quando vediamo una notizia. <strong>E il premier dei uno dei maggiori paesi d&#8217;Europa, membro della Nato, presidente di turno del G8, che si mette nei guai con le donne e poi dice cose chiaramente non vere su com&#8217;è andata, è una notizia, la che vedrebbe anche un cieco</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>La vedrebbe anche un cieco&#8230; purchè NON Italiano.</p>
<p>Siamo oramai lo zimbello del mondo&#8230; l&#8217;unica cosa positiva è &#8230; che non lo sappiamo ma preferiamo stare a sentire chi ci dice che siamo un potenza mondiale, che siamo un popolo di geni, che siamo quelli che la crisi la sentiranno di meno&#8230;</p>
<p>Molto più facile sognare, che confrontarsi con la dura realtà.<br />
La realtà di un paese oramai &#8220;intontito&#8221; dalle fesserie che ci vengono propinate dai media controllati dal Premier, un paese in cui nessuno si documenta, nessuno vuole in realtà sapere come stanno le cose.<br />
Perchè in fondo, lo sappiamo tutti benissimo come siamo messi, chi è Silvio.<br />
Ma ci va bene lo stesso.</p>
<p>Come dice il settimanale <strong>STERN</strong>, in un&#8217;articolo (<a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-5/stampa-estera-3giugno/stampa-estera-3giugno.html" target="_blank">citazione di Repubblica</a>) proprio sulla questione:</p>
<blockquote><p>Il settimanale, a proposito della storia di Noemi e dei suoi contatti col premier, parla di una &#8220;soap opera&#8221;. In questo inizio d&#8217;estate in italia &#8220;in alcuni giorni uno non sa se si trova all&#8217;interno di uno show pomeridiano di canale 5 o nella vita reale. La soap va avanti 24 ore su 24, su tutti i canali, su tutti i giornali. Se la saga di Noemi fosse successa in un altro paese sarebbe finita da un pezzo, <strong>il premier si sarebbe dovuto dimettere dopo la prima affermazione che si fosse rivelata falsa</strong>&#8220;, scrive il settimanale, che aggiunge: &#8220;<strong>Dimissioni?</strong> per niente (in italiano nel testo, ndr),<strong> non in Italia</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Un altro commentatore straniero ha detto: &#8220;&#8230; la metà degli Italiani vota Silvio, l&#8217;altra metà vorebbe esserlo&#8230;&#8221;.<br />
Questo è quanto, è il &#8220;come&#8221; siamo visti all&#8217;estero.</p>
<p>Ma tutto questo gli Italiani medi non lo sanno&#8230; sanno solo chi è il nuovo tronista o la nuova velina (a proposito, l&#8217;ultima &#8220;promossa&#8221; da Silvio è stata la Marcegaglia, tanto per dire qual&#8217;è il rispetto di Berlusconi per le donne..).</p>
<p>Non lo sanno perchè non leggono, neanche su internet, troppa fatica.<br />
Troppa fatica e troppa verità, meglio ignorare, mettere la testa nella sabbia e cercare la soluzione all&#8217;italiana: la lotteria o la grazia di un Santo.</p>
<p>Perchè il problema vero, in Italia, NON è Berlusconi.</p>
<p>Il vero problema dell&#8217;Italia sono gli Italiani.</p>
<p>Ignoranti, buffoni come il loro premier, invidiosi, menefreghisti fino all&#8217;autolesionismo.</p>
<p>Sono un disfattista? No, confortato dai media stranieri, posso dirlo tranquillamente: <strong>REALISTA</strong>.</p>
<p><strong>Ogni popolo ha il governo che si merita</strong></p>
<p>Noi ci meritiamo questo. No more words.</p>
<hr />
<a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/l%27italia-che-ignora/" target="_blank">Discussione nel Forum di Notizie dall&#8217;Inferno</a></p>
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		<title>Una questione di pelo.</title>
		<link>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/una-questione-di-pelo.html</link>
		<comments>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/una-questione-di-pelo.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 12:41:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Veronica Lario]]></category>

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		<description><![CDATA[Strano paese davvero, il nostro.
Un paese nel quale lo &#8220;stereotipo&#8221; del maschio latino, cacciatore, sempre in cerca di donne, è più forte di qualsiasi altra considerazione.
Tutto sembra oramai ruotare intorno solo ed esclusivamente alla &#8220;figura femminile&#8221; intesa nella sua unica rappresentazione di &#8220;preda&#8221; o trofeo da esibire per dimostrare la poropria superiorità.
E&#8217; da anni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strano paese davvero, il nostro.</p>
<p>Un paese nel quale lo &#8220;stereotipo&#8221; del maschio latino, cacciatore, sempre in cerca di donne, è più forte di qualsiasi altra considerazione.</p>
<p>Tutto sembra oramai ruotare intorno solo ed esclusivamente alla &#8220;figura femminile&#8221; intesa nella sua unica rappresentazione di &#8220;preda&#8221; o trofeo da esibire per dimostrare la poropria superiorità.</p>
<p>E&#8217; da anni che si discute dell&#8217;imbarbarimento della televisione, dell&#8217;uso somodato e fuori luogo della figura femminile come &#8220;accessorio&#8221; per ogni occasione.</p>
<p>E che viene presentata sempre nello stesso modo: svestita il più possibile, oggetto delle attenzioni dei maschi &#8220;potenti&#8221; che non resistono alla tentazione di sfruttare il loro potere per ottenere quello che vogliono.</p>
<p>Storia vecchia come il mondo, si dirà, niente di nuovo alla luce del sole.</p>
<p>Ecco, invece questa è la novità: oggi tutto avviene alla luce del sole.</p>
<p>Una volta, perlomeno, si cercava di salvare &#8220;l&#8217;apparenza&#8221;, c&#8217;era comunque un senso di &#8220;pudore&#8221; nell&#8217;esibire questi &#8220;trofei&#8221; maschilisti.</p>
<p>Oggi, nessun pudore, tutto avviene non solo alla luce del sole, ma anzi viene &#8220;pubblicizzato&#8221; tramite tutti i mezzi possibili, proprio per dimostrare il grado del proprio potere.</p>
<p>La cosa più grave, in tutto questo, è che oggi questa abitudine ha &#8220;contagiato&#8221; anche la politica, quella che dovrebbe essere una cosa seria.</p>
<p>Fino a che la questione rimane in un ambito di spettacolo, quale esso sia, resta una questione di moralità, di decenza. Opinabile, ma dai limiti fissati da quello che è sempre stato definito il &#8220;comune senso del pudore&#8221;, quel limite che, pur non essendo scritto da nessuna parte, la gente riconosce in base al normale comportamento nel vivere di tutti i giorni.</p>
<p>Ma quando questo limite viene &#8220;sforato&#8221; proprio dalla politica, tutto cambia, tutto diventa lecito.</p>
<p>Del resto, come giudicare immorale certi atteggiamenti se sono promossi proprio da un capo di Governo?</p>
