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	<title>Notizie dall&#039;Inferno &#187; Cronaca</title>
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		<title>Bunga bunga: notti e giorni da incubo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 09:42:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era inevitabile, nelle retate di Fede, Minetti e Mora sono incappate per errore anche ragazze normali che sono scappate dopo la prima esperienza di bunga-bunga. E ora queste testiminianze cominciano a venire fuori, sono in atti pubblici, vengono consensualmente concesse ai giornali. Attenzione, le ragazze si espongono con nome e cognome, sono querelabili per diffamazione. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img">
<p><img class=" alignleft" title="Il Popolo del Bunga Bunga scende in campo!" src="http://www.notiziedallinferno.com/wp-content/uploads/2011/04/5128863623_3decda9acf_m2.jpg" alt="Il Popolo del Bunga Bunga scende in campo!" width="143" height="144" /></p>
</div>
<p>Era inevitabile, nelle retate di Fede, Minetti e Mora sono incappate per  errore anche ragazze normali che sono scappate dopo la prima esperienza  di bunga-bunga. E ora queste testiminianze cominciano a venire fuori, sono in atti pubblici, vengono consensualmente concesse ai giornali.</p>
<p>Attenzione, le ragazze si espongono con nome e cognome, sono querelabili  per diffamazione. Secondo me ci sperano nella querela per diventare  ricche come Travaglio.</p>
<p>Sono pochi i dubbi quindi che si possono sollevare mentre il disgusto  per il mule dovrebbe sommergerlo. E non si tratta di moralismo, come  direbbe ferrara, si tratta proprio di schifo per un povero pervertito,  malato come dice la moglie. Costretto a pagare ragazze sempre più  giovani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><a title="Bunga bunga: notti e giorni da incubo" href="http://www.forum-politico.org/politica-nazionale/notti-da-incubo-e-giorni-da-incubo/" target="_blank">Discussione nel Forum</a></strong></em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://www.notiziedallinferno.com/wp-content/uploads/2011/04/3be765f3839eb2031da28bdf07a07de29.gif" alt="" /></div>
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		<title>Talebani di casa nostra: Fukushima e la giustizia divina</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>NDI</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vice presidente del CNR ha trovato tutte le risposte al terremoto in giappone, al conseguente maremoto e al possibile disastro nucleare. E&#8217; la giustizia divina! Nessuno può dire che lo tsunami se sia stato un castigo di Dio, certamente una catastrofe. E&#8217; stato un modo per purificare. Ci basta la sicurezza che le catastrofi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vice presidente del <a href="http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Organizzazione/Vicepresidente.html" target="_blank">CNR</a> ha trovato tutte le risposte al terremoto in giappone, al conseguente maremoto e al possibile disastro nucleare.</p>
<p>E&#8217; la giustizia divina!</p>
<blockquote><p>
Nessuno può dire che lo tsunami se sia stato un castigo di Dio, certamente una catastrofe.</p>
<p>E&#8217; stato un modo per purificare.</p>
<p>Ci basta la sicurezza che le catastrofi possano essere e sono esigenza della giustizia divina.</p>
<p>Dio si serve delle grandi catastrofi per raggiungere un fine alto della sua giustizia.</p>
<p>Dio non può fare che il terremoto colpisca il colpevole e salvi l&#8217;innocente. E&#8217; chiaro che talvolta salva l&#8217;innocente con un miracolo, ma non è obbligato.</p>
<p>Il colpevole, quindi, si trova nella stessa condizione dell&#8217;innocente. La sua morte è l&#8217;esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte. Perché meravigliarsi quando vediamo fanciulli innocenti morire sotto le macerie?</p>
<p>Il terremoto è un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima perché Dio le ha voluto risparmiare un triste avvenire.
