Alitalia, il giallo della cordata italiana. In campo Consob e Procura di Roma
ROMA – In attesa del nuovo piano di AirFrance-Klm, “corretto” in favore delle richieste dei sindacati, rinviato a domani, è Silvio Berlusconi a tenere banco sulla vicenda Alitalia con rivelazioni e smentite su una cordata italiana pronta a fare un’offerta per rilevare la compagnia di bandiera. Un balletto di nomi, indiscrezioni, supposizioni e precisazioni che vanno avanti per tutta la giornata fino all’ennesima dichiarazione del Cavaliere che in serata torna sull’argomento sostenendo che “nessuno può smentire un eventuale interesse futuro” e ribadire che “l’interesse per Alitalia c’è e nessuno può smentirla”.
Tutto ha inizio con la pubblicazione su La Stampa di un colloquio del leader del Pdl nel quale avrebbe svelato alcuni dei nomi interessati a formare una cordata di imprenditori italiani per rispondere all’offerta di Air France-Klm. Nomi di rilievo: il colosso energetico pubblico Eni, il salotto buono della finanza Mediobanca, la famiglia Benetton, il gruppo Ligresti. Così a metà giornata interviene la Consob, che chiede alle società coinvolte di dare informazione ufficiali al mercato.
Le conferme non arrivano. Per l’amministratore delegato Paolo Scaroni “Alitalia non è oggi nell’agenda di Eni”;. Mediobanca chiarisce che “non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte per rilevare Alitalia o per intervenire nel suo capitale“. Ragione, società di Gilberto Benetton, indica “di non aver avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un’offerta, anche in cordata“. In tarda serata anche Salvatore Ligresti, su richiesta di Consob, informa di non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un’offerta per rilevare Alitalia o di aver avuto contatti a tal fine con Eni, Mediobanca o società riconducibili alla famiglia Benetton.
Tema delicatissimo, quello della privatizzazione di Alitalia, per la complicata vicenda societaria, ma anche per l’impatto di notizie e indiscrezioni sull’andamento del titolo in Borsa, da tempo controllato con particolare attenzione dalla Consob che in passato ha anche scritto più di una volta al governo, sia con il centrodestra che con il centrosinistra, per invitare a una maggiore cautela nelle dichiarazioni dei ministri. Anche la Procura di Roma sta seguendo l’evoluzione del caso.



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