<p>Fino a qualche tempo fa, le &#8220;attenzioni&#8221; di un signore di oltre settant&#8217;anni nei confronti di ragazzine che potrebbero essere sue nipoti, più che figlie, sarebbero state bollate come &#8220;morbose&#8221;, indecenti, inammissibili, al limite della pedofilia.</p>
<p>Segno dei tempi che passano? O solo un segno di profonda decadenza di quelli che si chiamavano &#8220;usi e costumi&#8221; di un popolo?</p>
<p>Com&#8217;è possibile oggi assistere alla &#8220;querelle&#8221; tra Berlusconi e la propria Signora, costretta a pubbliche &#8220;esternazioni&#8221; per difendere la propria immagine di moglie e madre dai comportamenti &#8220;machisti&#8221; del marito, troppo sensibile al &#8220;fascino&#8221; delle giovinette?</p>
<p>Perchè, se già le attenzioni verso altre donne possono giustamente essere fastidiose per una signora che ricopre il ruolo di legittima moglie e madre, come possono risultare quelle rivolte per di più a giovanissime ragazze? Non è forse più che lecito il suo risentimento?</p>
<p>Tanto più quando queste &#8220;abitudini&#8221; vengono reiterate nel tempo, nonostante le precedenti &#8220;uscite&#8221;.</p>
<p>Come non capirla? Come non apppoggiarla in questo?</p>
<p>Troppo facile per i &#8220;fans&#8221; del Premier bollare la signora Lario di opportunismo, accusandola come fanno di aver sfruttato gli averi del Premier per poi lamentarsi.</p>
<p>Ecco, in questa critica si vede benissimo quale sia oggi il senso comune: si trova tanto normale che una donna &#8220;accetti&#8221; di stare con un uomo per interesse (perchè questo sottendono nei loro ragionamenti i detrattori della Lario), al punto che non avrebbe neanche il diritto di lamentarsi del fatto che il proprio marito adesso &#8220;sposti&#8221; le proprie attenzioni verso altre, e per di più in età tanto giovane.</p>
<p>Dimenticando un piccolo particolare: la signora Lario è la &#8220;legittima consorte&#8221; di una personaggio politico di primo piano che oltretutto rappresenterebbe &#8220;il riferimento&#8221; per i cattolici Italiani.</p>
<p>La questione &#8220;Lario-vs-Berlusconi&#8221; non è solo una questione familiare.</p>
<p>E&#8217; qualcosa che coinvolge molti aspetti ben più profondi, per una serie di motivi che, incredibilmente, sembra che la gente non riesca più a cogliere.</p>
<p>Il Signor Berlusconi non è un signore qualunque.</p>
<p>Ricopre un ruolo che lo porta ad essere costantemente sovra-esposto come immagine, ma che lo investe anche di tutta una serie di &#8220;obblighi&#8221; ai quali sembra refrattario, anzi, che sembrano infastidirlo.</p>
<p>E&#8217; un qualcosa che và bel al di là della semplice questione morale, un qualcosa che investe l&#8217;immagine del paese intero.</p>
<p>Perchè lui è il rappresentante del Governo Italiano, il Capo dell&#8217;esecutivo. L&#8217;immagine che diamo.</p>
<p>Il suo comportamento non può più essere considerato come un qualcosa di &#8220;privato&#8221;. Smette di esser tale nel momento in cui accetta di rivestire una carica pubblica (come dice la definizione stessa&#8230; pubblica).</p>
<p>E quali aspetti va a danneggiare oggi questo comprtamento?</p>
<p>La politica&#8230; ridotta all&#8217;adulazione del potente, nell&#8217;attesa della sua &#8220;gratitudine&#8221;. Se non nella pretesa.</p>
<p>Una politica fatta basata su scelte personali che nulla hanno a che vedere con le capacità politiche del soggetto scelto dal potente.</p>
<p>Che capacità politiche hanno mai dimostrato delle ragazze che arrivano da spettacoli televisivi come &#8220;il Grande Fratello&#8221;?</p>
<p>O che non hanno fatto altro che le letterine o letteronze che dir si voglia?</p>
<p>Ecco, questo imbarbarimento della classe politica è figlio di quell&#8217;operazione di &#8220;distinguo&#8221; dai politici intrapresa all&#8217;indomani di tangentopoli proprio da Berlusconi, che dichairandosi &#8220;esterno&#8221; alla politica, ha proposto il modello di &#8220;politico non-politico&#8221; come soluzione al problema che invece era solo legato alla &#8220;partitica&#8221;.</p>
<p>Sconfessando i politici di professione, ha aperto la strada ai politici &#8220;derivati&#8221; dallo spettacolo, aggiungendo spettacolo allo spettacolo.</p>
<p>In questo modo abbiamo visto entrare in politica di tutto, dai presentatori alle veline, dagli attori/attrici agli aspiranti tali, per arrivare ad oggi, con la presenza di vallette nelle aule del Parlamento.</p>
<p>Era di questo che avevamo bisogno ?</p>
<p>Per rimediare al danno fatto dalla degenerazione creata dalla &#8220;partitica&#8221; dobbiamo privarci di persone che fanno della &#8220;politica&#8221; un mestiere?</p>
<p>Buttiamo il bambino insieme all&#8217;acqua sporca?</p>
<p>Eppure&#8230; tant&#8217;è. I politici vengono &#8220;criminalizzati&#8221; se lo sono di professione, preferendo a questi personaggi che nulla hanno mai avuto a vedere con la politica.</p>
<p>E cosa portano questi signori? Nulla&#8230; ma una dote ce l&#8217;hanno, obbediscono ciecamente al loro &#8220;signore&#8221;.</p>
<p>Perchè questo quello di cui ha bisogno Berlusconi, di obbedienza cieca e assoluta.</p>
<p>In una compagine politica nella quale lui decide tutto e di tutti, non c&#8217;è spazio per un ragionamento proprio, ma solo per l&#8217;obbedienza.</p>
<p>Anche a costo di figure come quella di questi giorni.</p>
<p>Questa vicenda apre tanti interrogativi, su tanti fronti.</p>
<p>Anche su quello delle &#8220;chi&#8221; accetta la parte e si fa accondiscendente.</p>
<p>Perchè non dimentichiamolo: qualcuno comunque ci sta, al giochino.</p>
<p>Pur di arrivare alla poltrona&#8230; tutto è lecito.</p>
<p>Un&#8217;altra cosa strana è l&#8217;atteggiamento della Chiesa, strano che stavolta taccia&#8230; non ha nulla da dire?</p>
<p>Non trova motivo stavolta di entrare nella &#8220;morale&#8221; dei cittadini Italiani come ha fatto nel caso Englaro?</p>
<p>Che strano&#8230; il &#8220;riferimento&#8221; dei cattolici Italiani si trova a dare questi esempi&#8230; e la Chiesa&#8230; tace.</p>
<p>Complimenti per la coerenza.</p>
<p>La Repubblica dei Nani e delle Ballerine è oramai compiuta. Siamone felici, ce la siamo voluta.</p>
<p>Come dice sempre Cetto Laqualunque (alias Antonio Albanese): &#8220;Chiù pilu pè tutti!&#8221;. Un profeta.</p>
<p><em><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/una-questione-di-pelo/" target="_blank">Pubblicato nel Forum</a></em></p>
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		<title>Dal nostro inviato in Australia, sull&#8217;emigrazione.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 12:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[emigranti]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;amico Amedeo, residente da tempo in Australia abbiamo fatto una serie di domande, alle quali, gentilmente ha risposto.