</p></blockquote>
<p><a href="http://www.notiziedallinferno.com/talebani-di-casa-nostra-fukushima-e-la-giustizia-divina"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>La ricetta di Marchionne</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 12:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8216;Mai vista una crisi così, così usciremo per primi dal tunnel&#8217; di SERGIO MARCHIONNE L&#8217;intervento dell&#8217;Ad Fiat nell&#8217;incontro di fine anno con i dirigenti &#8220;Ci muoviamo in anticipo, abbiamo le idee chiare sul cambiamento&#8221; IL 2008 è stato un anno difficile. Quella che all&#8217;inizio era considerata come una crisi ristretta al settore finanziario e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8216;Mai vista una crisi così, così usciremo per primi dal tunnel&#8217;</strong><br />
<em>di SERGIO MARCHIONNE</em></p>
<p><em>L&#8217;intervento dell&#8217;Ad Fiat nell&#8217;incontro di fine anno con i dirigenti<br />
</em>&#8220;Ci muoviamo in anticipo, abbiamo le idee chiare sul cambiamento&#8221;</p>
<p>IL 2008 è stato un anno difficile. Quella che all&#8217;inizio era considerata come una crisi ristretta al settore finanziario e al mondo americano, non si è rivelata tale, ma è passata all&#8217;economia reale. Paradossalmente, la grande forza della globalizzazione, che apre la strada ad opportunità alle quali non abbiamo mai avuto accesso prima, è anche la sua più grande debolezza. L&#8217;aggravarsi delle condizioni negli ultimi mesi e gli effetti che ancora dobbiamo vedere spingeranno tutte le economie avanzate in una fase recessiva, di cui non conosciamo nÃ© l&#8217;ampiezza nÃ© la durata. Questa crisi sta avendo un forte impatto sui prodotti durevoli e sta assumendo contorni, per le dimensioni e la velocità di contagio, mai visti prima. In poco tempo, quelli che erano i punti fermi di tutta l&#8217;industria, non solo di quella dell&#8217;auto o dei trasporti, sono stati messi in discussione. I metodi tradizionali e anche quelli più innovativi usati finora per stimare volumi e quote di mercato, per riposizionare un brand, per avviare valide azioni di marketing o di sviluppo di prodotto non sono più efficaci.<br />
Tutto ciò non fa paura alla Fiat perchÃ© il cambiamento è parte del nostro modo di essere. Quello che è diverso, nella fase attuale, è la velocità con cui il cambiamento si è manifestato agli occhi del mondo. Ma il lavoro fatto ci ha insegnato a pensare e ad agire con estrema flessibilità. A differenza di molti altri, non dobbiamo aspettare che sia una crisi a imporci la cultura del cambiamento come una necessità. Per questo non è concepibile che un&#8217;azienda come la nostra resti ferma, immobile, senza fare nulla. Non è nella nostra mentalità. Dobbiamo fare tutto il possibile &#8211; e lo stiamo facendo &#8211; per essere noi i primi a ristabilire un rapporto con quelli che diventeranno i nuovi punti di riferimento. La prima cosa che sappiamo molto bene è da dove veniamo. Nel 2004 eravamo in una situazione drammatica. La crisi che abbiamo attraversato allora era forse peggiore di questa: era una crisi di futuro e, in più, era un dramma tutto nostro. Dovevamo fare i conti con i problemi interni e con una concorrenza che si faceva sempre più agguerrita; avevamo un&#8217;opinione pubblica che ci dava per spacciati; non avevamo elementi concreti su cui basare la nostra fiducia, al di là di quelli che stavano dentro di noi. Se alle condizioni di allora si fosse aggiunta una situazione generale simile a quella di oggi, sarebbe stata certamente distruttiva e di sicuro non saremmo qui a raccontarcelo. Ma ne siamo usciti, a testa alta. L&#8217;elemento più importante di tutti va ricercato a livello culturale. I &#8220;cinque principi chiave&#8221; su cui abbiamo rifondato l&#8217;azienda rappresentano un modo molto sintetico ma efficace per descrivere la nuova filosofia del gruppo. Una filosofia dove il merito prevale sulle conoscenze, la leadership sull&#8217;autorità, la ricerca dell&#8217;eccellenza sulla mediocrità, lo spirito competitivo su una visione egocentrica e l&#8217;affidabilità sulle vane promesse.<br />
<!--inserto--></p>
