Notizie dall'Inferno

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Aiutiamo i ns. Politici… Idee per loro.

Allora, visto che i nostri politici sono troppo impegnati a dibattere tra loro se spostarsi al centro, rimanere a sinistra, tirare a destra e non trovano il tempo di occuparsi di cose pratiche come trovare soluzioni semplici o funzionali e che magari ci facciano risparmiare, vorrei cominciare con una proposta che mi è venuta in mente pensando alla imminente presentazione della dichiarazione dei redditi.

Problema che ha attanagliato gli Italiani per tutto il dopoguerra.

Ricordo mio padre, funzionario dell’Intendeza di Finanza, che in questo periodo veniva “aggredito” da tutto il parentado per la stesura delle dichiarazioni di tutti.

Nel caso dei lavoratori dipendenti, il modello unico ha già risolto parecchie cose, è già pre-compilato da parte dell’azienda e quindi al lavoratore non resta altro da fare che aggiungere tutto il resto che eventualmente dovesse esserci.

Ragionando su questo, mi è tornato in mente un servizio che ho visto in televisione (se non erro durante una puntata di Report) e che faceva vedere come funziona questa cosa in Danimarca.

Spesso mi trovo a domandarmi che senso abbia essere in Europa se poi … non si impara nulla dagli altri.

Allora, come funziona il sistema “Dichiarazione dei Redditi” in quel paese, che stando alle classifiche è se non il migliore sicuramente tra i migliori come qualità della vita e dei servizi al cittadino ?

Si basa su un semplice ragionamento: tutti i dati dei cittadini-lavoratori sono già noti allo Stato, si tratta solo di richiederli a chi di dovere e poi … farli approvare al cittadino.

Ovvero, chiedendo ai vari Enti interessati e preposti le informazioni necessarie, lo Stato pre-compila la dichiarazione dei redditi dei suoi cittadini, la invia agli stessi che devono solo controllarla, integrarla se necessario e poi firmare per consenso.

Qualcuno mi dirà: e dove sta la diversità con il nostro modello unico ?

La differenza sta … nel CHI fa cosa.

Ovvero, oggi il nostro modello unico viene compilato da Enti non statali (camere del Lavoro per i dipendenti, consulenti, commercialisti per le aziende), e poi inviato allo Stato.

A questo punto, lo Stato comincia le sue verifiche, fa le sue osservazioni… e poi accetta o corregge.

Nel modello Danese, è lo stato direttamente che attingendo alle fonti dei dati con la sua utorità, compila il tutto, fa i calcoli “a monte” e poi li invia al cittadino, che deve solo accettare o correggere.

Qual’è la differenza, quindi ?

Come prima cosa, la certezza dei dati.

Lo Stato calcola … usando gli stessi dati con cui dovrebbe confrontare la dichiarazinoe preparata da altri, pertanto non ci dovrebbero essere discrepanze.

Secondo vantaggio: la velocità dell’accettazione. Una volta che il cittadino firma per consenso, i dati sono già stati elaborati dallo Stato, la firma diventa solo un “flag” di conferma.

Terzo: nel caso di uno Stato virtuoso come quello Danese, si sarebbe in grado di aggiungere “benefit” per i cittadini ove previsto.

Esempio: in Danimarca viene detratta dall’imponibile la quota che la persona spende in benzina per andare al lavoro con il proprio automezzo.

E come fa se non è il cittadino stesso a fornire i dati ?

Semplicemente sfruttando le potenzialità dell’informatica, che anche noi utilizziamo ma evidentemente ancora troppo a “comparti stagni”. (Anzi, la stiamo anche penalizzando nelle scuole, Moratti docet)

Come ? Pensiamoci un attimo: come può fare lo Stato a sapere se io possiedo un automezzo ?

Magari chiedendolo al PRA ? Geniale !

E magari il PRA gli può anche dire “che tipo” di automezzo possiedo, da cui derivano i consumi medi.

Bene, adesso so che auto possiede Mr.Wolf… quanta strada fa per andare al lavoro ?… mumble mumble… Eureka !

L’INPS mi dice DOVE lavora Mr.Wolf, il Comune mi dice DOVE abita… ergo… conosco la distanza kilometrica giornaliera.

Sempre l’INPS mi dice per QUANTI giorni Mr.Wolf ha lavorato… ecco che con un semplicissimo calcolo, sono in grado di sapere quanti kilometri ha percorso in un anno lavorativo, e quindi il suo consumo medio di carburante, che moltiplicato pr un costo medio del carburante… mi dice quanto ha speso.

Adesso lo Stato può decidere quanto detrarre dal mio imponibile per il carburante.

Bene, cosa si evince da questo esempio ? Che il problema è solo e soltanto organizzativo.

Lo Stato ha già tutti gli estremi per sapere quello che vuole sapere da me, gli mancano solo quelle spese che eventualmente dovessi dimostrare io, ma la base dei dati è praticamente già disponibile.

Con una congruenza di dati già controllata, con meno possibilità di errori per il cittadino (o per chi lo fa a nome del cittadino..), con più velocità esecutiva, e quindi meno spese.

Il giorno che lo Stato “spedisce” questi modelli, sa già quanto incasserà, deve solo aspettare le firme di ritorno.

Qualcuno potrà obiettare che i dati non siano omogenei, ovvero che l’INPS utilizza dati “cosstruiti e catalogati” secondo le proprie esigenze, idem il PRA.

Ma come gli esperti di informatica potranno confermare, non è oggi un problema estrarre tali dati ed incrociarli.

Sarebbe poi comunque interesse dello Stato fare in modo che tutti i suoi Enti o quelli a lui collegati utilizzino procedure con una “base dati” congruente.

L’informatica … questa sconosciuta…

Pertanto, cari signori che sedete in Parlamento, perchè non impariamo anche da quelli che hanno avuto buone idee in Europa ?

Perchè non “copiamo”, pur adattandole alla nostra bisogna, procedure che si sono dimostrate funzionanti e funzionali ?

I computer sono uguali “all the world”. Impariamo ad usarli, è per fare questo tipo di lavoro che sono stati inventati, non per fare “i solitari oa carte” o per guardare FaceBook…

E’ un esempio… tanto per cominciare…

O no ?


 
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feb
26
2009