Amedeo è un professore universitario di materie umanistiche; per cui il suo parere, oltre a essere quello di un protagonosta è anche quello di uno studioso; edotto sia nelle questioni del nostro paese che in quelle dell&#8217;Australia.
Le domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;amico Amedeo, residente da tempo in Australia abbiamo fatto una serie di domande, alle quali, gentilmente ha risposto.<br />
Amedeo è un professore universitario di materie umanistiche; per cui il suo parere, oltre a essere quello di un protagonosta è anche quello di uno studioso; edotto sia nelle questioni del nostro paese che in quelle dell&#8217;Australia.</p>
<p>Le domande sono molte e, Amedeo ci ha inviato la risposta alla prima; alla quale, speriamo entro breve, seguiranno le altre.</p>
<p>NDI- <strong><em>La prima domanda che vogliamo farti è questa: non sei il primo italiano che si stabilisce in Australia. Sicuramente la tua &#8220;migrazione&#8221; è avvenuta in tempi e condizioni diverse, rispetto a quella, di massa, che molti nostri conterranei intrapresero agli inizi del novecento. Ci vuoi parlare un pò di questo, dell&#8217;integrazione dei nostri connazionali, dei problemi che ebbero nel momento in cui, da disperati con la valigia in mano, varcarono la soglia dell&#8217;Australia?</em></strong></p>
<p>Risponde Amedeo:<br />
Parlare dellâ€™emigrazione italiana agli inizi del 900 e poi negli anni 30, durante la grande depressione, riapre sempre qualche ferita che, nonostante gli anni, fatica a rimarginarsi. Indubbiamente erano anni difficili, la crisi attanagliava tutte le nazioni sviluppate industrialmente.<br />
Non si può negare che, nel lontano 1904, in Australia vi fosse una componente xenofoba che spesso rasentava il razzismo. La cosa più peculiare era che questi sentimenti non si trovavano, come in Europa, nella destra reazionaria ma nelle rappresentanze operai che bene o male hanno sempre identificato una categoria e una classe sociale ben definita con una visone internazionalista. Chiaramente non vi erano affinità tra binomio Labor Party e sindacati, da una parte, e le leghe operaie italiane ed europee, dall&#8217;altra, che vantavano una lunga tradizione socialista ed internazionalista. Come osservava Giuseppe Prampolini sul suo giornale Uniamoci (18 luglio 1903 â€“ 27 agosto 1904) i sindacati australiani erano delle associazioni chiuse con un forte spirito di categoria. Però bisogna chiedersi una cosa: gli italiani fecero niente per superare questo impasse, o se invece con il loro modo di comportarsi non aggravarono ulteriormente la loro posizione<br />
Cerchiamo di analizzare la situazione che esisteva in Australia e che esplose nel 1904 dando vita alla campagna xenofoba contro gli Italiani. All&#8217;inizio del secolo scorso l&#8217;Australia non era quella terra promessa che molti oggi credono. Vi era una forte crisi economica che spinse il governo, su pressione del movimento laburista ed operaio, a limitare l&#8217;ingresso di emigrati specialmente di lingua non inglese, i quali facevano una spietata concorrenza accettando salari inferiori e condizioni di lavoro inaccettabili per i lavoratori australiani. Lo stesso console generale, Pasquale Corte, avvisò il governo italiano di interrompere il flusso di emigrazione verso l&#8217;Australia, sia per una epidemia di peste bubbonica e sia per l&#8217;alta disoccupazione nel settore estrattivo (dove gli italiani erano in larga parte impiegati) dato il grande numero di minatori che dal Transvaal si erano trasferiti in Australia.<br />
Nel settore estrattivo del West Australia iniziarono una serie di agitazioni e di scioperi per un miglioramento salarile e dei posti di lavoro. Le compagnie non fecero altro che rimpiazzare gli scioperanti con sud europei, in particolare Italiani, che si prestarono al gioco del padronato. Come scrive Cresciani: â€œ â€¦Nel 1904 una ondata di sentimenti anti italiani esplose in West Australia dove la stampa ed il Labor Party accusavano gli Italiani di essere dei crumiri â€¦â€. La situazione divenne talmente insostenibile che il rappresentante zonale del Labor Party scrisse una lettera al segretario del Partito Socialista Italiano, chiedendo di scoraggiare al massimo l&#8217;emigrazione.<br />
Quindi gli immigrati italiani fecero ben poco per accattivarsi i sindacati ed i minatori australiani. Possiamo dire, in difesa degli italiani, che il sindacalismo e lo spirito sindacale, in particolare tra le classi contadine del sud, era poco sentito e la ricerca di un benessere economico, sempre negato, giocava una parte fondamentale nel loro comportamento.</p>
<p>Negli anni 30 vi furono altri due episodi che annuvolarono i rapporti tra lavoratori italiani e australiani, il primo nel nord Queensland e il secondo sempre nelle zone estrattive del Western Australia.<br />
Forse esageriamo, quando parliamo di xenofobia e odio razziale. Indubbiamente vi era una forte tensione nel mondo del lavoro Australiano soprattutto a livello di manodopera non qualificata. Gli anni trenta furono caratterizzati dalla grande crisi economica a livello mondiale, che ebbe anche forti ripercussioni politiche in Europa. Ma â€œse Atena piange, Sparta non rideâ€, anche L&#8217;Australia risentiva della grande depressione, infatti in molte aziende le paghe furono diminuite e le ore di lavoro aumentate per fare fronte alla crisi.<br />
Gli unici settori, che risentivano meno di questa situazione economica, erano quella estrattiva nel Western Australia e l&#8217;industria saccarifera nel Nord Queensland. Queste furono le ragioni in cui la competizione per i posti di lavoro si acuì tanto da trasformarsi e sfociare in odio razziale con risvolti di estrema violenza e di guerriglia contro i lavoratori stranieri, come accadde nel distretto minerario di Kalgoorlie in W.A.<br />
Nel Nord Queensland non vi furono violenze e sommosse, ma gli immigrati si riunirono in proprie associazioni, come dâ€™altra parte avevano fatto i lavoratori di lingua inglese per imporre la loro presenza nell&#8217;industria dello zucchero come tagliatori di canna. Dobbiamo sottolineare che questa categoria di lavoratori, con caratteristica stagionale, era pagata a cottimo e alla fine della settimana ogni tagliatore intascava una paga due o tre volte superiore a quella del medio operaio australiano.<br />
La prima e più discriminatoria tra queste associazioni tra i lavoratori di lingua inglese fu la B.P.L. (British Preference League) per la campagna che portò contro gli immigrati di lingua non inglese. Il campo di scontro tra il BPL e i tagliatori di canna italiani, riunitisi nella â€œLega degli Italianiâ€ organizzati dal sindacalista Costante Danesi e dal fratello Lanfranco, fu principalmente il Cairns Post il cui direttore accolse, molto democraticamente, sia le lettere inviate dall&#8217;organizzazione filo inglese e sia dai rappresentanti italiani. La campagna anti italiana era portata avanti da due esponenti del B.P.L., che si firmavano â€œBritisherâ€ e â€œAn Australianâ€. La principale accusa del B.P.L. era quella del rifiuto degli Italiani di essere assimilati. Britisher scriveva:<br />