<p><!--/inserto-->I momenti negativi accelerano le tendenze in corso e possono modificare lo scenario competitivo. In prospettiva, molti dei settori in cui siamo presenti sono destinati a mutare. Vedremo una ricerca attiva di sinergie industriali; probabilmente vedremo forti scosse e probabilmente nuove fasi di consolidamento. Ma alla fine di tutto questo, noi dovremo essere ancora là, pronti a ripartire. Per quanto difficile, il 2008 si chiuderà per il gruppo con un significativo risultato economico e con un trading profit che sarà il più alto nei 109 anni di storia della Fiat. Per quanto riguarda il 2009, sappiamo che ci sono incognite che nessuno riesce a valutare, neanche gli organismi internazionali più autorevoli. Si tratta di incognite legate all&#8217;evoluzione dell&#8217;economia italiana, europea e mondiale, sulle quali si leggono ogni giorno previsioni diverse, per lo più al ribasso. Gli scostamenti dalle normali condizioni di mercato non permettono, al momento, di definire in modo puntuale e attendibile le performance del gruppo per il prossimo anno. Per questo abbiamo deciso di fornire un aggiornamento ai mercati finanziari su base trimestrale.<br />
Il 2009 sarà un anno difficile, il più difficile che io abbia mai visto in tutta la mia vita. Dovremo andare avanti aspettando che il mercato tocchi il fondo. Nessuno può prevedere oggi quali potranno essere le reali ripercussioni di questa crisi. Questo succede perchÃ© c&#8217;è stato un cambiamento strutturale nel sistema finanziario e nel sistema industriale. Sono state spazzate vie le condizioni di base sulle quali avevamo definito i nostri programmi. Sono stati cancellati i punti di riferimento e le regole del gioco, che rappresentano certezze essenziali per chiunque si debba muovere in un contesto competitivo. L&#8217;obiettivo con cui ci siamo mossi è stato quello di invertire una tendenza al declino che ha accomunato buona parte dei costruttori di automobili. Negli ultimi 35 anni il settore, a eccezione degli orientali, ha costantemente distrutto valore. La trasformazione introdotta in Fiat serviva proprio a porre un freno a questa storia di inefficienza e a chiudere con il passato. Abbiamo definito un metodo per creare valore. Abbiamo lavorato per consolidare un sistema di crescita sana. La realtà oggi ci impone di modificare radicalmente la nostra ottica. La Fiat è pronta a farlo. Questo cambiamento di prospettiva richiede coraggio, chiarezza e lucidità. Dobbiamo avere l&#8217;apertura mentale e la libertà di pensiero di chi si pone davanti a un foglio bianco ed è deciso a ricostruire tutto daccapo. I nostri programmi per il futuro devono tenere conto di questi cambiamenti strutturali e di altri che potranno intervenire, come ad esempio l&#8217;impatto degli aiuti pubblici, che rischiano di stravolgere la dinamica dei settori. L&#8217;intervento dello Stato ha toccato all&#8217;inizio le strutture finanziarie ed ora si sta allargando all&#8217;industria. Non voglio dare giudizi di merito sulle scelte dei governi. Il punto è che gli interventi pubblici a favore di alcuni costruttori portano ad un livello di disparità enorme nella competizione internazionale, perchÃ© pongono alcuni attori sopra tutti gli altri, in una posizione di vantaggio che è difficile da contrastare. Non possiamo accettare che la concorrenza venga falsata in questo modo. L&#8217;esistenza di regole uguali per tutti è un requisito essenziale in qualsiasi contesto competitivo. Credo che l&#8217;Europa debba reagire e muoversi velocemente, rendendosi conto di qual è il tema più urgente da affrontare: la sopravvivenza di un settore che conta più di 12 milioni di lavoratori. C&#8217;è un elemento ancora che dobbiamo tenere presente: il fatto che di fronte ad un settore che non ha una storia molto brillante di creazione di valore, il sistema finanziario sarà molto più cauto, diventerà più selettivo, perchÃ© il suo interesse principale sarà conservare se stesso e ridurre ogni possibile fattore di rischio.<br />
Permettere all&#8217;industria di continuare a funzionare e garantirle i fondi necessari per investire saranno preoccupazioni secondarie. E&#8217; necessario muoversi prima che questo diventi la normalità. Dobbiamo essere consapevoli delle minacce che abbiamo di fronte. Il modello di business al quale siamo abituati va ripensato. Il settore dell&#8217;auto sarà obbligato a trovare un nuovo tipo di gestione, che porterà ad un consolidamento, a livello mondiale, entro i prossimi 24 mesi. Non si tratta di un modello ancora definito, ma forzerà con molta probabilità nuove alleanze. Dobbiamo muoverci in maniera più condivisa per continuare ad avere accesso ai capitali, per continuare a investire, per affrontare ad armi pari la concorrenza. Ãˆ esattamente questa la direzione che Fiat sta seguendo. Il mio obiettivo è quello di salvaguardare i nostri marchi, il nostro business e il nostro metodo di gestione. L&#8217;obiettivo è di rafforzare Fiat Group Automobiles, per un futuro molto più sicuro. Vogliamo proteggere la nostra realtà industriale, vogliamo dare vita ad un&#8217;azienda più grande e più forte, vogliamo che la Fiat sia un agente di cambiamento e non una vittima del processo. Dopo le sfide affrontate in questi anni, ne abbiamo tutto il diritto.<br />