â€¦ Lâ€™Italiano è sempre uno straniero. Rifiuta di adattarsi ai nostri costumi, alla nostra lingua, alla nostra patria, e alle nostre tradizioni, e rimane sempre membro di una comunità che, non importa dove è presente in questo grande Commonwealth, è sempre italiana, nello spirito, nella lingua e nella fisionomia â€¦ Rimane seduto quando lâ€™orchestra suona lâ€™inno nazionale australiano â€¦ queste sono le obiezioni che noi Australiani abbiamo contro di luiâ€¦<br />
Indubbiamente dietro il patriottismo della BPL vi era solo il desiderio di arraffare più posti di lavoro possibili e la foia di potere politico non solo a livello statale ma anche federale.<br />
In questa diatriba esce fuori un elemento molto interessante portato all&#8217;assemblea legislativa del Queensland dall&#8217;on. G. C. Taylor che accusava gli stessi conservatori, che attaccavano l&#8217;immigrazione Italiana, di essere i veri responsabili di questa penetrazione nel Nord Queensland. Infatti, secondo Taylor, quando l&#8217;Italia si alleò alla Gran Bretagna, durante la Grande guerra, vi fu un accordo segreto firmato il 26 aprile 1915, nel quale: â€œ&#8230;Lâ€™Italia ottenne un privilegio meglio conosciuto come â€œclausola di nazione favoritaâ€. Si dava il diritto ad ogni Italiano, se decideva di trasferirsi in Australia, di colonizzare un territorio a sua scelta con gli stessi diritti concessi agli Australiani ed ai sudditi Inglesi. Adesso i conservatori, che hanno imbastito questa battaglia contro lâ€™industria saccarifera, strillano contro le piantagioni dei coloni italianiâ€¦â€. Taylor nel suo intervento dava anche le percentuali degli â€œaliensâ€ presenti nel Nord Queensland; nell&#8217;area nord non erano che il 23,4%, nella zona centrale il 2,4%, e nella area meridionale il 2,2% .</p>
<p>Abbiamo parlato di guerriglia nel distretto minerario di Kalgoorlie nel W.A., avvenuta nel febbraio del 1934. Certo che questa era una â€œzona caldaâ€, un piccolo medio oriente di oggi, se vogliamo usare una iperbole di stile giornalistico. Già nell&#8217;agosto del 1913 vi erano stati degli scontri, non violenti, ma certamente duri contro i minatori etnici, che ebbe il suo apice con la richiesta del ministro Scadden di allontanarli dalle miniere. La tensione non era scemata, anzi si era accesa con sfumature violente dopo la parentesi della Grande Guerra.<br />
Le ragioni di fondo erano sempre le stesse, la concorrenza per i posti di lavoro tra Australiani e â€œstranieriâ€. Questa volta però la violenza esplose nel modo più brutale con la devastazione dei quartieri etnici dove furono bruciate case, negozi ed Hotel. Se consideriamo le proporzioni degli incidenti, i quartieri dei â€œforeignersâ€ di Kalgoorlie e di Boulder furono dati alle fiamme, in particolare quello di Boulder fu completamente distrutto, vi furono solo due morti, un montenegrino ed un australiano, e sei feriti. La notizia fu tanto eclatante che l&#8217;avaro Sydney Morning Herald dette un titolo a due colonne composte a mano e quasi due colonne di piombo.<br />
Vi fu una netta condanna da parte di tutte le forze politiche australiane, del premier del Western Australia Collins, del Sydney Morning Herald, dei sindacati e di personalità, come l&#8217;arcivescovo di Brisbane Monsignor James Duhig, che stigmatizzano e condannano gli avvenimenti di Kalgoorlie.<br />
Ho voluto riportare questi brutti momenti della storia australiana, che mortificarono non solo la comunità italiana, ma anche la maggioranza della società australiana, per sottolineare che lâ€™inserimento dei non anglo-celtici in Australia non fu facile, e fu una strada costellata da problemi e avversità. Chiaramente lâ€™Australia non fu solo Kalgoorlie o le piantagioni di canna da zucchero del nord Queensland, ma anche una nazione che accolse con benevolenza i così detti â€œaliensâ€. Nonostante questi problemi iniziali, oggi la nostra comunità si è perfettamente inserita e gode la stima del mondo Australiano, anche perchÃ© il tipo di emigrante è cambiato radicalmente, non più contadini a basso livello culturale ma soprattutto intellettuali.</p>
<p><em><strong>(continua) </strong><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/mamma-mia-dammi-cento-lire/dal-nostro-%27inviato%27-in-australia/" target="_blank">Discussione nel Forum Politico di Notizie dall&#8217;Inferno</a><strong><br />
</strong></em></p>
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		<title>Saviano: un eroe di oggi.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 18:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;Italia di oggi, soffocata da una società amorfa, incapace di guardarsi intorno, incapace di avere valori che non siano i propri interessi, guidata da una politica che è &#8220;mandante&#8221; di questa degenerazione in quanto esempio lampante del &#8220;fare i propri interessi&#8221;, soffocata da una mafia che rappresenta oggi per fatturato la prima economia nazionale, l&#8217;unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;Italia di oggi, soffocata da una società amorfa, incapace di guardarsi intorno, incapace di avere valori che non siano i propri interessi, guidata da una politica che è &#8220;mandante&#8221; di questa degenerazione in quanto esempio lampante del &#8220;fare i propri interessi&#8221;, soffocata da una mafia che rappresenta oggi per fatturato la prima economia nazionale, l&#8217;unico esempio di eroismo è quello di Roberto Saviano, autore del best-seller &#8220;Gomorra&#8221; che ha fatto e fa tremare un&#8217;organizzazione criminale come la Camorra.</p>
<p>Un giovane scrittore, un ragazzo che invece di dedicarsi a romanzi di facile impatto e vendite, invece di scrivere &#8220;biografie&#8221; di uomini di potere, come invece fanno i &#8220;soloni&#8221; di un certo &#8220;giornalismo&#8221;, ha scelto di raccontare quello che è nella realtà la vita della sua terra.<br />
Senza facili reticenze, senza parafrasi, pane al pane, vino al vino, sangue al sangue.</p>
<p>Ed oggi, dopo tre anni, ancora vive, se di vita si può parlare, sotto scorta, minacciato &#8220;visivamente&#8221; dall&#8217;organizzazione criminale che ne ha decretato la morte.<br />
Visivamente perchè questa non manca di far sentire la sua presenza costante, come ha fatto in occasione della sua conferenza a Mantova, nella quale in prima fila c&#8217;erano &#8220;gli avvocati&#8221; dei pardini da lui accusati e resi noti nel suo libro.</p>
<p>Roberto Saviano non è un magistrato, non è un poliziotto, è uno scrittore.<br />
Ma quello che la magistratura non ha potuto, lui lo ha reso possibile.<br />
Ha reso palese l&#8217;esistenza di una &#8220;qualcosa&#8221; che tutti sanno esistere ma che si preferisce &#8220;far finta&#8221; di non vedere.<br />
Ha dato un volto, un nome a responsabili, mandanti, esecutori di quella mafia che soffoca lo Stato Italiano.</p>
<p>Perchè un eroe ?<br />
Perchè combatte contro la camorra ? Non lo sono allora tutti quelli che lo fanno ?</p>
<p>Non è per questo che Saviano è l&#8217;unico eroe di questa misera Italia.<br />
Sarebbe ingiusto nei confronti di chi lo fa tutti i giorni per strada, nei confronti di tutti quelli che hanno perso la vita nel farlo.</p>
<p>Saviano combatte con un altro &#8220;livello&#8221; della Camorra: quello politico, quello sociale, quello mediatico.<br />
Combatte contro la commistione tra malavita organizzata e potere politico, potere sociale.</p>
<p>Saviano è un eroe perchè ha il coraggio di dire quello che tutti i giornalisti non hanno.<br />
Perchè non toccava a lui farlo, ma lo ha fatto.</p>
<p>Com&#8217;è stridente il contrasto tra lui e quei &#8220;giornalisti&#8221; che hanno a disposizione potere, giornali, trasmissioni televisive quasi tutte le sere e che invece non sanno fare altro che incensare ilpolitico di turno, che non sanno scrivere altro che libri paludenti il potente di turno, che trasformano i loro programmi televisivi in &#8220;salotti del nulla da dire&#8221;, del gossip più inutile.</p>
<p>Sono questi i &#8220;mafiosi&#8221; che Saviano combatte, senza volerlo.<br />
Sono quelli che hanno contribuito al sistematico nascondere la realtà, alla mistificazione di una realtà sociale nella quale l&#8217;influenza delle mafie è arrivata a insozzare tutto e tutti.<br />
E&#8217; il loro tacere che Saviano colpisce più duramente.<br />
Perchè rende evidente e palese che sono questi i principali complici dei mafiosi.<br />
Con il loro tacere, con il loro &#8220;sviare&#8221; il pensiero della gente, con i loro programmi vuoti e inutili, con il loro partlare del nulla, come se di nulla ci fosse da parlare.</p>
<p>Ed invece questo ragazzo ha dimostrato che la gente, noi, abbiamo bisogno di parlarne, di renderci conto che quello che viviamo veramente esiste, non è solo &#8220;una voce&#8221; ma una realtà.<br />
Tutto il movimento che si è risvegliato intorno a lui, che intorno a lui si è alzato è la dimostrazione che la gente vuole che se ne parli, che si renda evidente quello che, chi più chi meno, vive sulla propria pelle tutti i giorni.</p>
<p>Questa sera (25 marzo 2009) Roberto Saviano è stato ospite nella trasmissione (una delle poche che lo hanno visto ospite tra quelle più &#8220;in voga&#8221;) di Fabio Fazio.<br />
Ed ha parlato, come suo solito. Ha detto quello che continua a dire quando gliene danno l&#8217;occasione.<br />
Ha parlato del silenzio, della diffamazione.<br />
Le armi che la mafia sta usando contro di lui.<br />
Non il tritolo, come contro Falcone e Borsellino. Quello fa troppo &#8220;rumore&#8221;, lo hanno capito.<br />
Ma il silenzio&#8230; la diffamazione continua e continuata.<br />
Le armi che tanti personaggi famosi (e faziosi) hanno usato ed usano nel loro ruolo di complici delle mafie.</p>
<p>Cosa dicono questi &#8220;signori&#8221; di Saviano?<br />
Che è un &#8220;malato di protagonismo&#8221;, come se i morti ammazzati non fossero veri ma &#8220;comparse&#8221; del suo libro.<br />
Che &#8220;ha fatto i soldi&#8221;, come se fosse una colpa il fatto di aver scritto un libro che la gente ha comprato spontaneamente perchè &#8220;vuole sapere&#8221;.</p>
<p>Chi sono questi &#8220;signori&#8221; ? Proprio quelli che dovrebbero invece fare quello che lui sta facendo.<br />
Gente che è in televisione tutti i giorni a parlarci di gossip, di reality, che nascondono la realtà delle cose come si fa con la polvere quando la si mette sotto il tappeto.</p>
<p>Hanno avuto il coraggio spudorato di criticarlo, di attaccarlo apertamente dai loro programmi, dai loro &#8220;pulpiti&#8221; per screditarlo, per farlo apparire lui un approfittatore.<br />
Uno in particolare, il più spudorato &#8220;servo&#8221; del potere, un tale che viene paragonato ad un cane fedele dal suo stesso referente politico, dal suo &#8220;padrone&#8221; nel senso letterale del termine, ha avuto il &#8220;coraggio&#8221; di paragonarsi a lui, al suo vivere sotto scorta.<br />
Quell&#8217;Emilio Fede (in arte Emilio Fido) che trasmette in continuazione solo e soltanto la voce del suo padrone, da una televisione che fa guadagnare lui solo e che noi paghiamo in quanto abusivamente in onda e sotto sanzione europea.</p>
<p>Ha detto: &#8220;&#8230;se vuole gli dico io come si vive sotto scorta&#8230;&#8221;, rivelando che lui sarebbe scortato.<br />
Scortato per cosa? Quando mai questo personaggio avrebbe mai detto qualcosa di tanto pericoloso ?<br />
Forse, l&#8217;unico motivo per cui potrebbe avere una scorta è proteggerlo dalla gente comune.<br />
Ma può stare tranquillo: non vale neanche uno sputo in faccia, peraltro sua abitudine come documentato da filmati in rete.</p>
<p>Ma non è l&#8217;unico, ovviamente, è solo uno dei tanti, come un altro ben più famoso e presente nella televisione di Stato, quel Vespa che passa tanto tempo ad occuparsi, a modo suo, untuosamente, dei politici, invece di fare il mestiere che dice di fare, il giornalista.</p>
<p>E della stampa? Come si può non citarla tra i complici delle mafie?<br />
Quella stampa che ha permesso la diffamazione più spudorata:</p>
<div class="quoteheader">Citazione</div>
<blockquote><p>&#8230;una rassegna stampa del<strong> Corriere di Caserta</strong> <span class="bbc_u">che chiama &#8220;infame&#8221; il pentito</span> in un titolo, <span class="bbc_u">che elegge a eroi i boss locali, amici dei politici</span>. Le foto dei ragazzini ammazzati, quelli degli innocenti coperti da un lenzuolo, il sorriso di un carabiniere ventenne trucidato per vendetta. <span class="bbc_u">Il titolo diffamante: &#8220;Don Diana a letto con due donne&#8221;.</span> Don Diana, il prete dell&#8217;impegno ucciso quindici anni fa.<br />
<a class="bbc_link new_win" href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/camorra-8/saviano-monologo/saviano-monologo.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/camorra-8/saviano-monologo/saviano-monologo.html</a></p></blockquote>
<p>Come si può permettere tutto questo ?</p>
<p>Eppure&#8230;<br />
Quanti commenti di questo genere ho letto nei forum, quanta gente che ha avuto il coraggio di &#8220;sparlare&#8221; di Saviano, di accusarlo di &#8220;essersi creato&#8221; il personaggio.<br />
Per non dire di quelli che hanno detto &#8220;se l&#8217;è voluta&#8221;.<br />
Io stesso ho discusso con questa gente. Stasera, mentre scrivo, ho ricercato alcune discussioni in cui ho personalmente partecipato in uno di questi forum.<br />
Scomparso&#8230; non c&#8217;è più nulla. Tutto cancellato.<br />
Eppure c&#8217;erano, io ho scritto, ho detto.</p>
<p>Questa è la gente che più mi fa schifo. Questa è la gente peggiore, la più pericolosa.<br />
Sono ancora più pericolosi dei camorristi veri.<br />
Perchè ti colpiscono alle spalle, infangandoti, negando e distorcendo la realtà.<br />
Creando il pensiero che &#8220;Saviano è un mitomane, che lo fa per soldi, che se l&#8217;è voluta&#8221;.</p>
<p>Come si può arrivare a tanto?<br />
Questi sono quelli per cui davvero non vale la pena combattere, sono quelli a cui ti viene voglia di augurare di essere le prossime vittime della mafia.</p>