La Fiat ha due grandi vantaggi oggi. E&#8217; la prima muoversi, avendo le idee chiare sul cambiamento che ci sarà. Lo stiamo affrontando con estrema lucidità. Il secondo vantaggio deriva dal fatto che abbiamo aperto questa partita in una posizione di forza. Arriviamo a questo appuntamento dopo aver vissuto una storia di risanamento eccezionale e dopo aver ridato vigore a una grande realtà industriale. Il 2009 sarà un anno carico di significato. Se la realtà ci cambia sotto gli occhi, anche noi dobbiamo cambiare, e cambiare di continuo. Questo vuol dire che nessuno può fare più conto sulle certezze di ieri. Sono convinto, oggi più che mai, che la più grande qualità della Fiat risieda nell&#8217;avere una squadra di leader che può dare prova di tutto il suo valore nel gestire questa fase. Senza la crisi che si è manifestata negli ultimi sei mesi, il 2008 sarebbe stato per la Fiat non solo un anno record, il migliore della sua storia, ma addirittura straordinario. L&#8217;augurio è di entrare nel 2009 con la certezza che abbiamo la forza, le capacità e la passione per costruire qualcosa di nuovo e di duraturo.</p>
<p><!-- do nothing --><em>(L&#8217;autore è amministratore delegato della Fiat. Questo è il testo dell&#8217;intervento tenuto ai dirigenti del Gruppo nell&#8217;incontro di fine anno) </em></p>
<p><!-- do nothing --> <!-- fine TESTO -->(<em><!-- inizio DATA -->13 dicembre 2008<!-- fine DATA --></em>) Tratto da <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/economia/auto-mercato/marchionne/marchionne.html" target="_blank">repubblica.it</a></p>
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		<title>Scontri fra studenti: Cossiga docet&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 08:21:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, manifestazione degli studenti davanti al Senato. Sono oramai giorni che gli studenti manifestano pacificamente. E questa volta, siamo stati testimoni del fatto che lo hanno fatto tutti insieme, sinistra e destra. Ma ieri, 29 ottobre 2008, qualcuno ha deciso che bisognava fare qualcosa per &#8220;disfare&#8221; questa coalizione. E probabilmente, ricordando le parole del vecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, manifestazione degli studenti davanti al Senato. Sono oramai giorni che gli studenti manifestano pacificamente. E questa volta, siamo stati testimoni del fatto che lo hanno fatto tutti insieme, sinistra e destra.<br />
Ma ieri, 29 ottobre 2008, qualcuno ha deciso che bisognava fare qualcosa per &#8220;disfare&#8221; questa coalizione.<br />
E probabilmente, ricordando le parole del vecchio Cossiga, ha pensato di utilizzare gli stessi sistemi, infiltrando provocatori travestiti da studenti di destra che hanno aggredito la manifestazione con l&#8217;intento di provocare disordini.<br />
Il  tutto coperto dalla Polizia connivente. Come dimostrano le immagini ed i filmati, come documentato dai giornalisti presenti.<br />
E questo è l&#8217;aspetto più grave: la polizia, come fosse sudamericana, ha coperto le aggressioni.</p>
<p>La cronaca nelle parole di testimonianza di un giornalista, che può citare nomi e cognomi delle persone presenti, a riprova delle sue parole:</p>
<blockquote><p><strong>Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos</strong><br />
<em>La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli <strong>agenti zitti</strong></em><br />
<em>di CURZIO MALTESE<br />
</em><br />
Gli scontri di ieri a Roma<br />
AVEVA l&#8217;aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c&#8217;era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. &#8220;Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane&#8221; sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un&#8217;onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.</p>
<p>Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. <strong>Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia.</strong> Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. <strong>La polizia, a due passi, non si muove.</strong></p>