<p>Sono nato vicino Taranto, sono vissuto lì fino ai quattordici anni, prima di trasferirmi al nord.<br />
La mafia esiste, eccome.<br />
Ma quello che si vuole far credere, che i mafiosi siano &#8220;personaggi misteriosi&#8221;, invisibili è la più grande mistificazione che sono riusciti a creare.<br />
Un mafioso non può essere &#8220;sconosciuto&#8221;, il suo potere nasce dal fatto che la gente &#8220;sa&#8221; chi è.<br />
Non ci vuole molto a capirlo.<br />
Per questo i più grandi latitanti sono stati presi nelle loro città d&#8217;origine.<br />
Non si sono mai allontanati perchè per essere mafiosi, per avere il potere devono essere presenti, devon far sapere &#8220;chi sono&#8221;.</p>
<p>E la gente sa, sa esattamente chi sono.</p>
<p>Saviano sta combattendo questo, sta combattendo tutti quelli come coloro che lo hanno criticato e diffamato rendendosi complici della mafia.</p>
<p>Saviano è un eroe di oggi.</p>
<p>Quella gente, loro sono i mafiosi. Tutti quelli che hanno appoggiato la sua diffamazione, nascondendo e negando la realtà delle cose.</p>
<p>Un mafioso, molto spesso nasce in un ambiente che non conosce altro che la mafia.</p>
<p>Gli altri, quella gente, diventa complice per scelta, ed è molto più grave.</p>
<p>Sono questi che mi fanno veramente schifo. Non gli sputerei neanche in faccia.</p>
<p>Quello si fa ad un uomo.</p>
<p>Questi non lo sono.</p>
<p>Roberto Saviano. Non dimentichiamolo. Mai.<br />
Parliamone, raccontiamolo, non taciamo.<br />
Non diventiamo anche noi come quella gente.<br />
Quelli non sono uomini.</p>
<p><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/un-eroe-di-oggi/" target="_blank"><em>Discussione nel Forum Politico di Notizie dall&#8217;Inferno</em></a></p>
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		<title>Seduto dalla parte del torto</title>
		<link>http://www.notiziedallinferno.com/cultura-e-societa/seduto-dalla-parte-del-torto.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 09:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi l&#8217;ha detto che la maggioranza abbia sempre ragione?
Chi ha stabilito che &#8220;vox populi&#8221; sia &#8221; vox dei&#8221; ?
La storia ci insegna il contrario: di solito è la minoranza ad avere avuto ragione.
Il pensiero rivoluzionario ha sempre avuto bisogno di tempi lunghi per affermarsi.
Gesu&#8217; di Nazareth parlò di uguaglianza, di donazione al prossimo, di sobrietà: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi l&#8217;ha detto che la maggioranza abbia sempre ragione?<br />
Chi ha stabilito che &#8220;vox populi&#8221; sia &#8221; vox dei&#8221; ?</p>
<p>La storia ci insegna il contrario: di solito è la minoranza ad avere avuto ragione.<br />
Il pensiero rivoluzionario ha sempre avuto bisogno di tempi lunghi per affermarsi.<br />
Gesu&#8217; di Nazareth parlò di uguaglianza, di donazione al prossimo, di sobrietà: gli preferirono Barabba e lo lasciarono mettere in croce.</p>
<p>Fu un poco colto romano, colui che infilò la daga nel ventre di Archimede, mentre questi era intento a disegnare cerchi nella polvere con uno stecco: &#8220;noli tangere circulus meos&#8221; e quello l&#8217;uccise.</p>
<p>Anche Socrate aveva ragione: si batteva contro la miopia dei &#8220;trenta tiranni&#8221; ma fu lui che dovette bere alla coppa di cicuta.</p>
<p>Aveva ragione anche Spartaco: nessun uomo deve essere privato della sua libertà e dignità; ma lo crocefissero.<br />
Tranne poi, un secolo dopo , trovare degli emuli nel cristianesimo.<br />
Anche loro furono crocefissi e dati in pasto ai leoni ma, alla fine, la storia diede loro ragione.</p>
<p>Aveva ragione Giordano Bruno, l&#8217;aveva Galileo, l&#8217;aveva Colombo: pensate il genovese sosteneva che la terra fosse rotonda, che bestialità.</p>
<p>Aveva ragione Darwin: l&#8217;uomo non l&#8217;ha fatto Dio con una polpetta di creta.<br />
Aveva ragione Einstein: anche il tempo è &#8220;curvo&#8221; tutto è relativo, anche la fisica deterministica.</p>
<p>Torti e ragioni sono sempre definiti nel lungo periodo.<br />
Le dittature hanno avuto torto e le democrazie ragione.</p>
<p>Quello che differenzia il pensiero banale da quelo colto è il dubbio: lo stolto, il dabbene, il mansueto, vivono di certezze e non si pongono troppi perchè: almeno, non si chiedono nulla che vada molto oltre il loro naso, il loro quotidiano, il loro immediato tornaconto.</p>
<p>La persona colta, nel senso che ha saputo nella vita accumulare esperienze e saperi e non si è mai fermata alle apparenze solo perchè queste erano parte delle convinzioni dominanti, ha sempre fatto del dubbio un metro di giudizio.<br />
&#8221; cogito ergo sum&#8221; Penso , quindi &#8220;sono&#8221; : se non penso &#8220;sono&#8221; lo stesso; ma cosa sopravvive di me, se non ho il bene della ragione?</p>
<p>Io ho sempre insegnato una regola semplice ai miei figli: &#8221; non fate mai una cosa semplicemente perchè la fanno tutti. Non abbiate paura di essere soli a sostenere il contrario. La cosa giusta è quella che la vostra ragione riconosce come tale&#8221;</p>
<p>La società contemporanea odia i perdente e lo si vede.<br />
Secondo Murphy quando una cosa va male non può che andare peggio: questo perchè la gente non ama schierarsi dalla parte del &#8220;torto&#8221;.<br />
E&#8217; così nel calcio come nelle cose della vita.<br />
Il consumismo ci ha abituato a parole d&#8217;ordine come &#8220;successo&#8221; &#8220;carriera&#8221; &#8220;denaro&#8221; &#8220;visibilità&#8221;.<br />
A chi può interessare uno sfigato, un Diogene cagadubbi, un Socrate con le pezze al sedere che fa fatica a rimediare il pranzo con la cena?<br />
Berlusconi non può che vincere: ha il denaro, il successo, è latore del pensiero moderato&#8230;&#8230;tutto è dalla sua parte, tranne che, forse la ragione: quella che emerge alla distanza e che non è soggetta al giudizio immediato.<br />
Quella che viene sempre contestualizzata nello spazio temporale e correlata alle altre in un rapporto causa-effetto.</p>
<p>Non è poi così male stare dalla parte dei perdenti ed essere perdenti noi stessi, se per vincere dobbiamo perdere la nostra ragione e le nostre ragioni.<br />
In questo mondo tutto passa: la nostra vita dura non piu&#8217; di dieci decenni e, andandocene, non portiamo via nulla da questo mondo.<br />
Ma il tempo è galantuomo: è lui che fa vincere e che fa perdere; e non sempre i perdenti di ieri, ancorchè soli e sputacchiati, saranno i perdenti di domani.</p>
<p><a href="http://notiziedallinferno.com/forum/io-penso/seduto-dalla-parte-del-torto/" target="_blank"><em>Autore: Daniele &#8211; continua nel Forum Politico di Notizie dall&#8217;Inferno</em></a></p>
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		<title>Homo berlusconensis</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 10:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si vuole mettere sul mercato un prodotto, soprattutto se si tratta di qualche cosa di innovativo , è necessario testarlo.
Non è affatto detto che quello che noi crediamo &#8220;buono&#8221; lo sia per davvero: a deciderlo sono i consumatori.
Dunque , tramite la somministrazione ad un campione di numerosità necessaria e sufficiente, magari localizzato entro un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si vuole mettere sul mercato un prodotto, soprattutto se si tratta di qualche cosa di innovativo , è necessario testarlo.<br />
Non è affatto detto che quello che noi crediamo &#8220;buono&#8221; lo sia per davvero: a deciderlo sono i consumatori.<br />
Dunque , tramite la somministrazione ad un campione di numerosità necessaria e sufficiente, magari localizzato entro un terrotorio geograficamente delimitato, verrà indagato il responso rispetto alle attese.<br />
Se il campione dimostrerà un certo livello di gradimento, allora si passerà alla fase definitiva di lancio, con relativa campagna promozionale; se, invece il campione mostrerà delle &#8220;crepe&#8221; si decideranno le opportune modfiche o, nel peggiore dei casi, persino l&#8217;abbandono del prodotto.</p>
<p>Berlusconi, grande innovatore, ha deciso, assieme al suo staff Fininvest e Publitalia, di trasformare anche la politica in prodotto.<br />
E perchè no? Anche la politica può essere qualche cosa che si consuma: &#8220;io te la propongo e tu la consumi; e mi paghi col voto e il consenso&#8221;</p>
<p>Berlusconi ama rivolgersi direttamente al &#8220;popolo&#8221; cioè a quella massa indistinta di cittadini che comprende tutto e il contrario di tutto.<br />
Però, in realtà, sa bene che i suoi messaggi, i suoi programmi, non possono essere indistinti e non possono andare bene per tutti.<br />
Dunque, la cosa che ha fatto nel momento in cui ha deciso di &#8220;scendere in campo&#8221; è stato quello di definire chi sia il &#8220;consumatore ideale&#8221; disposto a comprerare un prodotto che, in questo caso, coincide con la persona stessa di Berlusconi.</p>
<p>La popolazione comprende una moltitudine di uomini e donne ( unità statstiche) le quali hanno caratteristiche specifiche: (sesso, età, statura, peso, titolo di studio, residenza, fede religiosa ecc.)<br />
Quando si pensa a un prodotto che sia vendibile al massimo, bisogna individuare il &#8220;target&#8221; di vendita.<br />
Tutto si può vendere: dipende a chi e in quale modo.<br />
Si può vendere dalla collana di smeraldi al lucido da scarpe; dall&#8217;abito griffato ai jeans made in China.<br />
Si tratta solo di offrire il prodotto giusto al target giusto. Come? Beh, è il marketing che ce lo spiega.</p>
<p>Una classica semplificazione commerciale consiste nel suddividere la popolazione in cinque categorie:</p>
<p><strong><em>Ricchezza e prestigio:</em></strong> a questa categoria appartengono le persone abbienti, con reddito elevato e consistente patrimonio. I consumi di queste persone non è ispirato dalla necessità, quanto nell&#8217;ostentazione di &#8220;status symbol&#8221; in grado di evidenziare il loro rango.<br />
Spendere molto per un oggetto , per costoro può essere una forma di &#8220;civetteria&#8221; tale da suscitare ammirazione e invidia nella cerchia di amici e parenti del medesimo livello.<br />
Di solito sono persone &#8220;laiche&#8221; che usano il doppio binario della rigida accettazione delle convenzioni sociali e un forte liberismo nei costumi propri.<br />
Il loro orientamento politico è prevalentemente a destra, con qualche defezione &#8220;liberal&#8221; ( in questo caso sarà ostentata come tratto distintivo)</p>
<p><strong><em>Bellezza e salute:</em></strong> a questa categoria appartengono persone che, pure no avendo un reddito elevato, amano apparire giobvani, belle, abbronzate. Non rinunciano al fitness, alla vacanza in località esotiche. Amano apparire dinamiche, ricche di relazioni sociali, &#8220;fashion&#8221;.<br />
Tra questi vi è anche una componente &#8220;radical chic&#8221; per cui non è raro che la loro collocazione politica sia tra la &#8220;sinistra di opinione&#8221;</p>
<p><strong><em>Casa e lavoro</em></strong> A questo gruppo appartengono persone di modesta cultura. Molti dei quali sono &#8220;self made man&#8221; Persone tutte &#8220;lavoro e famiglia&#8221;. Concedono poco al &#8220;tempo libero&#8221; allo svago. Amano circondarsi di oggetti costosi , come arrivare tra i primi ad acquistare l&#8217;ultimo modello di televisore al plasma, piuttosto che il cellulare costoso, il &#8220;fuoristrada&#8221;<br />
Spendono pochissimo in libri, non vanno mai a teatro. Il loro gusto è di massa e decisamente improntato al consumismo.<br />
La loro vita è improntata al perbenismo tipo &#8220;Dio, casa e famiglia&#8221;.<br />
Hanno un pensiero conservatore, piuttosto chiuso in tema di diritti civili (gay, minoranze etniche, emancipazione femminile)<br />
Per i figli preferiscono le scuole private.<br />
Cercano di dimostrare in ogni modo il fatto che siano &#8220;arrivati&#8221;; fieri di essersi fatti &#8220;dal nulla&#8221;</p>
<p><strong><em>Povertà atavica:</em></strong> Appartengono a questa categoria le persone prossime alla soglia di povertà ( un pò sopra, o un pò sotto) persone che fanno fatica ad arrivare alla &#8220;quarta settimana&#8221;.<br />
I loro consumi sono frugali, essenziali; il discriminante è sempre il prezzo delle merci.<br />
La loro è una vita di sacrifici, sempre sul filo del rasoio, per potere sbarcare il lunario.<br />
Il loro orientamento politico è prevalentemente a sinistra.<br />
Spesso mostrano una grande coscienza sociale, senso del dovere, della giustizia, dell&#8217;equità.</p>
<p><strong><em>Povertà consumistica:</em></strong> a questa categoria appartengono persone di modesto reddito; spesso anche discontinuo.<br />
Pure non potendoselo permettere non rinunciano a consumi che possano fare apparire loro meno disagiati di quanto lo siano nella realtà<br />
E&#8217; la categoria dell&#8217;acquisto &#8220;a rate&#8221; che si concretizza nell&#8217;indebitamento, pur di potere acquistare oggetti di &#8220;prestigio&#8221;, quali bella automobile, pelliccia, orologio d&#8217;oro ecc.<br />