<p>Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano &#8220;Duce, duce&#8221;. &#8220;La scuola è bonificata&#8221;. Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent&#8217;anni, ma quello che ha l&#8217;aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un&#8217;altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell&#8217;università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. &#8220;Basta, basta, andiamo dalla polizia!&#8221; dicono le professoresse.</p>
<p>Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. &#8220;Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!&#8221; protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: &#8220;E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!&#8221;. <strong>Il funzionario urla: &#8220;Impara l&#8217;educazione, bambina!&#8221;. La professoressa incalza: &#8220;Fate il vostro mestiere, fermate i violenti&#8221;. Risposta del funzionario: &#8220;Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra&#8221;</strong>. C&#8217;è un&#8217;insurrezione del drappello: &#8220;Di sinistra? Con le svastiche?&#8221;. La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: &#8220;Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un&#8217;azione di violenza da parte dei miei studenti. C&#8217;è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c&#8217;entra se sono di destra o di sinistra? Ãˆ un reato e voi dovete intervenire&#8221;.</p>
<p><strong>Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: &#8220;Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra&#8221;</strong>. Monica, studentessa di Roma Tre: &#8220;Ma l&#8217;hanno appena sentito tutti! Chi crede d&#8217;essere, Berlusconi?&#8221;. &#8220;Lo vede come rispondono?&#8221; mi dice Laura, di Economia. &#8220;Vogliono fare passare l&#8217;equazione studenti uguali facinorosi di sinistra&#8221;. La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: &#8220;Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov&#8217;è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finchÃ© non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l&#8217;avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto&#8221;.</p>
<p>Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. &#8220;Ãˆ contento, eh?&#8221; gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: &#8220;Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand&#8217;ero ministro dell&#8217;Interno (&#8230;) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell&#8217;ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all&#8217;ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì&#8221;.</p>
<p>Ãˆ quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un&#8217;azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, <strong>attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale.</strong> Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. &#8220;Lei dove va?&#8221;. Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. <strong>La battuta del poliziotto è memorabile: &#8220;Non li abbiamo notati&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: &#8220;Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!&#8221;. L&#8217;altro risponde: &#8220;Allora si va in piazza a proteggere i nostri?&#8221;. &#8220;Sì, ma non subito&#8221;. Passa il vice questore: &#8220;Poche chiacchiere, giù le visiere!&#8221;.</strong> Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.</p>
<p>Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s&#8217;affaccia la polizia. <strong>Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco,</strong> respinge l&#8217;assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s&#8217;avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno nÃ© caschi nÃ© bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell&#8217;Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.</p>
<p>A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all&#8217;occupazione, s&#8217;aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. &#8220;Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l&#8217;idea che comunque gli studenti vogliono il casino. <strong>Ãˆ il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo&#8221;</strong>.<br />
(30 ottobre 2008) <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/camion-spranghe/camion-spranghe.html" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>Personalmente, ritengo responsabile Cossiga di istigazione alla violenza, oltre al fatto di avere ammesso di aver usato tale metodo anche in passato.<br />
E la Polizia ha soltanto dimostrato una volta di più di essere uno strumento nelle mani di un regime.<br />
Mai più fiducia nelle forze dell&#8217;Ordine&#8230;. Nuovo.<br />
Che ogni poliziotto e carabiniere si VERGOGNI di essere quello che è.</p>
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		<title>La vera situazione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 14:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Hevan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho visto che qua portate il conto (lol) sulla fine dell&#8217;emergenza, come ha promesso Berlusconi&#8230; Allora dato che i TG ne parlano ormai pochissimo ( le stesse notizie per 6 mesi consecutivi scocciano tutti giustamente) credo sia doveroso da parte mia dato che vivo a Napoli e che Lupo mi ha voluto qui ( non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto che qua portate il conto (lol) sulla fine dell&#8217;emergenza, come ha promesso Berlusconi&#8230;</p>
<p>Allora dato che i TG ne parlano ormai pochissimo ( le stesse notizie per 6 mesi consecutivi scocciano tutti giustamente) credo sia doveroso da parte mia dato che vivo a Napoli e  che Lupo mi ha voluto qui ( non so se perchè sono di Napoli o per la mia diversità ahahahha) cmq faccio il punto della situazione:</p>
<p>Allora l&#8217;emergenza che tutti avete potuto vedere ai TG che ha veramente ridotto Napoli e provincia al terzo mondo (forse pure quarto..) ha avuto il suo picco massimo a metà gennaio, Dove da piu&#8217; 3 mesi nessuno prendeva più la munnezza e iniziarono tutte le proteste per la discarica di Pianura a cui si aggiunsero i clan malavitosi che incendiarono pulman e aggredirono le forze dell&#8217;ordine ecc. (ricorderete) la fu veramente un periodo disastroso! In tutti i comuni Vesuviani ( dove vivo) l&#8217;immondizia aveva fatto chiudere strade che da 2 o 3 corsie divennero a una sola,  la puzza era talmente forte che era diventato impossibile camminare per strada piedi, si iniziavano a vedere topi, insetti, ci fu anche l&#8217;invasione dai moscerini, senza contare i cani randagi che andavo a scavare tra i rfiuti rompendo le buste e lasciando marcire i rifiuti all&#8217;aperto..Veramente uno schifo allucinante.</p>
<p>La situazione è rimasta praticamente la stessa per tutto febraio e metà marzo, Successivamente inizio un po di raccolta con tempi assolutamente ridicoli, io faccio sempre gli esempi di dove vivo io che la situazione è stata tragica come in altre parti, del tipo che venne l&#8217;esercito a metà marzo raccolse parte dei rifiuti ( tutti era impossibile c&#8217;erano veramente decine di cumuli altissimi ogni 10 metri)  mentre i camion dell&#8217;imondizia buttarono del disinfestante sui cumuli non raccolti ( almeno quello)  da marzo a metà maggio la situazione è stata lasciata molto cosi, alla giornata, nel senso che un mese passava l&#8217;esercito e levava il grosso, poi per un altro mese non passava nessuno e non si faceva nulla un altra volta levavano solo i rifiuti che ingombravano le strade ecc. Insomma si campava alla giornata..poi a maggio c&#8217;è stato un altro peggioramento, i treni per la Germania si erano fermati per problemi burocratici ed era satura l&#8217;unica discarica in funzione, si crearono nuovamente cumuli altissimi e lunghissimi..e la cosa che nessuno pensa..anche nel centro di Napoli!!!!! Questo va sottolineato, l&#8217;emergenza che ha vissuto il centro di Napoli non è manco paragonabile a quello che ha vissuto e vive ancora la provincia. Detto questo pero&#8217; a Maggio ricordo stavo camminando sul lungo mare a pochi metri da Castel dell&#8217;Ovo (la classica scena delle cartoline) e quello che c&#8217;era sul marciapiede opposto era sconvolgente&#8230;decine di metri di immondizia che con il caldo ovviamente fermentano e potete immaginare la puzza.. Sono sincero in provincia uno se li aspetta nel senso che io come tutti qua siamo stati talmente abituati che non ci fai manco piu caso alle montagne che stanno in provincia, pero&#8217; vedere i rifiuti nelle zone belle, quelle per cui vengono i turisti..a quello non ci si abitua c&#8217;è troppo un effetto che stride.. Ora siamo a luglio la situazione alterna si è avuto anche a giugno con preoccupazione per il caldo.. Da luglio dove vivo io è iniziato un piano di raccolta differenziata come in molti altri comuni della zona vesuviana e nel centro. In pratica ci sono state date delle buste di colore diverso dove in una vanno carta , un altro l&#8217;umido, un altro l&#8217;alluminio ecc. e in pratica ci hanno detto di depositare questi rifiuti in determinati giorni in genere fuori i parchi, dove prima c&#8217;erano i cassonetti, per es il lunedi la carta, il martedi e venerdi l&#8217;umido ecc.</p>