Questa categoria è molto lontana dalle letture, se non giornali sportivi o riviste &#8220;rosa&#8221;. E&#8217; la categoria, che socialmente esprime la piu&#8217; elevata propensione all&#8217;illecito , anche di rilevanza penale.<br />
E&#8217; molto influenzabile dai media e con netta propensione a dare credito a chi promette facili guadagni senza troppa fatica.</p>
<p>E&#8217; da questi modelli che Berlusconi e il suo staff hanno scelto il target e perfezionato il &#8220;prodotto&#8221; da offrire.</p>
<p>Piu&#8217; o meno come fa la Polizia quando costruisce un &#8220;identikit&#8221; ( prendendo un naso da tutti i nasi possibili, occhi, da tutti gli occhi possibili ecc.) così si è costruito il &#8220;consumatore ottimo&#8221; del Berlusconi pensiero e l&#8217;esercito dei suoi consumatori.</p>
<p>L&#8217;uomo ( e la donna) che ne sono venuti fuori hanno dei connotati rintracciabili, prevalentemente, nelle categorie &#8221; casa e lavoro&#8221; e &#8221; povertà consumistica&#8221;.<br />
Infatti il &#8220;prodotto&#8221; politico berlusconiano è sempre stato visto con molto sospetto dalla categoria &#8220;povertà atavica&#8221; decisamente orientato a sinistra; e col &#8220;naso arricciato&#8221; dalla categoria &#8220;ricchezza e prestigio&#8221;</p>
<p><em>(Discussione aperta nel <a href="http://www.notiziedallinferno.com/forum/index.php/topic,90.0.html" target="_blank">Forum Politico di Notizie dall&#8217;Inferno</a>)</em></p>
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		<title>Due mamme, due papà&#8230; parliamone.</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo Forum porta come nome &#8220;Notizie dall&#8217;Inferno&#8220;; è una sfacciata provocazione.
Una provocazione verso il conformismo, il perbenismo ipocrita di coloro che voltano lo sguardo dall&#8217;altra parte e si crogiolano nelle loro certezze.
Il mondo è andato avanti grazie agli eretici; grazie a quelli che non hanno avuto paura di bruciare &#8220;nel fuoco dell&#8217;inferno&#8221;.
Si deve a costoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo Forum porta come nome &#8220;<strong><em>Notizie dall&#8217;Inferno</em></strong>&#8220;; è una sfacciata provocazione.<br />
Una provocazione verso il conformismo, il perbenismo ipocrita di coloro che voltano lo sguardo dall&#8217;altra parte e si crogiolano nelle loro certezze.</p>
<p>Il mondo è andato avanti grazie agli eretici; grazie a quelli che non hanno avuto paura di bruciare &#8220;nel fuoco dell&#8217;inferno&#8221;.<br />
Si deve a costoro, alle vittime del pregiudizio e dell&#8217;ignoranza se il mondo oggi è piu&#8217; libero, piu&#8217; incline al ragionamento piuttosto che ai dogmi.</p>
<p>Mentre un vecchio Papa, orgogliosamente ancorato allo scoglio della conservazione contrappone la virtu&#8217; della castità agli amori &#8220;protetti&#8221;, incurante dell&#8217;immane tragedia che l&#8217;AIDS rappresenta per milioni di uomini e di donne, altri non si àncorano a quello scoglio ed hanno il coraggio di prendere il largo e di navigare nel mare magnum della conoscenza.</p>
<p>Potrà non piacere sentire parlare di famiglie gay, dove i genitori sono due mamme o due papà.<br />
Questo sconvolge le nostre certezze e mette in discussione i nostri valori.<br />
Eppure dobbiamo avere il coraggio di staccare le mani che ci tengono stretti alla roccia dell&#8217;ignoranza ( ignoranza nel senso di ignorare ciò che non ci piace o ci appare così lontano dal nostro vissuto).<br />
Spesso, per allontanare da noi ciò che non vogliamo comprendere, costruiamo teoremi assurdi; per i quali non applichiamo l&#8217;aurea regola della dimostrazione: è così e basta!<br />
Ma il mondo non può progredire coi dogmi, con i superlativi assoluti.<br />
Tutto è relativo e tutto ha in se una propria logica: si tratta solo di scovarla e di consentire che chi non la pensa come noi si &#8220;apra&#8221; e ci dimostri come i suoi &#8220;modelli&#8221; magari siano migliori dei nostri, o, comunque, non certo da meno.</p>
<p>Non può essere una impostazione accettabile quella che vorrebbe la famiglia come qualche cosa di eternamente immutable. Non può esserlo perchè la sua immutabilità è sconfessata dai fatti, dalla storia.<br />
A plasmare la famiglia, a decomporla e ricomporla in forme inedite ci pensa l&#8217;economia, che irrompe nelle nostre vite e ci obbliga a riadattare i nostri comportamenti.</p>
<p>Un mio amico veniva chiamato &#8220;mamma&#8221; dal figlio , perchè era la figura genitoriale piu&#8217; presente. D&#8217;innanzi alla mia meraviglia mi diede una risposta convincente: &#8221; Mamma è una presenza buona; e lui vede in me chi maggiormente lo protegge e lo aiuta a crescere&#8221; Eppure c&#8217;era anche la mamma &#8220;vera&#8221; ma lei, per il bimbo, era semplicemente &#8220;Katia&#8221;.</p>
<p>Se c&#8217;è una cosa che ci ha insegnato la società contemporanea è la pluralità dei modelli.<br />
Ad un Reagan e ad un Bush che hanno parlato per decenni di &#8220;impero del male&#8221; esorcizzando ora questo e ora quello &#8220;Stato canaglia&#8221; , Obama con un coraggioso &#8220;reset&#8221; annulla le differenze, riconosce legittimità ai &#8220;modelli&#8221; diversi da quello classico del puritanesimo americano e dice: &#8221; Discutiamo alla pari, con reciproco rispetto&#8221;<br />
Ecco: in questo mondo che cambia c&#8217;è anche spazio per ragionare sulle nuove forme di aggregazione; senza farci cogliere da suggestioni nostalgiche.</p>
<p><a class="bbc_link new_win" href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/figli-gay/figli-gay/figli-gay.html?ref=hpspr1" target="_blank">http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/figli-gay/figli-gay/figli-gay.html?ref=hpspr1</a></p>
<p>Author: Daniele</p>
<p><em>(La discussione continua nel <a href="http://www.notiziedallinferno.com/forum/index.php/topic,142.msg845.html#msg845" target="_blank">Forum Politico di Notizie dall&#8217;Inferno</a>)</em><br />
<!--upnews--></p>
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