<p>Ma la cosa paradossale&#8230;e che mo non stanno venendo manco piu a prendere l&#8217;immondizia differenziata! Si stanno formano cumuli di immondizia differenziata hahah <img src='http://www.notiziedallinferno.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Pero&#8217; spero e penso sia una cosa temporanea e che tra qualche giorno la levano. Se devo essere sincero questo piano di raccolta differenziata non mi piace molto, per es prevede che l&#8217;umido viene raccolto 2 o 3 volte la settimana, quindi si presuppone che uno si tiene i rifiuti umidi in casa anche 2 o 3 giorni, e con i 40 gradi circa che stanno facendo a Napoli non è semplice, io per es tenevo fuori il balcone il bidoncino con l&#8217;umido solo da mezza giornata, l&#8217;ho aperto per buttare una cosa e sono usciti tantissimi moscerini&#8230; ( co sto caldo..mi sembra normale..)  Non so cmq non voglio criticare questo piano di raccolta, almeno già è qualcosa&#8230;</p>
<p>Poi c&#8217;è una altro fatto, questo piano di raccolta differenziata sta creando una specie di psicosi collettiva..l&#8217;altra volta stavo per strada, era mattina e c&#8217;era una signora che stava buttando 3 sacchetti di spazzatura ( in teoria si butta la sera l&#8217;immondiza, ma considerando che c&#8217;era un cumulo lungo 20 metri alto 3 sinceramente mi sembrava assolutamente ridicolo rispettare un princio del genere, considerando che la signora era pure anziana e la sera forse non c&#8217;è la faceva a scendere) eppure 3 signore sui 40 anni iniziarono indispettite a commentare..&#8221; bisognerebbe chiamare i carabinieri&#8221; &#8220;non rispetta la differenziata&#8221; (era partita da un giorno con cumuli infiniti, ma che senso aveva scagliarsi con la signora?)  Bah..questo per dire che sto fatto dell&#8217;immondizia ha creato anche una vera psicosi collettiva..c&#8217;era anche chi si incazzava se buttavi il sacchetto sul cumulo piu&#8217; vicino a casa sua..(-_-) ho visto di tutto credetemi.. In conclusione ora la situazione va migliorando, anche se Berlusconi penso intenda dire con ripuliamo la Campania dai rifiuti ripuliamo Napoli dai rifiuti che è ben diverso, la provicia è enorme e ci sono strade che sono diventate delle discariche vere e proprie e che penso Berlusconi e company non sanno manco dove stanno lol vabe&#8217; ^_^</p>
<p>^_^ spero di essere stato un pochetto utile, e dire qualcosa di meno telegiornalesco e piu&#8217; di vita vera, ciauuu</p>
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		<title>Via i rifiuti da Napoli entro luglio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 08:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>freejoint</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[In base a quando dichiarato il 2 luglio 2008: &#8220;Il termovalorizzatore di Acerra sarà completamente in funzione ad aprile&#8221; e nelle strade della Campania &#8220;entro luglio non ci saranno più rifiuti&#8221;. Fonte Io non mi fido. Questo ha detto e questo dovrà fare. Stiamo a vedere se è la solita sparata per il popolino oppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In base a quando dichiarato il 2 luglio 2008:</p>
<p>&#8220;Il termovalorizzatore di Acerra sarà completamente in funzione ad aprile&#8221; e nelle strade della Campania</p>
<p>&#8220;entro luglio non ci saranno più rifiuti&#8221;.</p>
<p><a title="Via i rifiuti da Napoli entro luglio" href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/rifiuti-12/ordigni-chiaiano/ordigni-chiaiano.html" target="_blank">Fonte</a></p>
<p>Io non mi fido. Questo ha detto e questo dovrà fare. Stiamo a vedere se è la solita sparata per il popolino oppure succederà davvero. Unica cosa buffa di questa dichiarazione è che non ha specificato l&#8217;anno di attuazione di questo progetto.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
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		<title>E ci risiamo con le perdite&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 13:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; passato poco tempo dall&#8217;incidente al reattore nucleare sloveno (4 giugno 2008), che &#8230; Terremoto nel nord del Giappone, perdita in centrale nucleare TOKYO &#8211; Un terremoto di 7,2 gradi della scala Richter ha colpito il nord del Giappone. La forte scossa si è verificata alle 08:43 locali (l&#8217;1:43 in Italia) ed è stata avvertita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato poco tempo dall&#8217;incidente al reattore <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/nucleare-slovenia/nucleare-slovenia/nucleare-slovenia.html">nucleare sloveno</a> (4 giugno 2008), che &#8230;</p>
<p><strong>Terremoto nel nord del Giappone, perdita in centrale nucleare<br />
</strong><br />
<blockquote>TOKYO &#8211; Un terremoto di 7,2 gradi della scala Richter ha colpito il nord del Giappone. La forte scossa si è verificata alle 08:43 locali (l&#8217;1:43 in Italia) ed è stata avvertita nettamente in tutta la parte nord dell&#8217;isola principale di Honshu, in modo particolare nella prefettura di Iwate, in una zona rurale.</p>
<p>Un primo bilancio, secono le televisioni giapponesi, è di quattro morti, oltre 200 feriti e una decina di dispersi: secondo Reuters, diverse persone sono rimaste intrappolate in un albergo di una stazione termale colpita da una frana, ma nelle ultime ore i soccorritori sono riusciti a liberarne alcune. E un migliaio di passeggeri rimangono bloccati su un treno ad alta velocità della compagnia JR East che si è fermato fra due stazioni. Altri treni, che si erano fermati, sono riusciti a ripartire. <strong>Si è verificata anche una leggera perdita di acqua radioattiva in una centrale nucleare</strong>, che, secondo la compagnia che gestisce l&#8217;impianto, non pone alcun rischio per la popolazione.</p>
<p><strong>La Tokyo Electric Power Co. ha precisato che 15 litri di acqua sono fuoriusciti</strong> da una vasca in cui è custodito materiale radioattivo nel reattore numero due della centrale di Fukushima, ma, ha aggiunto, &#8220;<strong>il livello di radioattività dell&#8217;acqua è ben al di sotto di quello che potrebbe avere effetti sull&#8217;ambiente</strong>&#8220;. &#8220;<strong>Nessun quantitativo d&#8217;acqua è fuoriuscita dal deposito</strong>&#8220;, ha precisato un portavoce. Entrambi i reattori hanno continuato a funzionare normalmente.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/giappone-terremoto/giappone-terremoto/giappone-terremoto.html">Repubblica.it</a></p></blockquote>
<p>E via così&#8230; forse che la natura vuol farci vedere quanto sono sicure le nostre centrali nucleari ?<br />
Se &#8220;mamma natura&#8221; si incazza&#8230;. ai voglia a dire &#8220;sono sicure&#8221;&#8230; </p>
<p>Volendo tornare seri, &#8230;<br />
<strong>&#8220;La Tokyo Electric Power Co. ha precisato che 15 litri di acqua sono fuoriusciti&#8230;&#8221;</strong><br />
<strong>&#8220;Nessun quantitativo d&#8217;acqua è fuoriuscita dal deposito&#8221;</strong></p>
<p>Questa acqua è uscita o no ?<br />
La domanda è lecita, mi pare&#8230;<br />
Altrimenti,ci si potrebbe sentire autorizzati a pensare male&#8230; e magari ad azzeccarci. Andreotti docet.</p>
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		<title>Nelle strade armati di fucili ai soldati il potere di fermo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mr.Wolf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[b]]></category>
		<category><![CDATA[c]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Armati di fucile, in uniforme grigioverde con elmetti, giubbotto antiproiettile e automezzi militari: gireranno così per le grandi città italiane i 2500 fanti dell&#8217;Esercito destinati a compiti di sicurezza e ordine pubblico &#8220;per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio&#8221;. Avranno funzioni di agenti di pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Armati di fucile, in uniforme grigioverde con elmetti, giubbotto antiproiettile e automezzi militari: gireranno così per le grandi città italiane i 2500 fanti dell&#8217;Esercito destinati a compiti di sicurezza e ordine pubblico &#8220;per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio&#8221;. Avranno funzioni di agenti di pubblica sicurezza: in altre parole, potranno identificare e perquisire le persone e gli automezzi, ma eventuali arresti dovranno essere convalidati da Polizia o Carabinieri, perchÃ© i militari non hanno ruolo di Polizia giudiziaria. I sospetti saranno accompagnati nelle stazioni di polizia o carabinieri più vicine e i provvedimenti di sequestro dovranno essere convalidati dalla magistratura entro 48 ore.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-8/soldati-armati/soldati-armati.html">Fonte</a><br />
E&#8217; così che è cominciata l&#8217;altra volta&#8230; le ronde servivano a portare ordine&#8230; quello assoluto.<br />
Ma tanto, la storia si ripete, e gli ignoranti non imparano mai.<br />
Applausi.</p>
]]></content:encoded>
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